| Titolo originale | Taking Woodstock |
| Anno | 2009 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 121 minuti |
| Regia di | Ang Lee |
| Attori | Demetri Martin, Dan Fogler, Henry Goodman, Jonathan Groff, Eugene Levy Jeffrey Dean Morgan, Imelda Staunton, Paul Dano, Kelli Garner, Mamie Gummer, Emile Hirsch, Liev Schreiber, Skylar Astin. |
| Uscita | venerdì 9 ottobre 2009 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 2,95 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 11 agosto 2017
Un ragazzo cerca di riscattarsi durante i 'mitici' 3 giorni di Pace e Musica di Woodstock. In Italia al Box Office Motel Woodstock ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 451 mila euro e 154 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Elliot Theichberg lavora come arredatore al Greenwich Village ed è impegnato sul fronte del riconoscimento dei diritti degli omosessuali. Ha però un grosso problema perchè i suoi genitori Jake e Sonia (due ebrei fuggiti dall'Europa dell'Est) stanno per perdere, a causa dei debiti, il decrepito motel che gestiscono a Catskill. Le soluzioni non sembrano a portata di mano fino a quando giunge la notizia che gli organizzatori di un'importante manifestazione musicale si sono visti ritirare l'autorizzazione dalla municipalità di Wallkill. Elliot telefona, offre il motel come base e presenta il vicino proprietario di un terreno di 600 acri. I 'mitici' 3 giorni di Pace e Musica stanno per realizzarsi.
Ci sono film d'occasione che tali sono e tali rimangono. Si sfrutta cioè l'opportunità di un anniversario per tuffarsi nella rievocazione nostalgica o illustrativa di un evento. Ricorrendo i quarant'anni da quando ebbe luogo l'epocale concerto di Woodstock si poteva pensare che un Ang Lee in surplace avesse accettato di fare un film quasi su commissione. Non è affatto così. Quasi fosse tornato alle sue origini conosciute in Occidente (ricordate Banchetto di nozze?) il regista coglie l'occasione per rileggere da un punto di vista inusuale l'epopea di Woodstock non rinunciando a uno sguardo critico, anche se sorridente, nei confronti dell'istituzione familiare.
Woodstock ha rappresentato per lui gli ultimi momenti di innocenza di una civiltà che metteva piede sulla Luna ma stava affontando un futuro carico di incognite. Il raccontare il grande evento collettivo dal punto di vista di Elliot Tiber vuol dire scegliere lo sguardo di colui che ci vide un'opportunità personale ancor prima di rendersi conto del valore che quei tre giorni avrebbero finito con l'assumere per la cultura tout court. Tiber ha scritto con Tom Monte il libro "Taking Woodstock. A True Story of a Riot, A Concert and a Life" ed Ang Lee prende le mosse dalla sua testimonianza non per raccontare il concerto (lo ha già fatto con grande adesione Michael Wadleigh che aveva tra gli aiuti un ragazzo che si chiamava Martin Scorsese) ma per descrivere una società. Lo fa attraverso una moltitudine di personaggi e di figuranti ognuno dei quali finisce con il rappresentare una delle facce di quel prisma che erano gli Stati Uniti all'epoca.
Si sorride e si ride (grazie anche alla superba caratterizzazione di Imelda Staunton nei panni della taccagna e iperattiva madre di Elliot). Ma soprattutto si percepiscono la vitalità e l'energia di un universo giovanile che, nonostante il Vietnam o forse anche grazie a quell'orrore insensato, sentiva ancora il bisogno di credere in un'utopia pacifista che sembrava però traducibile in realtà. Ang Lee non ha alcuna intenzione di proporre una lettura acritica dell'epoca. Ecco allora che al seguito dell'ideatore trasgressivo simile a un Jim Morrison in versione hippie ci sono le limousine nere da cui escono manager in giacca e cravatta. Come afferma Woody Allen si chiama Show Business perchè senza il business non c'è lo show. Alla fine resta però la sensazione di un sipario calato su uomini e donne forse ingenui ma sicuramente sinceri nelle loro aspirazioni. Una tipologia di esseri umani di cui, nonostante tutti gli eccessi loro attribuibili, il mondo ha sempre bisogno.
Intorno alla musica e interno alla musica,il film non celebra anniversari né racconta “come eravamo” a quei figli dei fiori,oggi anziani signori, incapaci di credere che le favole non abbiano sempre un lieto fine. Ang Lee presenta invece un pezzo di storia d’America,che poi è pure storia nostra,con le contraddizioni che abbiamo imparato a conoscere nei quaranta anni successivi,anche grazie al cinema:l’Ame [...] Vai alla recensione »
Il cinema di Ang Lee, è noto, spazia tra epoche, generi e derivazioni regalando storie abitate da uomini e donne straordinari. Straordinario era lo chef/padre di Mangiare bere uomo donna che aveva perso il senso del gusto, la romantica eroina di Jane Austen in Ragione e sentimento, i cowboy amanti di Brokeback Mountain, Hulk, la famiglia disfunzionale di Tempesta di ghiaccio e straordinario è lo storico evento – la tre giorni di pace e musica già immortalata nel documentario premio Oscar Woodstock – che fa da sfondo alla nuova commedia del regista di Taiwan.
Ang Lee si diverte e regala agli spettatori un piacevole viaggio nel 1969. Con Motel Woodstock il regista di La tigre e il dragone dimostra ancora una volta il suo eclettismo e la capacità di muoversi tra i generi. Dopo i drammi che gli hanno fruttato due Leoni d'oro (Brokeback mountain e Lussuria) Ang Lee mette in scena un bel romanzo di formazione dallo sfondo leggendario, quello del concerto che [...] Vai alla recensione »