Il Festival Internazionale di Cinema di Rotterdam si conferma pieno di piacevoli sorprese con uno sguardo a oriente.
di Tommaso Tocci
La parata cittadina per la celebrazione del Capodanno cinese, famosa in tutta l'Olanda, ha turbato la placida efficienza del sabato mattina di Rotterdam, pur essendo in tema con i verdetti della giornata finale dell'International Film Festival Rotterdam. L'edizione 2020 si è infatti conclusa con un altro grande trionfo asiatico, in particolare in ottica cinese e coreana. Dalla Cina viene il film vincitore della Tiger Competition, il concorso principale e più prestigioso. Tra le dieci pellicole in gara, The Cloud in Her Room è quello che ha convinto la giuria: un esordio notevole per la regista Zheng Lu Xinyuan che racconta la Cina contemporanea in modo originale attraverso delicate immagini in bianco e nero, e la storia di una ragazza alla riscoperta del contesto domestico della sua infanzia ora che la famiglia non è più unita.
Il premio speciale della giuria va invece al thriller coreano Beasts Clawing at Straws, di Kim Yonghoon, anche lui all'esordio e apprezzato per la facilità con cui si è calato nei codici di genere.
Tra i tanti felici debutti alla regia, sempre alla Corea del Sud è andato il riconoscimento della sezione Bright Future, che premia specificamente gli autori all'esordio: Yoon Dan-bi, ragazza trentenne, ha stupito per la maturità e la dolcezza del suo quadretto familiare Moving On. Già premiato all'ultimo festival di Busan, è la storia di un padre divorziato che porta i figli a vivere a casa del nonno per risparmiare qualche soldo, tra qualche ostacolo ma con tanto affetto inter-generazionale. Una menzione della giuria di Bright Future va inoltre al documentario A Rifle and a Bag, che l'italiana Isabella Rinaldi firma insieme alle colleghe Cristina Hanes e Arya Rothe del collettivo NoCut. Il 2020 è stato l'ultimo anno di Bero Beyer alla guida dell'IFFR, con la nuova direttrice Vanja Kaludjercic già al lavoro in una lunga transizione, e come da attese si è rivelato un'ottima edizione. Nella Tiger Competition si segnalano l'indiano Nasir, che trova una chiave interessante per parlare di discriminazione musulmana nella cultura Tamil, e lo spagnolo The Year of the Discovery, a firma di Luis López Carrasco, che ricrea in video traballante un 1992 fatto di chiacchiere collettive in un bar, nella Spagna ufficialmente sulla cresta dell'onda tra Olimpiadi ed Expo ma internamente scossa dalle proteste per le chiusure di varie industrie e la conseguente perdita di posti di lavoro.