Il coraggioso film del regista argentino Fercks Castellani sarà al cinema dal 1° settembre.
di Pino Farinotti
Il film si apre con queste parole scritte prima dei titoli: “Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte. Perché il tempo del loro compimento è vicino.”
Figlia, madre e zio viaggiano in macchina sotto un temporale. L’auto si ferma, inutile cercare di farla ripartire. Si vede una luce lontana. Raggiungono una casa abbandonata, ma non del tutto. Perché qualcosa funziona, una radio che trasmette un annuncio: “Sono le dieci in punto, comunicato numero cinque, quarantesimo giorno. Non dovete uscire dalle vostre case, lo ripetiamo, non dovete uscire dalle vostre case.”
I tre famigliari sono consci di cosa sta succedendo. La ragazza è la più fragile, lo zio cerca di rassicurare, la madre sembra avere conoscenze maggiori. Altro annuncio alla radio: “Nel giro di qualche minuto tutti i rifugi verranno chiusi. Il protocollo è in vigore. Che il signore ci guidi e ci protegga.”
Dunque è chiaro che qualcosa incombe su quella famiglia e su tutta l’umanità. E dunque l’umanità intera è consapevole che qualcosa di immane, trascendente, sta accadendo. Forse il giudizio universale, forse la fine del mondo.
L’ennesimo annuncio è quello definitivo:
“Amati confratelli, ormai è scoccata la mezzanotte, è giunta l’ora. Guarderanno il nostro passato e ci giudicheranno. Solo i meritevoli rimarranno su questo mondo.” I tre membri della famiglia sono il modello dell’umanità. Cercano di scovare nella loro coscienza il bene e il male. Cercano di proteggersi, di trovare argomenti che li salvino. E’ la madre che finisce per prendere coscienza maggiore, qualcosa le succederà. E infatti succede. Il film si conclude con una commissione che annuncia che tutto è stato eseguito e deciso. Ci sarà un nuovo mondo e a rappresentarlo è stata scelta un’eletta: la madre. E mentre viene dato l’annuncio arriva, chiaro, il vagito di un neonato. L’ennesima delle tante metafore da decifrare.
Ed ecco l’ultima scritta che precede i titoli finali: “Chiedete perdono per i vostri peccati e convertitevi adesso finché siete in tempo. Poiché sorgeranno falsi profeti e faranno segni per ingannare, se possibile anche gli eletti". Marco 13:22
Film… coraggioso, magari velleitario e di difficile definizione, sempre che occorra definire. Quelle che emergono sono una nuova apocalisse sfiorata e una sacra scrittura horror, decisamente poco rassicurante. Gli autori non hanno fatto prigionieri, non hanno pensato all’utenza. Non sono interessati alla comprensione. Ma può essere legittimo. Ma certo il film, in qualche piattaforma è stato compreso, se ha ottenuto certi riconoscimenti: Miglior regia e miglior sceneggiatura al Marbella Latino Awards Festival, Miglior sceneggiatura al Georgia Latino Film Festival.
L’inevitabile, diretto da Fercks Castellani, regista argentino, sarà nelle sale italiane dal primo settembre.