| Titolo originale | White Zombie |
| Anno | 1932 |
| Genere | Horror |
| Produzione | USA |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Victor Halperin |
| Attori | Bela Lugosi, Madge Bellamy, Brandon Hurst, Joseph Cawthorn, Robert Frazer . |
| MYmonetro | 2,50 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ad Haiti un misterioso personaggio resuscita i morti per adibirli al lavoro nella sua piantagione di zucchero. Una coppia di fidanzati capita nel post... In Italia al Box Office L'isola degli zombies ha incassato 89 .
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CONSIGLIATO NÌ
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L'isola degli zombies (White Zombie) costituisce il primo autentico zombie-movie, progenitore di decine di film realizzati negli anni successivi (da Tourneur a Romero), realizzato già nel lontano 1932 dai fratelli Halperin (Victor regista, Edward produttore). Il film è ambientato ad Haiti, tra bambole voodoo e potenti magie nere, dove un superbo Bela Lugosi è il negromante Murder Legendre, un satanico individuo che schiavizza zombie utilizzandoli come manodopera nelle raffinerie di zucchero. In quegli anni, infatti, lo zombie appare soprattutto l'essere privato della propria anima che si distingue per l'andatura rigida e lo sguardo fisso, lontano dai mostri antropofagi nei quali ci si imbatterà in seguito, corpi umani privati della volontà e resi simili ad automi da pratiche stregonesche nella migliore tradizione della macumba caraibica. Nel film di Halperin, un vero "incubo a occhi aperti", gli zombie sono schiavi di colore costretti a lavorare nella piantagione anche dopo morti, metafora scoperta di un capitalismo aggressivo e feroce.
Per impedire il matrimonio di Neil e Medelein, il geloso Beaumont chiede aiuto al sinistro dottore hatiano Murder, che prima "uccide" la ragazza con un siero e poi in segreto la resuscita sottoforma di zombi. Horror di grandi atmosfere (memorabile la prima sequenza dove compaiono i "morti viventi" sottomessi, scandita unicamente da sinistri rumori), dominato dall'istriomica [...] Vai alla recensione »
Gli zombie al cinema? Sono apparsi negli anni Trenta. Stavano in quella che oggi è la martoriata Haiti e venivano utilizzati come schiavi, metafora piuttosto esplicita, arricchita anche dalla presenza del loro persecutore, uno schiavista proprietario di piantagioni, grande esperto di magia nera, tanto da aver creato la condizioni di schiavitù a proprio vantaggio.