| Anno | 1957 |
| Genere | Horror |
| Produzione | Italia |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Riccardo Freda |
| Attori | Gianna Maria Canale, Wandisa Guida, Carlo D'Angelo, Emilio Petacci, Paul Müller Charles Fawcett, Dario Michaelis, Miranda Campa, Angelo Galassi, Renato Tontini, Gisella Mancinotti, Antoine Balpêtre, Ronny Holiday, Joy Holliday, Barbara Wohl, Riccardo Freda. |
| Tag | Da vedere 1957 |
| MYmonetro | 3,16 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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CONSIGLIATO SÌ
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Una serie di misteriosi omicidi sconvolge Parigi: le vittime sono giovani donne che vengono ritrovate dissanguate. Un ispettore di polizia indaga ma non raggiunge risultati concreti, mentre il giornalista Pierre si dedica al caso ed è convinto che l'autore degli omicidi sia un vampiro. Laurette, amica di una vittima, confida al giornalista che qualcuno da tempo la segue e a un certo punto viene rapita. Pierre deve scrivere un articolo su una festa che si tiene al castello della duchessa De Grand, dove vivono l'anziana zia Marguerite e la giovane Giselle. La nipote è innamorata di Pierre e tenta di sedurlo, ma lui non ne vuol sapere e comincia a nutrire sospetti per ciò che vede al castello. L'uomo che seguiva Laurette viene trovato nel giardino del castello e prima di morire confessa alla polizia di aver rapito molte donne. La verità è sconvolgente perché zia e nipote sono la stessa persona: un'orribile donna che ringiovanisce per mezzo del sangue delle ragazze rapite e un macchinario inventato da uno scienziato pazzo.
Riccardo Freda è un autore sottovalutato dalla critica, come molti artigiani del nostro cinema, ma è un abile regista che sperimenta quasi tutti i generi cinematografici in voga negli anni Sessanta - Ottanta. Non ci sono mostri nel film di Freda, ma esiste una realtà permeata di elementi fantastici, composta da scienziati pazzi, nobildonne che non vogliono morire e desiderano scoprire il segreto dell'eterna giovinezza, amori orribili che superano le soglie della morte. Riccardo Freda è un regista che pesca a piene mani nel gotico, perché il suo film si svolge in un castello cadente, tra cripte, passaggi segreti, cimiteri, teschi e fioche luci di candela, ma al tempo stesso cerca di essere moderno. La sua rappresentazione del male è calata all'interno di una società composta da mostri, persone senza cuore che uccidono e rubano il sangue delle vittime per donare la giovinezza a una megera cadente che vuole coronare un sogno d'amore. Per Freda, il male non va esibito ricorrendo al soprannaturale e ai mostri della fantasia, ma il vero male è dentro la società e i mostri sono persone comuni che spesso scatenano passioni incontenibili. I vampiri segna il cammino per l'horror italiano più moderno e originale, anche se non va dimenticato un ottimo cinema di mostri realizzato da Mario Bava, Lucio Fulci e Dario Argento.
Nato per scommessa dei produttori Donati e Carpentieri,il film che ha segnato l'inizio del genere horror in Italia.Freda,che co-sceneggia e interpreta il ruolo di un dottore,si ispira vagamente al personaggio della contessa Bathory,e riesce a creare un'atmosfera abbastanza lugubre,aiutato dalle scenografie e dalle musiche.E si distacca dalla figura tipica del vampiro già collaudata nei [...] Vai alla recensione »