| Titolo originale | Ivanovo detstvo |
| Anno | 1962 |
| Genere | Guerra |
| Produzione | URSS |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Andrei Tarkovsky |
| Attori | Nikolaj Grinko, Nikolay Burlyaev, Valentin Zubkov . |
| Tag | Da vedere 1962 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,22 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ivan è un ragazzino che ha visto i genitori uccisi dai tedeschi. La guerra gli porta via l'infanzia. Decide di battersi anche lui contro i nazisti, at... Il film è stato premiato a Venezia,
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CONSIGLIATO SÌ
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Ivan è un ragazzino che ha visto i genitori uccisi dai tedeschi. La guerra gli porta via l'infanzia. Decide di battersi anche lui contro i nazisti, attraversando ogni notte un fiume e tornando alle linee russe con preziose informazioni. Ma il gioco pericoloso non dura molto. Una notte viene preso dal nemico e impiccato.
Primo lungometraggio di Tarkovskij, L’infanzia di Ivan è un film sull’infanzia uccisa dalla guerra. Ivan è un bambino che la guerra e la violenza hanno trasformato in un folle, un mostro, un martire. È, come tutti i bambini, la più innocente e incolpevole vittima della guerra. È un fantasma che agisce in modo impulsivo, esagitato, come un automa ossessivo. Ha assimilato sentimenti e comportamenti da adulto, sembra a un primo sguardo non avere più nulla di infantile. Eppure in lui sentimenti da adulti come l’odio o il desiderio di vendetta coesistono con sentimenti dell’infanzia. Ivan preserva la tenerezza dell’infanzia nella ricerca di un padre putativo che possa sostituire quello vero e perduto, e nei suoi sogni luminosi, edenici. Come la coscienza di Ivan, il film si divide tra reale e virtuale, tra la vita che è e la vita che è stata o avrebbe potuto essere. Da una parte abbiamo morte, guerra, oscurità, solitudine, dolore, odio; dall’altra, la vita, la pace, la luce, l’angelica madre di Ivan, la serenità, l’amore, il desiderio di libertà (i sogni pieni di natura raffiguranti un paradiso arcadico di purezza perduta). È pur vero che nel film i sogni hanno sostanza reale, oggettiva, e la realtà ha l’apparenza di un incubo: reale e virtuale si confondono. Come scrisse Jean-Paul Sartre, per Ivan il mondo è un’allucinazione, lo stesso Ivan è per gli altri un’allucinazione. Ivan è «una personalità distrutta, che la guerra ha spinto fuori dal suo asse normale» (Tarkovskij). La guerra è vista come una calamità innaturale che distrugge la speranza, la vitalità, l’umano; è sempre ingiusta, mai giustificata; è il Male totale. Per Ivan, la guerra è un modo di sfogare la rabbia, qualcosa che gli si è iniettato dentro e lo ha contaminato. Come scrisse Sartre, la guerra e la morte di Ivan sono una «perdita secca» per l’umanità, per la Storia. «La società degli uomini progredisce verso i suoi fini […] e tuttavia quel piccolo morto rimane una domanda senza risposta che non compromette nulla, ma che fa vedere tutto sotto una luce nuova: la Storia è tragica» (Sartre). In Tarkovskij, questo pessimismo della Storia convive con la speranza insita in una visione cristiana della vita.
Il pozzo -Com’è profondo. Vero mamma? Ivan Si, e quando il pozzo è molto profondo, ci si può vedere una stella anche se [...] Vai alla recensione »