Nobody Knows

Film 2004 | Drammatico, +13 141 min.

Titolo originaleDaremo shiranai
Anno2004
GenereDrammatico,
ProduzioneGiappone
Durata141 minuti
Al cinema4 sale cinematografiche
Regia diKore'eda Hirokazu
AttoriYûya Yagira, Ayu Kitaura, Hiei Kimura, Momoko Shimizu, Hanae Kan .
Uscitalunedì 25 maggio 2026
TagDa vedere 2004
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,90 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Kore'eda Hirokazu. Un film Da vedere 2004 con Yûya Yagira, Ayu Kitaura, Hiei Kimura, Momoko Shimizu, Hanae Kan. Titolo originale: Daremo shiranai. Genere Drammatico, - Giappone, 2004, durata 141 minuti. Uscita cinema lunedì 25 maggio 2026 distribuito da Bim Distribuzione. Oggi tra i film al cinema in 4 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,90 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 19 maggio 2026

Il film è ispirato ad un fatto di cronaca avvenuto nel 1988 in Giappone e conosciuto come "il caso dei quattro bambini di Nishi-Sugamo". Il film è stato premiato al Festival di Cannes, Nobody Knows è 91° in classifica al Box Office. giovedì 4 giugno ha incassato € 137,00 e registrato 4.062 presenze in totale.

Consigliato assolutamente sì!
3,90/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 4,67
PUBBLICO 3,79
ASSOLUTAMENTE SÌ
Il film più realista di Kore-eda, tratto da un drammatico fatto di cronaca.
Recensione di Emanuele Sacchi
martedì 19 maggio 2026
Recensione di Emanuele Sacchi
martedì 19 maggio 2026

Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto nella Tokyo degli anni '80, Nobody Knows racconta la vicenda di quattro fratelli - tutti figli di padri diversi - lasciati soli dalla madre, Keiko, in un piccolo appartamento. Keiko è abituata a lasciare ad Akira, il maggiore, del denaro e a uscire di casa, per fare ritorno a tarda ora, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Finché un giorno, semplicemente, non fa ritorno. Akira, appena dodicenne, cerca disperatamente di sostituirsi agli adulti, nascondendo l'esistenza degli altri bambini al proprietario di casa e arrangiandosi come può per sopravvivere.

C'è un momento, in Nobody Knows, in cui uno dei bambini osserva Tokyo dalla finestra dell'appartamento in cui è segregato con i fratelli. Fuori la città continua a vivere, indifferente, attraversata da treni, insegne luminose, passanti distratti. Dentro, invece, il tempo sembra essersi fermato.

È forse in questa frattura tra interno ed esterno, tra invisibilità e caos urbano, che Hirokazu Kore-eda trova la chiave di uno dei film più dolorosi e radicali della sua carriera. Un'opera che, pur inscrivendosi perfettamente nelle ossessioni della sua filmografia - la famiglia, i legami di sangue, l'infanzia abbandonata, la fragilità degli affetti - possiede un tono e una durezza che la rendono un caso quasi unico nel suo cinema.

L'idea stessa dell'infanzia viene progressivamente erosa: niente scuola, niente regole, nessuna tutela. Solo la lenta e inesorabile costruzione di un vuoto. La visione del mondo dei ragazzi è costantemente filtrata da finestre e ringhiere, mentre sono obbligati a osservare la vita che potrebbero avere e di cui forse non godranno mai.

Kore-eda aveva già mostrato interesse per famiglie spezzate o imperfette, ma qui rinuncia quasi del tutto a quelle aperture consolatorie o a quei piccoli momenti di armonia che caratterizzeranno opere successive come Still Walking o Father and Son. Nobody Knows è un film più scarno, più realistico, quasi documentaristico nella sua osservazione dei corpi e degli spazi. La macchina da presa resta spesso all'altezza dei bambini, ne accompagna gli spostamenti con pudore, evitando ogni enfasi melodrammatica. Anche nei momenti più tragici, Kore-eda rifiuta la manipolazione emotiva: il dolore emerge dalla quotidianità, dalla ripetizione dei gesti, dall'usura del tempo.

