| Titolo originale | Les émotifs anonymes |
| Anno | 2010 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia, Belgio |
| Durata | 80 minuti |
| Regia di | Jean-Pierre Améris |
| Attori | Benoît Poelvoorde, Isabelle Carré, Lorella Cravotta, Lise Lamétrie, Swann Arlaud Pierre Niney, Stéphan Wojtowicz, Jacques Boudet, Alice Pol. |
| Uscita | venerdì 23 dicembre 2011 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 2,70 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 22 gennaio 2021
Angélique viene assunta alla piccola "Fabrique de Chocolat". Questo lavoro aiuterà lei il suo capo a superare i propri imbarazzi. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office Emotivi Anonimi ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 699 mila euro e 63,2 mila euro nel primo weekend.
Passaggio in TV
mercoledì 25 febbraio 2026 ore 3,50 su RETE4
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CONSIGLIATO NÌ
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Angélique è una giovane cioccolataia afflitta da un'insicurezza patologica. Rimasta senza lavoro, si rivolge alla piccola "Fabrique de Chocolat", dove viene subito assunta dal proprietario Jean-René, uomo apparentemente schivo e rigido, ma in verità affetto a sua volta da una timidezza ai limiti dell'asocialità. A causa di un'incomprensione, Angélique viene assunta come rappresentante e, accettando passivamente la cosa, si trova costretta a combattere contro le sue difficoltà a comunicare per cercare di risollevare il declino della piccola azienda. Nel frattempo, Jean-René si consulta col suo psichiatra e, per superare i propri imbarazzi, si impone il compito di invitare a cena una donna.
Le proprietà terapeutiche del cioccolato diventano poteri taumaturgici quando toccano il territorio francese. E quel sapore avvolgente e ravvivante che nelle "favole" cinematografiche scalda il cuore e risveglia la bontà d'animo di ognuno, diviene un vero e proprio deus ex machina quando si dischiude nelle petites villes d'oltralpe. Una presenza densa e burrosa che addolcisce le storie con un tono carezzevole e un retrogusto favolistico.
Rispetto al passato degli anni Cinquanta in cui era ambientato Chocolat di Lasse Hallstrom con la strega Juliette Binoche e lo zingaro Johnny Depp, in Emotivi anonimi siamo formalmente nel presente, ma tutto lascia ancora una volta intendere quella cornice fuori da ogni tempo tipica del realismo magico. A cominciare da due personaggi affetti da una timidezza cronica che non conosce cause specifiche né conseguenze patologiche, ma solo la levità degli imbarazzi più candidi e fanciulleschi. E proseguendo con una storia démodé che è come una scatola di cioccolatini dove sai in ogni momento quello che ti capiterà di vedere, piena di snodi sottilissimi, di incomprensioni prevedibili e di comprimari gentili e senza spessore.
Con questo ripieno di ingenuità ricercata e di furbizia nascosta dietro al gusto della giovialità infantile, se Emotivi anonimi alla fine non stucca è solo grazie alla bravura dei suoi due protagonisti, due ottimi caratteristi che riescono a misurare con delicatezza i turbamenti interiori dei loro personaggi e quel dissidio fra desiderio amoroso e chiusura ermetica nelle personali insicurezze. Fra rossori, impacci e goffaggini che la ripetitività delle situazioni potrebbe facilmente far degenerare in una farsa puerile, Benoît Poelvoorde e Isabelle Carré non accumulano ruffianerie ma lavorano su piccoli tic e idiosincrasie, facendo scorrere placidamente verso il finale al sapor di confetto una sceneggiatura assai elementare.
Commedia tanto emotiva quanto anonima nello spirito e nella struttura, la fiaba di Jean-Pierre Améris è come se soffrisse di quello stesso eccesso di timidezza che attaglia i suoi protagonisti e avesse continuamente paura di deludere le aspettative di quel tipo di spettatore in cerca solo di addolcirsi la bocca dopo troppe amarezze. Fortuna che i suoi due pasticceri sono meglio della qualità degli ingredienti.
Fiaba contemporanea quella della giovane Angelique, angelica di nome e di fatto. Affetta da una sindrome di timidezza acuta , ma dotata di una genialita' fuori dal comune nel comporre aromi e forme per piccole delizie del palato, questa atipica cioccolataia e' la protagonista del film di Jean Pierre Ameris. In cerca di lavoro la ragazza viene assunta in una Fabbrica di Cioccolato.
Pare che gruppi terapeutici come la Emotivi anonimi , destinati ai disadattati del viver sociale, esistano davvero. Il regista Jean-Pierre Ameris confessa di avervi preso parte e che i protagonisti del film rispecchiano questa sua esperienza di timido compulsivo. Non stentiamo a credergli perché nella commedia da lui realizzata come una fiaba romantica, seppur sui generis, risuona un accento di verità [...] Vai alla recensione »