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Splendor 8, Max Tortora: «Sulla mia pelle? Quel padre è proprio come me»

L'attore è con il fumettista Gipi, l'attrice Pamela Villoresi e gli sceneggiatori Menotti e Nicola Guaglianone tra gli ospiti della puntata.

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Max Tortora (Massimiliano Tortora) (63 anni) 21 gennaio 1963, Roma (Italia) - Acquario. Interpreta Giovanni Cucchi nel film di Alessio Cremonini Sulla mia pelle.
lunedì 19 novembre 2018 - Splendor

L'arte del raccontare storie sullo schermo, in teatro, con le parole o con schizzi su un foglio bianco: di questo è di altro ancora si parla nel corso dell'ottava puntata di Splendor, che accoglie tra gli ospiti Max Tortora, Il fumettista Gipi, l'attrice Pamela Villoresi e gli sceneggiatori Menotti e Nicola Guaglianone.

"Sentirsi un attore trasversale, poter attraversare tutto tramite la recitazione, poter passare un po' di tempo nelle vite altrui": questo era quello che desiderava Max Tortora quando è entrato nel mondo dello spettacolo con la sua capacità di diventare la caricatura degli altri, una vecchia tradizione a suo dire. Proprio quest'anno ha interpretato per due volte il ruolo di un padre drammatico, prima ne La terra dell'abbastanza (guarda la video recensione) e poi in Sulla mia pelle (guarda la video recensione), proprio in questi padri c'è qualcosa che gli somiglia profondamente, perché Max Tortora non è mai stato padre "e ormai non credo lo sarò mai, per questo mi sento molto padre di tutti".

Il ragazzo più felice del mondo è l'ultimo film di Gipi: "Quel film è quel che è successo prima che lo facessimo: trovai questa storia e feci una testa tanta a mia moglie che alla fine mi disse di cercare di raccontarla. Il mondo è un posto gioioso quando hai una storia e tutti vogliono raccontarla, ed è tristissimo quando non ce l'hai". Nei suoi fumetti, come in quelli di Hugo Pratt, c'è l'influenza di David Lean: il contrasto tra figure e paesaggi, contrasti e chiaroscuri importantissimi, mentre i suoi film hanno uno stile diverso. Come se attingessero a fumetti non suoi, fatti solo di figure nipponiche con volti semplici e complessità nello sfondo: "Sono mezzi diversi, nei fumetti ho usato le figure al pari dei personaggi, avevano la stessa carica narrativa. Invece quando lavoro al cinema mi viene più da giocare senza grande attenzione alla parte estetica, specie in questo film. Bado a ritmo dialoghi e naturalezza più che costruire l'immagine bella". Grazie alle storie che racconta riesce a capire un po' di più lui stesso: "Solitamente non riesco a ragionare in modo granché brillante, invece quando sono al tavolino a disegnare o scrivere succedono cose particolari".


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Gipi.
Menotti e Nicola Guaglianone.
Paola Villoresi.

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