Il delitto perfetto

Film 1954 | Giallo, +16 105 min.

Titolo originaleDial M for Murder
Anno1954
GenereGiallo,
ProduzioneUSA
Durata105 minuti
Regia diAlfred Hitchcock
AttoriRay Milland, Grace Kelly, Robert Cummings, Anthony Dawson, John Williams (III) Bess Flowers, Leo Britt, Patrick Allen, George Leigh, George Alderson, Robin Hughes.
Uscitalunedì 23 settembre 2013
TagDa vedere 1954
DistribuzioneCineteca di Bologna
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,92 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alfred Hitchcock. Un film Da vedere 1954 con Ray Milland, Grace Kelly, Robert Cummings, Anthony Dawson, John Williams (III). Cast completo Titolo originale: Dial M for Murder. Genere Giallo, - USA, 1954, durata 105 minuti. Uscita cinema lunedì 23 settembre 2013 distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,92 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 7 ottobre 2016

Si può compiere un delitto senza lasciare traccia? La domanda non ha realisticamente una risposta poiché un'impronta, un oggetto spostato, un evento non previsto, sono sempre in agguato. In Italia al Box Office Il delitto perfetto ha incassato 50,4 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,92/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA
PUBBLICO 3,83
ASSOLUTAMENTE SÌ
Con questo capolavoro Hitchcock sperimenta la tridimensionalità nello spazio chiuso e inizia la collaborazione con Grace Kelly.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Tony Wendice è consapevole del fatto che sua moglie Mary lo ha tradito con Mark Halliday, uno scrittore di romanzi gialli. Ora Mark è tornato a Londra e Tony teme che Mary chieda il divorzio lasciandolo sul lastrico visto che lui l'ha sposata per denaro e non si è certo dato da fare per costruire un patrimonio personale. Decide così di ricattare il capitano Lesgate che fu suo compagno di studi e di spingerlo ad uccidere Mary con un piano che sembra ben architettato.
Con questo film, girato all'epoca in 3D e ora riproposto nel formato originale, Alfred Hitchcock si avvale della sceneggiatura di Frederick Knott basata su un suo lavoro teatrale e quindi sperimenta l'utilizzo e l'efficacia della tridimensionalità nello spazio chiuso di un appartamento londinese. Così come in Nodo alla gola la macchina da presa rende 'cinematografica' una scenografia essenzialmente teatrale e, come in Notorious il MacGuffin è costituito da una chiave. Eric Rohmer e Claude Chabrol, da sempre attenti alle geometrie della ripresa cinematografica rilevarono in uno studio a lui dedicato che in Il delitto perfetto Hitchcock vuole "offrire allo spettatore il punto di vista di un posto in platea (teatrale), infatti la macchina da presa è collocata il più delle volte in una fossa". In questo film è infatti la 'messa in scena' offertagli dal plot ad interessare il regista. Tony organizza una finzione convinto di poter tenere in pugno il proprio'pubblico' traendone un cospicuo vantaggio.
Ciò che poi rende il film ulteriormente interessante è l'inizio del rapporto del regista con Grace Kelly, una delle attrici (da lui definita "ghiaccio bollente") che meglio avrebbero aderito alla sua visione del cinema e con la quale non ebbe mai quei contrasti che invece contraddistinsero il rapporto con Tippi Hedren.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
a cura della redazione
giovedì 3 agosto 2006

