| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Isotta Toso |
| Attori | Kasia Smutniak, Daniele Liotti, Serra Yilmaz, Ahmed Hafiene, Marco Rossetti Kesia Elwin, Isa Danieli, Milena Vukotic, Luigi Diberti, Roberto Citran, Francesco Pannofino, Ninetto Davoli, Fabio Traversa, Paolo Calabresi, Manuela Morabito, Vincenzo Crivello. |
| Uscita | venerdì 14 maggio 2010 |
| Distribuzione | Bolero Film |
| MYmonetro | 2,22 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 1 giugno 2010
In un condominio di Piazza Vittorio convive suo malgrado una comunità multietnica. In Italia al Box Office Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 50,7 mila euro e 37,1 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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In un condominio di Piazza Vittorio convive suo malgrado una comunità multietnica. L'ingresso alla palazzina è vigilato da Benedetta, portinaia intollerante e indiscreta sempre impegnata nella maldicenza e nella pulizia dell'ascensore. Asseconda la sua animosità la signora Fabiani, che adora il suo cane e disprezza Maria Cristina, domestica ecuadorena con figlia a carico e amante bengalese. Si prende comunque cura di lei e della sua bambina il professor Marini, docente universitario a cui Dandini, gestore di un bar e di appartamenti, ricorda fastidiosamente la sua milanesità. All'ultimo piano vivono invece i fratelli Manfredini: Marco, avvocato che ha smesso la toga in seguito al drammatico suicidio in carcere del padre, e Lorenzo "gladiatore" gagliardo che vive di espedienti e che morirà misteriosamente in ascensore. Amedeo, condomino modello col vizio della filantropia, verrà accusato del suo presunto omicidio. Proverà a difenderlo e a dargli voce Nurit, fuoriuscita iraniana in cerca di asilo politico e di un miracolo. Ostinata e persuasiva, la donna convincerà i litigiosi condomini ad assistere Amedeo, fino a farlo assolvere dall'incriminazione.
Opera prima di Isotta Toso, Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio è la trasposizione del romanzo omonimo di Amara Lakhous, giornalista e scrittore algerino che vive e lavora a Roma dal 1995. Ubicata al centro del rettangolo-quadrato dal nome sabaudo, la palazzina multiculturale a ridosso della Stazione Termini è il teatro di una diversità e di una voce da un altro mondo, troppo spesso sofferente e smarrito. Dopo l'orchestra plurietnica di Agostino Ferrente, è la Toso, aiuto-regista di Notturno bus , ad occupare Piazza Vittorio, per parlare con leggerezza di cose "pesanti" e profonde sulla natura umana. La levità combinata all'impegno è una delle qualità del debutto cinematografico della Toso, che getta uno sguardo sul presente e decide per un cinema attento al reale e alla precarietà del (con)vivere tra pregiudizi e diffidenze.
Una scelta d'amore, come quella che compiranno gli inquilini costretti nei loro appartamenti e intorno o dentro un ascensore, farà germogliare però i desideri che abitano una comunità intera di personaggi tristemente incantati su se stessi e dentro una paralisi, che improvvisamente si fa coscienza ineludibile di un circolo vizioso. Il film corale della Toso, ancorata a un paesaggio italiano, più peculiarmente romano, non mantiene però promesse e ambizioni, mostrando una deludente mancanza di forma nella scrittura. Il difetto più evidente è appunto lo script, da cui emergono dialoghi tra personaggi che non si ascoltano tra loro, costruiti su scambi di battute talora privi di senso e frequentemente su stralci di citazioni da Jim Morrison o Tahar Djaout, frasi decontestualizzate che finiscono per inficiare un'opera che poteva essere invece importante e pregevole.
Non ho visto il film della regista Isotta Toso. Sono interessato a un DVD. Grazie
Trasposizione del romanzo omonimo di Amara Lakhous, giornalista e scrittore algerino che vive e lavora a Roma dal 1995, Scontro di civiltà per un ascensore in piazza Vittorio è l’opera prima di Isotta Toso, sospesa e indecisa tra dramma e commedia. In uno stabile di piazza Vittorio a Roma, convive suo malgrado una vivace comunità multietnica, decisa a farsi la guerra per il colore e per l’ascensore.
Un'italiana, un'ecuadoregna, un bengalese, un'iraniana e un marocchino formano un etnocondominio romano in un vecchio palazzo umbertino all'Esquilino, dove convivono litigando, perché diversi sono i loro usi e costumi. Però, a furia di confrontarsi, anche aspramente, i personaggi di quest'attuale melting pot non solo si raccontano allo spettatore ma fanno scoprire un assassino.