| Anno | 2009 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 104 minuti |
| Regia di | Pete Docter, Bob Peterson |
| Attori | Edward Asner, Jess Harnell, David Kaye, Jordan Nagai, Christopher Plummer, Josh Cooley, Donald Fullilove Danny Mann, Mickie McGowan, Jeremy Leary, Elie Docter, John Ratzenberger, Delroy Lindo, Jerome Ranft, Bob Peterson. |
| Uscita | giovedì 15 ottobre 2009 |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | Walt Disney |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,55 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 23 dicembre 2015
Argomenti: Pixar
Un uomo dei palloncini in cerca di avventura con la sua casa volante e un ragazzino esploratore. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 1 candidatura ai Nastri d'Argento, ha vinto 2 Golden Globes, 4 candidature e vinto 2 BAFTA, 4 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Up ha incassato 15,8 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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In una sala cinematografica si proietta un cinegiornale su un esploratore, Charles Muntz, che è tornato dall'America del Sud con lo scheletro di un uccello che la scienza ufficiale qualifica come falso. Muntz riparte per dimostrare la sua onestà. Un bambino occhialuto, Carl, è in sala. Muntz è il suo eroe. Incontrerà una bambina, Ellie, che ha la sua stessa passione. I due cresceranno insieme e si sposeranno. Un giorno però Carl si ritrova vedovo con la sua villetta circondata da un cantiere e con il sogno che i contrattempi della vita non hanno mai permesso a lui ed Ellie di realizzare: una casa in prossimità delle cascate citate da Muntz come luogo della sua scoperta. Un giorno un Giovane Esploratore bussa alla sua porta. Sarà con lui che Carl, senza volerlo, comincerà a realizzare il sogno.
Un film di animazione (targato Disney) ha aperto per la prima volta il Festival di Cannes. Si è trattato di un segnale molto preciso se si considera che la Major americana era assente da 5 anni dalla Croisette (l'ultima volta aveva presentato Ladykillers) e proponeva un film in 3D. La tridimensionalità viene utilizzata in questo film senza le esagerazioni effettistiche che, come sempre,, accompagnano le fasi nodali della storia della settima arte a partire dall'invenzione del sonoro.
Il rischio che la sceneggiatura si mettesse al servizio della tecnologia c'era ma è stato brillantemente evitato. Semmai sussiste la possibilità che Up piaccia più agli adulti che ai bambini i quali dovranno attendere l'arrivo del solerte e tondeggiante Giovane Esploratore per avviare il necessario processo di identificazione nell'avventura. Fino ad allora ci viene narrata la tenera e delicata storia di un venditore di palloncini con la passione per l'avventura condivisa da un'amica e poi compagna per la vita.
La sequenza in cui si narra il percorso di Carl ed Ellie partendo dall'infanzia sino ad arrivare alla morte di lei è di quelle che si fanno ricordare per la divertita sensibilità con cui è costruita. Le citazioni cinematografiche non mancano (a partire dalla somiglianza del protagonista anziano con Spencer Tracy per finire con il vecchio Muntz che ricorda Vincent Price passando per echi spielberghhiani) ma non hanno la pesante insistenza che si può rinvenire in altri film di animazione. Perché questo è un film leggero. Leggero su temi ponderosi come quello dell'invecchiare da soli, dei sogni non realizzati, della memoria viva di chi ci ha lasciati, del rapporto giovani/anziani. Un film leggero come quei palloni che portano magrittianamente nei cieli un'intera casa liberandola da un mondo incapace di comprendere i sogni.
Percorsi didattici
- Osserva bene Carl e tutti gli oggetti che lo circondano: il suo viso è quadrato, la sua poltrona è quadrata, e sono quadrati anche gli occhiali, le lampade, le cornici che contengono le sue foto… Tutto ciò che riguarda Ellie al contrario è tondo: la forma del viso, la poltrona su cui si siede sempre, le cornici delle foto, ecc. Il quadrato evoca un’idea di staticità, il cerchio indica la dinamicità, lo sguardo al futuro. E’ possibile collegare il modo in cui sono stati disegnati Carl ed Ellie al loro carattere? Perché, dopo la morte di Ellie, la mascella di Carl appare ancora più quadrata?
- Anche Russel ha una forma tondeggiante, sembra quasi un enorme uovo. Il modo in cui è stato disegnato ci aiuta a capire le differenze tra il suo carattere e quello di Carl? Russel è statico e prudente come Carl o si lancia nell’avventura senza porre indugi? Non ti sembra che qualche volta sia un po’ troppo entusiasta?
