Da qualche parte non lontano dalla Romagna… ci si divertiva con “poco, gnente e fantasia”, diceva l’etnomusicologo Gianluigi Secco. L’Italia era senz’altro più felice quando andava al ritmo del leggendario ottimismo di Raoul Casadei e di una tradizione musicale che si è trasformata nel tempo. Di quella evoluzione, riferisce Elisabetta Sgarbi attraverso la presenza lunare di Ermanno Cavazzoni, voce narrante del film.
Il film va oltre l’omaggio a un genere culturale e sociale insieme e ci mostra nuove forme di un grande classico che non si può sostituire: “Romagna mia” che, ricordiamo, l’hanno suonata anche i Deep Purple nel 2010 sul palco di Sogliano al Rubicone.