Un'estate d'amore

Film 1950 | Drammatico 90 min.

Regia di Ingmar Bergman. Un film Da vedere 1950 con Maj Britt Nilsson, Birger Malmsten, Alf Kjellin, Annalisa Ericson, Georg Funkquist. Cast completo Titolo originale: Sommarlek. Genere Drammatico - Svezia, 1950, durata 90 minuti. - MYmonetro 3,56 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 20 giugno 2023

Una ballerina legge il diario dell'uomo che ha amato più di ogni altro (e che è morto) e piomba in una crisi benché abbia un altro amante. Un'estate d'amore è 77° in classifica al Box Office. domenica 15 marzo ha incassato € 535,00 e registrato 79 presenze.

Consigliato sì!
3,56/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA
PUBBLICO 3,86
CONSIGLIATO SÌ
Un film in cui si percepisce il tumulto interiore di BergmaN e quel contrasto tra naturale tensione verso la felicità e constatazione della presenza del male e del dolore nella vita che segnerà tanta parte del suo cinema.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Marie è una danzatrice che si vede consegnare in teatro un diario. È quello di Erik, un amore estivo di quand'era ragazza, con il quale aveva conosciuto la gioia dei primi sentimenti. Approfittando di un rinvio delle prove Marie si reca allo chalet al mare dove aveva trascorso quel felice periodo funestato poi da un incidente a cui aveva fatto seguito un tentativo di dimenticare la felicità vissuta per resistere alla mediocrità del presente.

La vita sentimentale di Bergman si è in più occasioni intrecciata con la sua attività artistica. La sceneggiatura di questo film viene scritta in un periodo di rivolgimenti sentimentali.

Innamorato di una giornalista sposata (che poi sposerà) abbandona il tetto coniugale e va a vivere in un appartamentino portando con sé solo poche cose. Tutto ciò si avverte in questa opera che il regista considererà "il primo film in cui cominciai a sentirmi veramente in grado di esprimermi".

Vi si percepisce un tumulto interiore e quel contrasto tra naturale tensione verso la felicità e constatazione della presenza del male e del dolore nella vita che segnerà tanta parte del suo cinema. Marie ha conosciuto la bellezza della gioia e dell'arte. Ora sembra restarle solo quest'ultima (si noti l'utilizzo che viene fatto del "Lago dei cigni" e della musica di Chopin) quasi che in essa cercasse di sublimare le delusioni subite in seguito. Il rivivere un passato che aveva cercato di rimuovere la porta però a una nuova determinazione che la rende libera.

Sarà un dialogo con un Coppelius-coreografo a fare da preludio a un chiarimento necessario. Ciò che resterà sospeso sarà invece il rapporto con un Dio a cui aveva giurato (se esiste) un odio eterno per quanto le era stato sottratto. Il settimo sigillo verrà realizzato sei anni dopo ma se ne trova qui un'interessante anticipazione nella figura che precede Marie all'arrivo nella località marittima che avrà poi un seguito nella partita a scacchi in cui uno dei due giocatori (il pastore) affermerà di avere un interesse professionale nella competizione dato che 'gioca con la Morte'.

Ricominciare una nuova vita, si può.

Una ballerina legge il diario dell'uomo che ha amato più di ogni altro (e che è morto) e piomba in una crisi benché abbia un altro amante. Dopo il ricordo dei giorni passati col defunto il dolore si spegne lentamente; lei sente che può ricominciare una nuova vita, a patto che il suo compagno l'ami per davvero. Ne ha la prova quando l'uomo ritorna a lei dopo aver letto il diario.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 15 aprile 2014
Eugenio

Ispirato a una vicenda realmente accaduta a Ingmar Bergman, il film a cui lo stesso regista dirà di essere profondamente legato per la forte connotazione autobiografica, Un’estate d’amore è semplice e attuale al tempo stesso, affresco sfocato di una condizione che tutti noi abbiamo provato almeno una volta nella vita specie durante le vacanze: la perdita dell’innocenza, il crollo delle illusioni generato [...] Vai alla recensione »

Frasi
Oh... È così bello che vorrei esplodere nell'aria, finire in frantumi, sparire nel nulla...
Dialogo tra Marie (Maj Britt Nilsson) - Henrik (Birger Malmsten)
dal film Un'estate d'amore
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Aldo Garzia
Liberazione

La felicità dell'amore, così tanto cercata, può durare lo spazio di un'estate. Proprio come un'estate svedese: breve, tiepida, fatta di luce intensa fino a notte inoltrata. Quando poi la felicità finisce, bisogna subito cercarne un'altra. E' inutile adagiarsi nel ricordo, o nella malinconia. La vita scorre, non si ferma e non indugia. Siamo noi, da soli, che dobbiamo decidere se vale la pena disporsi [...] Vai alla recensione »

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