- Finché Ellie è viva e Carl è pieno di energia, i colori del film appaiono pieni e brillanti. Quando lei muore e Carl si isola dal resto del mondo, i colori si smorzano. Solo con l’irruzione di Russel nella vita di Carl i colori tornano ad essere brillanti. Attraverso l’uso del colore, capiamo che Russel ha portato nuova energia nella vita di Carl. Perché ha questo effetto su di lui? Dopo aver fatto la conoscenza di Russel, Carl si sentirà ancora solo?
- Russel confida a Carl che le cose “noiose” fatte insieme al suo papà (comprare un gelato, sedersi sul muretto e contare le macchine che passano, ecc.) sono quelle che ricorda di più. Anche a te è capitato di pensare la stessa cosa?
- Le mitiche “Cascate Paradiso” del film sono ispirate alle “Angel Falls”, le cascate più alte del mondo, in Venezuela. Le piante, le rocce e gli alberi che fanno da sfondo alle avventure dei protagonisti sono ispirati a quelli della giungla sudamericana, tra Venezuela, Brasile e Guyana. Se sei affascinato dai paesaggi esotici e misteriosi, prova ad approfondire.
- Immagina che anche il tuo cane, per un paio d’ore, possa indossare il magico collare che dona la facoltà della parola a Dug e agli altri cani del film: secondo te che cosa ti direbbe? Potrebbe rimproverarti per qualcosa? Dove ti chiederebbe di portarlo? E tu che cosa vorresti chiedergli?
-Se ti sono piaciute le sequenze aeree in cui la casa di Carl vola leggera tra le nuvole, guarda Il castello errante di Howl e Laputa il castello nel cielo del maestro dell’animazione Hayao Miyazaki: manca il 3D, ma i film sono ugualmente spettacolari e poetici.
- Il viso di Carl è ispirato a quello del grande attore americano Spencer Tracy (1900-1967). Nel film Il vecchio e il mare, tratto dall’omonimo romanzo di E. Hemingway, Tracy con enorme sforzo tirava a mani nude le sue reti da pescatore. Durante la battaglia finale con Muntz, anche Carl tira disperatamente a mani nude le funi che tengono legata la sua casa volante. Alla fine del romanzo di Hemingway il vecchio pescatore perde la sua preda, Carl perderà la sua casa. Ma entrambi imparano la lezione più grande: l’importante è mettersi alla prova, vivere, combattere fino all’ultimo. Prova a leggere il breve romanzo di Hemingway: ne rimarrai affascinato.
- Dopo essere giunto un Sudamerica, Carl si ritrova a sfogliare il “Libro delle Avventure” di Ellie e scopre casualmente una frase scritta dalla moglie prima di morire: “Grazie per l’avventura. Ora va’ e vivine un’altra”. Che cosa ne pensi? Meglio vivere di rimpianti o aprirsi al nuovo che la vita regala ogni giorno?
- Qualcuno dice che le vere avventure non stanno nei viaggi lontani, ma nei rapporti quotidiani con la famiglia e gli amici. Secondo te è vero?
- Alla fine del film Russel ottiene la tanto desiderata onorificenza “per aver aiutato un anziano”, ma secondo me anche Carl avrebbe meritato una bella medaglia “per aver aiutato un bambino a crescere”. Sei d’accordo con me?
- Durante i titoli di coda (che ti consiglio di non perdere) appaiono una serie di immagini raffiguranti Carl e Russel insieme: al museo, al pic nic, al campeggio… Hai mai pensato a quanto sei incommensurabilmente fortunato a passare del tempo con i tuoi nonni? E tu che cosa fai per loro?
Ci si è sempre chiesti quale fosse il confine fra sogno e realtà. Un improbabile vecchietto e un simpaticissimo mini esploratore della natura selvaggia ci hanno fornito la migliore delle risposte: non esiste nessun confine, sogno e realtà sono figli della stessa madre, sono colpi in canna dello stesso fucile, basta trovare il momento giusto per sparare uno piuttosto che l’altro.
«Vi mettete gli occhialetti, per piacere?». Eseguiamo, insieme con tutta la sala Debussy del Palais cannense. Sono le 10 di ieri mattina, anteprima-stampa di Up, il cartoon della Pixar che apre fuori concorso il festival. Le luci sono ancora accese ma Thierry Frémaux, direttore di Cannes, chiede alla stampa internazionale di prestarsi a questa simpatica gag.