Anche attore e regista, è uno degli sceneggiatori di film horror di maggior successo del nuovo millennio. Il suo nuovo film, Wolf Man, sarà al cinema dal 16 gennaio.
di Fabio Secchi Frau
L'australiano Leigh Whannell è uno degli sceneggiatori di film horror di maggior successo del nuovo millennio.
Dal 16 gennaio sarà al cinema col nuovo film, Wolf Man.
Autore, assieme a James Wan, del personaggio di Saw l'Enigmista e delle disavventure paranormali della famiglia Lambert e della loro medium di fiducia, Elise Rainier, ha poi firmato una manciata di pellicole come regista, imponendosi altrettanto rapidamente per la sua elaborazione e rimodernizzazione dei Mostri della Universal, pur senza andare incontro ai gusti follemente sanguinosi del grande pubblico. Anzi, facendo leva sulle atmosfere dark e su scene ricche di tensione, Whannell prende ampiamente in prestito l'iper-violenza umana e tecnologica insita nel cinema di Paul Verhoeven e spesso anche il body horror di David Cronenberg, lasciando che la percezione dell'immagine e del suono prenda il sopravvento sullo spettatore e non solo sui suoi personaggi principali. Un tipo di regia e di stile cinematografico che è molto lontano dalla brutalità, quasi divertente, che sta invece dietro la scrittura dello splatter Saw.
Lo stesso Whannell ne riconosce la grande differenza, imponendo un cambio drastico di posizione nel momento in cui scrive il nuovo film di un franchise e quello in cui invece inizia una storia dell'orrore partendo da zero. "È molto più emozionante creare da zero", ammette, "ma è anche più spaventoso" e dichiara onestamente che i sequel sono puro business che, in un'epoca di universi cinematografici, fanno la fortuna di chi li crea, di chi li realizza e di chi li produce.