| Titolo originale | Che strano chiamarsi Federico |
| Titolo internazionale | How Strange to Be Named Federico |
| Anno | 2013 |
| Genere | Biografico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Ettore Scola |
| Attori | Giulio Forges Davanzati, Tommaso Lazotti, Maurizio De Santis, Ernesto D'Argenio Giacomo Lazotti, Emiliano De Martino, Fabio Morici, Carlo Luca De Ruggieri, Andrea Salerno, Sergio Rubini, Sergio Pierattini, Antonella Attili, Vittorio Marsiglia, Vittorio Viviani, Maria Celeste Sellitto, Michele Rosiello, Andrea Mautone, Alex Cellentani, Alberto Clemente, Rossella Pugliese, Pietro Scola Di Mambro, Fabrizio Serchia. |
| Uscita | giovedì 12 settembre 2013 |
| Tag | Da vedere 2013 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 3,49 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 30 settembre 2013
Per ricordare l'amicizia con Federico Fellini, Scola ha rotto la promessa di non girare più film e ha scelto il set del Teatro 5 di Cinecittà, tanto caro al regista. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Che strano chiamarsi Federico - Scola racconta Fellini ha incassato 277 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Firmato da Ettore Scola, una tra le figure più incisive del cinema italiano, Che strano chiamarsi Federico - Scola racconta Fellini si compone di un linguaggio che intreccia scene scritte e ricostruite a Cinecittà con materiali di repertorio, scelti dagli archivi delle Teche.
Il film viene raccontato infatti in terza persona, il narratore è il bravo Vittorio Viviani e "si apre" con l'arrivo a Roma di Federico Fellini appena diciannovenne, interpretato da Tommaso Lazotti, dove ha inizio la sua collaborazione con il giornale satirico "Marc'Aurelio", è il 1939. Lungo gli anni quaranta Fellini nel frattempo inizia a collaborare come sceneggiatore per diversi registi, e di lì a poco farà l'incontro con alcuni dei futuri compagni di viaggio, come Alberto Sordi e Marcello Mastroianni.
Parallelamente anche il giovane Ettore Scola, di undici anni più giovane, siamo nel 1948, entra a far parte del "Marc'Aurelio". Ben presto farà la conoscenza di Fellini e tra i due nascerà una profonda amicizia.
In occasione del ventennale della morte di Federico Fellini, Ettore Scola ci racconta il suo incontro con il creatore della Dolce vita, in una sorta di album di immagini e di memorie. Un ritratto che nelle intenzioni del suo autore vuole essere gioioso come lo era il regista riminese. Sul filo dei ricordi, Che strano chiamarsi Federico - Scola racconta Fellini regala un'originalissima e personale lettura di Fellini. Un film che rifugge i toni nostalgici, per privilegiare il tono ironico e lieve di un "grande Pinocchio" che non è mai divenuto un "bambino perbene". Chiude il film, una sapiente carrellata di sequenze tratte dalle opere che hanno reso celebre nel mondo il grande Federico.
“Quando a Rimini il giovane Fellini si immaginava a Roma, il miraggio non era affatto Cinecittà, ma il Marc’Aurelio”, puntualizza lo scrittore, critico cinematografico ed amico Tullio Kezich nel suo splendido “Federico – Fellini, la vita e i film”. Già, perché per capire colui che diventerà per antonomasia il Maestro del cinema italiano, [...] Vai alla recensione »
Film non catalogabile, mezzo documentario e mezza fiction, Che strano chiamarsi Federico di Scola dà il via alle celebrazioni per il ventennale della scomparsa di Fellini in chiave felicemente intimista. Potremmo definirlo un diario a ritroso nella memoria, la rievocazione di un'Italia e una giovinezza perduta, un divagare di arte e vita sul filo di una biografia condivisa, una dichiarazione di [...] Vai alla recensione »