All'epoca del Delitto perfetto Hitchcock era sotto contratto con la Warner Bros, per la quale aveva già girato parecchi film. Dopo aver esaminato diversi soggetti, nessuno dei quali lo aveva convinto, il regista decise infine - come lui stesso affermò in seguito -di "run for cover", cioè di mettersi al sicuro con un thriller di grande successo, una commedia di Frederick Knott dal titolo Dial Mfor Murder (componi "M" per "Murder", assassinio: il titolo si riferisce alla lettera che l'aspirante omicida deve selezionare sull'apparecchio telefonico per chiamare la vittima predestinata). Hitchcock lavorò con l'autore alla sceneggiatura e si mantenne piuttosto fedele all'originale. Il film fu il primo - e l'ultimo - girato da Hitchcock con il sistema tridimensionale; le riprese durarono solo 36 giorni, ben 7 dei quali adoperati per provare e girare la straordinaria scena del tentato omicidio di Margot. Il pubblico accolse Il delitto perfetto molto favorevolmente e il film, costato abbastanza poco, costituì il maggior successo di Hitchcock con la Warner: di lì a qualche mese La finestra sul cortile era però destinato a eclissarlo.
Nel celebre libro-intervista di François Truffaut, Hitchcock liquida in fretta Il delitto perfetto, parlandone come di un film minore, girato più che altro per esigenze contrattuali e commerciali. Certo - perché non ammetterlo? - siamo lontani dai vertici di Notorious o della Finestra sul cortile e in particolare dal coinvolgimento emotivo che sanno suscitare i capolavori di Hitch. Ancora una volta Hitch è attratto da un soggetto che ha al centro le difficoltà, l'amarezza e la crudeltà che spesso si celano in un rapporto di coppia. Ma è arduo identificarsi con questi personaggi sbiaditi (Margot, Mark) o poco credibili (Tony); a tale proposito è significativo il fatto che vi siano solo scarsissimi primi piani, come se le emozioni e i sentimenti dei protagonisti fossero secondari o inaccessibili. I dialoghi e l'intreccio stesso, per quanto abilmente architettati, risultano forse meno convincenti del solito, anche se rimangono pur sempre eleganti esercizi di stile.
Tuttavia non sono poche le cose che restano di questo film: per molti aspetti il maestro colpisce ancora. Vi è innanzitutto un elemento che a Hitchcock stesso stava a cuore: la concentrazione narrativa e strutturale del film, dovuta in parte alla commedia dalla quale è tratto, ma soprattutto alla volontà e alla capacità del regista. Parlando con Truffaut Hitch nota che di solito i registi cinematografici tendono a distruggere l'unità - in particolare di luogo -delle opere teatrali, nell'errata convinzione che trasporre una commedia sullo schermo significhi inserire scene che per motivi tecnici in teatro non possono essere mostrate: "Ecco generalmente in cosa consiste l'operazione: nella commedia un personaggio arriva da fuori in taxi; allora nel film i registi fanno vedere l'arrivo del taxi, i personaggi che escono dal taxi pagano la corsa, salgono le scale, bussano alla porta, entrano nella camera". Hitch sapeva bene che fare cinema non vuol dire questo, non necessariamente; il linguaggio cinematografico
possiede molte altre risorse e un bravo regista e in grado di non distruggere la sostanza di un'opera teatrale, senza peraltro limitarsi a fare del teatro filmato. Nel caso di Hitch lo testimoniano numerosi film di impianto teatrale, girati in un unico ambiente (due per tutti: Nodo alla gola e La finestra sul cortile), fra i quali va annoverato anche Il delitto perfetto, che in pratica si svolge interamente nella sala dei Wendice. In pochi metri quadrati Hitchcock è capace di mettere in scena una vicenda serratissima e avvincente, dal ritmo perfettamente calibrato, alla cui costruzione concorrono montaggio, movimenti di macchina, colori, colonna sonora, tutti elementi specificamente cinematografici.
Se la caratterizzazione dei personaggi è elusiva, molto più eloquenti sono invece gli oggetti; ad essi, più che ai protagonisti, sono dedicati alcuni efficaci e suggestivi "primi piani": il telefono, la borsetta, il disco del telefono con la "M" in evidenza, i meccanismi della centralina telefonica, le forbici. Numerosi altri oggetti sono "disseminati" nel film e la loro presenza non è mai casuale, ma sempre carica di significati, spesso di allusioni minacciose: il bastone di Tony, i guanti, i bicchieri ripuliti per eliminare ogni impronta, il cestino da lavoro e le calze di Margot, la calza usata da Swan, il flacone di benzina, il vassoio .eon le tazze di tè, il letto spostato nel salotto, la valigetta blu. Più importante di tutti, naturalmente, è la chiave, elemento rivelatore come già in Notorious. Con un solo dettaglio Hitchcock è capace di suscitare suspense, ansia, timore. Altrettanta attenzione è dedicata alle luci e ai colori; nella sala dei Wendice vi sono varie lampade, che concorrono a creare l'atmosfera delle varie scene, costruendo uno spazio luminoso in cui si annidano tenebre minacciose o aprendo nell'oscurità squarci di luce, come nella scena dell'assassinio. Le ombre si stagliano inquietanti sui muri, alludendo a quanto viene taciuto e nascosto, come quando Margot e Mark si sciolgono dal reciproco abbraccio all'arrivo di Tony in casa. Anche i colori giocano la loro parte: per esempio Grace Kelly, appetitosa come una ciliegia nel suo vestito rosso all'inizio o fluttuante ed evanescente come un sogno nella camicia da notte bianca, perde man mano charme proprio attraverso i colori degli abiti, sempre più cupi e tristi. I movimenti di macchina avvolgono i personaggi come in una rete (si veda per esempio la sequenza dell'incontro fra Tony e Swan), li intrappolano all'interno della sala. Posizioni insolite della macchina da presa contribuiscono ad alimentare il senso di inquietudine: durante il colloquio fra Tony e Swan a un certo momento la macchina da presa incombe dall'alto, schiacciando i personaggi, come accade in Psyco nel momento dell'assassinio del detective Arbogast; poco prima che Swan aggredisca Margot, alcune inquadrature oblique della scrivania e di Swan presso le tende danno una sensazione di stranezza e di precarietà.
Ma vi è una scena che in particolare si impone su tutte per drammaticità e intensità rappresentativa, a una scena indimenticabile e straordinaria: quella del tentato omicidio di Margot. Il buio, lo squillo penetrante del telefono, la luce che si accende, Margot che avanza ondeggiando nella camicia di seta e stagliandosi contro il riquadro illuminato della porta, il suo volto metà in ombra mentre risponde al telefono; e poi la stretta improvvisa e brutale di Swan, il ricadere indietro di lei, il suo piede nudo che scalcia, le ombre dei corpi avvinghiati proiettate sul muro rosso cupo. E infine la disperata ricerca delle forbici in primo piano, quasi una richiesta di soccorso allo spettatore, il ferimento, Margot che cade a peso morto dalla scrivania, Swan che si abbatte a terra supino, con il dettaglio crudele delle forbici che si conficcano ancora più profondamente nella sua schiena (Hitchcock dimostra fra l'altro che si può girare una scena di una violenza inaudita senza far vedere nemmeno una goccia di sangue). La solitudine dei personaggi, l'ineluttabilità della morte, la sua assurda gratuità, un'atmosfera di tragicità e disperazione. Forse non esistono delitti perfetti, ma scene perfette come questa, sì.

