| Titolo originale | The Wolfman |
| Anno | 2010 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA, Gran Bretagna |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Joe Johnston |
| Attori | Benicio Del Toro, Anthony Hopkins, Emily Blunt, Hugo Weaving, Art Malik Geraldine Chaplin, Kiran Shah, Elizabeth Croft, David Sterne, Sam Hazeldine, Olga Fedori, Branko Tomovic, Michael Cronin, Nicholas Day, Brigitte Millar, Richard James (II), Anthony Debaeck, Emily Parr, Cristina Contes, Andy Gathergood, Simon Merrells, Dianne Pilkington, Shaun Smith (II), Gemma Whelan, Mario Marin-Borquez, Asa Butterfield, David Schofield, Roger Frost. |
| Uscita | venerdì 19 febbraio 2010 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,66 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 7 luglio 2010
Dopo il suo ritorno nelle sue terre ancestrali, un'uomo americano viene morso e poi maledetto da un licantropo. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, In Italia al Box Office Wolfman ha incassato 4,4 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Lawrence Talbot rientra in seno alla famiglia dopo una lunga assenza e in una notte di luna piena. Fuori dalla sua tenuta, una bestia affamata e famelica abita i boschi del villaggio, visita le notti dei puritani e ne strazia i corpi. Vittima della mostruosa creatura cade pure il fratello di Lawrence, sposato alla bella e mite Gwen, che chiede aiuto e trova conforto in lui. Per fermare l'orrore e fare chiarezza sulla vicenda viene ingaggiato un ispettore di Scotland Yard, Alberline. Durante una "battuta di caccia", la bestia aggredisce e azzanna Lawrence riducendolo in fin di vita. Sopravvissuto al morso e fatalmente contagiato, il giovane Talbot si trasforma nelle notti di luna piena in un lupo, aggredendo e uccidendo gli abitanti del villaggio. Ricoverato in manicomio e poi fuggito, Lawrence verrà braccato da Alberline, deciso a porre fine ai suoi scempi. Gwen, perdutamente innamorata, tenterà invece di strapparlo alla licantropia con la forza dell'amore e dei suoi baci.
La più leggendaria e misteriosa fra tutte le creature della Universal è senza dubbio l'uomo lupo, nato nel 1941 dalla penna dello sceneggiatore Curt Siodmak e ispirato dalla mitologia e dal folclore. Privo di una fonte letteraria forte e della radicale alterità che caratterizzano il Dracula di Bram Stoker e la creatura di Frankenstein di Mary Shelley, l'uomo lupo non è un essere completamente altro e avulso dalla società umana, è piuttosto un uomo condannato dal Fato a una diversità intermittente, che lo colpisce nelle notti di luna piena.
Settant'anni e diverse variazioni sul tema dopo (Frankenstein contro l'uomo lupo, L'ululato, Un lupo mannaro americano a Londra), spetta a Joe Johnston rilanciare i licantropi, omaggiando la vecchia tradizione gotica e le gloriose produzioni "B" della Universal. Wolfman "restaura" make up e orrore, guardando alle versioni cinematografiche del romanzo "nero" ottocentesco, evidenziando una società che vieta l'esplicarsi delle forze inconsce e trasformando la tragedia greca del soggetto originale in tragedia shakespeariana. Al centro del film, si contendono scena, "trono" e fanciulla un padre e un figlio, un re e un principe, belve antropomorfe vittime della stesso male e della stessa inquietudine mostruosa.
Benicio del Toro, attore che interpreta un attore, è una sorta di Amleto, un eroe romantico sull'orlo del precipizio. Chiuso in se stesso e nella sua immobilità luttuosa (la morte dell'amata madre quando era soltanto un bambino), teme l'insorgere della passione che può trasformarlo in predatore omicida. Il suo personaggio, fondato sugli infiniti e ripetuti "essere o non essere", offre un aggiornamento efficace del principe danese, in lotta questa volta contro un genitore tangibile. Il padre di Anthony Hopkins, specializzato a partire da Hannibal Lecter in sdoppiamenti della personalità, è un aguzzino invasato, trincerato nel suo segreto e deciso a contendere il potere al figlio, di cui ingabbia letteralmente la spontaneità individuale. La tenuta dei Talbot è il paradiso e insieme la prigione morbosa che inscena la duplicità psicologica del protagonista, il conflitto e la manifestazione del tarlo segreto (ed ereditario) che divora la luminosa corazza dell'eroe.
Eroso dall'interno, il giovane Lawrence crollerà sotto l'incendio delle passioni e rovinerà come la sua tenuta, sconfitto e spinto tra le braccia "del non essere" e dentro la sua prima notte di quiete.
Lawrence Talbot(Benicio Del Toro), affermato attore teatrale nella Londra di fine '800, viene chiamato dal padre Sir John(Anthony Hopkins) per indagare sulla morte del fratello; ucciso nei boschi da un criminale oppure, secondo alcuni abitanti del villaggio, da una creatura demoniaca. Giunto a Villa Talbot, Lawrence conosce quella che doveva essere la promessa sposa del fratello, Gwen(Emily Blunt) [...] Vai alla recensione »
La storia professionale di Anthony Hopkins è intimamente legata alla magia del cinema; solo il fantastico potere della celluloide avrebbe potuto portare un ragazzo gallese figlio di panettieri sul palcoscenico più importante del mondo per ricevere il premio più ambito. Il giovane Hopkins nasce nella zona industriale del Galles ma si innamora della recitazione. Niente destino da minatore ma presto tutti comprendono che sono di fronte a un predestinato: nel 1965 entra nella Royal Academy scelto dopo un'audizione con Laurence Olivier.
L'uomo lupo è l'ultimo dei mostri classici creati dalla Universal, ispirato dalla mitologia e dal folclore. Diversamente da Dracula e da Frankenstein, il licantropo di George Waggner non ha una fonte letteraria nobile ma nasce negli anni Quaranta dalla penna dello sceneggiatore Curt Siodmak. Settant'anni e incalcolabili lune piene dopo nella stessa brughiera si scatena una battuta di caccia contro il giovane Lawrence Talbot, straniero in patria e in famiglia, condannato dal Fato e dal morso di un mostro a scoprire le zone buie del suo essere.
Scavalcando le escursioni moderne di Roger Corman, John Landis e Joe Dante (autori dei miliari I Was a Teen Ager Werewolf, Un lupo mannaro americano a Londra, L'Ululato), The Wolfman si colloca in una via di mezzo che sta tra le brume colorate, barocche dell'inglese Hammer rivista da Tim Burton in Sleepy Hollow e quelle bianco/nero minimaliste della Universal anni 30/40.