| Titolo originale | L'Esquivé |
| Anno | 2003 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 117 minuti |
| Regia di | Abdellatif Kechiche |
| Attori | Osman Elkharraz, Sara Forestier, Sabrina Ouazani, Nanou Benhamou, Hafet Ben-Ahmed Aurélie Ganito, Carole Franck, Hajar Hamlili, Rachid Hami, Meriem Serbah, Hanane Mazouoz, Sylvaine Phan. |
| Uscita | venerdì 11 febbraio 2005 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,75 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Lydia, adolescente dei sobborghi parigina, segue un corso di teatro e trascorre il suo tempo con gli amici. Krimò, introverso e mai sorridente, se ne innamorerà. Il film è stato premiato a Torino Film Festival, In Italia al Box Office La schivata ha incassato 163 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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L'adolescenza è un tema abusato nel cinema, e i registi hanno offerto innumerevoli letture, dalle più banali a quelle più interiori, a quelle più selvagge.
La schivata è una delle più vere, vicine alla realtà, con una morale forte e non esageratamente didascalica. L'opera seconda di Kechiche (Leone d'oro nel 2000 come esordiente con Tutta colpa di Voltaire) fotografa lo spaccato di un sobborgo parigino scegliendo come protagonista una ragazza carina e smaliziata, Lydia, che frequenta un corso di teatro, e si muove fra amici e spasimanti. Lei è amica d'infanzia di Krimò, un giovane introverso di origine maghrebina, ma lui è convinto che fra loro ci dovrebbe essere qualcosa di più.
Penalizzato dalla traduzione poco curata e dal doppiaggio con forti inflessioni romane (possiamo comprendere, comunque, che il budget per un film come questo non sia elevato), La schivata si distingue proprio nei dialoghi. I luoghi d'incontro dei ragazzi diventano teatro di vita e vita di teatro, con continue discussioni sui comportamenti di uno e dell'altro. I personaggi principali sono ben delineati, come alcuni dei co-protagonisti (l'amico di Krimò è a volte irresistibile) e le situazioni acquisiscono forza nella loro ripetitività.
Kechiche,prendendo spunto dal "Gioco del caso e dell'amore" di Marivaux che gli studenti devono interpretare, rappresenta un mondo dal quale non si può sfuggire perché ognuno è condizionato dal ceto d'origine, e lo fa con sincerità, seguendo i ragazzi con l'obiettivo come fosse uno di loro.
Un'insegnamento per il cinema giovanilistico nostrano.
Sicuramente la cosa più originale ma nel contempo più difficile da comprendere e da gistificare, per chi non è oramai più adolescente, è il linguaggio che i ragazzi utilizzano tra loro; ma vi assicuro che frequentando, non una "banlieu" francese ma un qualsiasi quartiere popolare di periferia di una qualsiasi città della provincia italiana è [...] Vai alla recensione »
Siamo nei quartieri degradati, nella “Zone” dove vive la più alta percentuale di immigrati maghrebini in Francia. I rapporti sono di strada, il linguaggio tra gang è lapidario e macho, le questioni anche di cuore si regolano in branco, ragazzi e ragazze. Nessuna pietà, eppure in mezzo a questo squallore sboccia Lydia (Sara Forestier), la bionda, con il suo abito ottocento per recitare a scuola nel [...] Vai alla recensione »