Recensione di Mattia Nicoletti

Si può compiere un delitto senza lasciare traccia? La domanda non ha realisticamente una risposta poiché un'impronta, un oggetto spostato, un evento non previsto, sono sempre in agguato. Alfred Hitchcock realizza, ispirandosi a un adattamento teatrale, un altro dei suoi capolavori, e alla stregua di Nodo allo gola, fa svolgere l'azione all'interno di una stanza, dove convivono bene e male.
Tony Wendice ha sposato Margo per interesse. Fra di loro non c'è amore, solamente consapevolezza di un buon vivere. Tony vive agiatamente con i soldi della moglie, Margo è libera di avere una storia extraconiugale. Tuttavia il marito ha seri dubbi di poter gestire in futuro una ricchezza, e architetta con un ex compagno di università, Swan, l'omicidio della consorte. Come in ogni piano preciso in nel singolo dettaglio, qualcosa può sempre andare storto.
L'abilità del maestro inglese si manifesta nel creare nello spettatore un sentimento di empatia, prima per un personaggio, poi per un altro, sostenuto dal continuo crescere della suspance. Se all'inizio chi guarda non nutre alcun sentimento di astio per il marito, consapevole, fra l'altro di essere tradito, nel corso del film cambia la propria visione. Il susseguirsi degli eventi diviene incessante e il pericolo al quale è soggetta la bellissima moglie, riconduce tutti alla ragione e alla giustizia. Imperdibile.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 1 giugno 2018
samanta

E' un film girato da Hitchcock nelell'estate del 1953 e vide l'incontro tra il regista e Grace Kelly. La trama è tratta da una piéce  teatrale che aveva avuto successo a Londra e a New York scritta da Frederick Knott che è anche lo sceneggiatore. Praticamente si svolge quasitutto nel salotto di una casa di Londra, dove vive la ricca Margot (Grace Kelly) con il [...] Vai alla recensione »

Frasi
Addio, cara.
Dialogo tra Tony Wendice (Ray Milland) - Margot Mary Wendice (Grace Kelly)
dal film Il delitto perfetto
NEWS
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martedì 17 settembre 2013
Dario Zonta

La stagione cinematografica si è aperta già da qualche settimana con tutte le incertezze e le paure che accompagnano le uscite dei film in questo periodo di crisi. I dati del botteghino sono infatti ancora penalizzanti, segno di una coda estiva ancora [...]

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