È impressionante il modo in cui il regista riesca a dirigere i giovani attori. Da sempre Kore-eda possiede un talento fuori dal comune nel lavorare con i bambini, ma qui raggiunge forse il vertice assoluto della sua poetica. Yuya Yagira, premiato a Cannes come miglior attore a soli quattordici anni, non interpreta semplicemente Akira: sembra viverlo dall'interno, con una naturalezza disarmante. I silenzi, gli sguardi persi, la maturità forzata che convive ancora con residui infantili: tutto contribuisce a costruire un personaggio impossibile da dimenticare. Attorno a lui, anche gli altri bambini recitano con una spontaneità quasi inquietante, come se Kore-eda avesse semplicemente catturato frammenti di vita reale.

A rendere Nobody Knows così perturbante è soprattutto l'assenza di giudizio esplicito. La madre interpretata dalla popstar You non è trasformata in un mostro assoluto: è irresponsabile, egoista, immatura, ma anche figlia di un contesto sociale incapace di vedere gli invisibili. Il titolo stesso del film allude a questa cecità collettiva. Nessuno sa. Nessuno vede. Nessuno interviene. I bambini diventano fantasmi nel cuore della metropoli, presenze che esistono ai margini di una società troppo occupata per accorgersene.

Eppure, dentro questa desolazione, Kore-eda lascia filtrare una forma minima di resistenza emotiva. I giochi improvvisati, le piccole esplorazioni urbane, i momenti di complicità tra fratelli assumono un valore struggente proprio perché destinati a spegnersi. Il regista filma Tokyo non come una città futuristica e pulsante, ma come un luogo di alienazione silenziosa, dove l'infanzia può letteralmente scomparire senza lasciare traccia.

Colpisce, guardandolo retrospettivamente, quanto Nobody Knows anticipi molti temi del Kore-eda successivo, ma in una forma ancora grezza e irrisolta. Dove altri film cercheranno una possibile riconciliazione, qui resta soltanto una ferita aperta. Ed è forse proprio questa radicalità a renderlo uno dei vertici assoluti del cinema del regista giapponese: un'opera che osserva l'abbandono con lucidità insostenibile, senza mai smettere di guardare i suoi piccoli protagonisti con infinita tenerezza.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
Quando la realtà supera abbondantemente (e amaramente) la fantasia.
Recensione di Giancarlo Zappoli

Tokyo. Un piccolo appartamento in cui vanno a vivere una giovane madre con il figlio tredicenne. In realtà i figli sono quattro nati da quattro rapporti diversi e vanno tenuti nascosti perchè mai registrati all'anagrafe. Quindi niente scuola, nessuna uscita sul balcone e, per di più, una madre immatura che rovescia sulle spalle del figlio maggiore tutta la responsabilità della conduzione della famiglia fino al giorno in cui si allontana per non fare piu' ritorno.

La vita dei quattro piccoli continua ma la tragedia incombe.

Ispirato da un reale fatto di cronaca questo film porta sullo schermo con grande precisione l'orrore dell'indifferenza in una società che non vede più i bambini come una preziosissima risorsa ma solo come un freno alla libertà degli adulti oppure un fastdio, una responsabilità che è meglio non assumersi. Neppure per segnalare alla polizia dei minori in stato di evidente abbandono. Un film lucidamente amaro, girato con una sobrietà intensa che fa meditare.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 10 novembre 2013
fabrizio dividi

5 anni prima di Air doll, Koreeda sembra voler prepararsi alla sua meravigliosa fiaba di Noriko-Pinocchio raccontando la vicenda del dodicenne Akira, in una sorta di rielaborazione contemporanea di "Una tomba per le lucciole" di Miyazaki. La storia è di quelle che non lasciano speranza: una madre in fuga dalle proprie responsabilità abbandona i suoi 4 figli in un appartamento [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 5 giugno 2026
Giovanni Spagnoletti
Close-up

Autore tra i più significativi della Nuova onda giapponese di inizio terzo millennio e ormai indiscusso maestro del cinema del proprio paese, Kore'eda Hirokazu si era fatto notare internazionalmente, per la prima volta, al Concorso di Cannes 2001 con la sua opera terza Distance. Dopo di che era tornato vittorioso a distanza di tre anni sulla Croisette con Nobody Knows (2004) che aveva confermato [...] Vai alla recensione »

winner
miglior attore
Festival di Cannes
2004
SHOWTIME
    Oggi distribuito in 4 sale cinematografiche
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