Robert Redford cavalca ancora.
di Pino Farinotti
Le news, le agenzie, i servizi rilanciano l'"affair Navajo", la tribù confinata nella riserva più grande d'America. Gli indiani stanno affrontando un problema insolito e paradossale: in quel territorio ci sono troppi cavalli selvaggi, occorre eliminarli. Succede che centinaia di mandrie in libertà distruggano coltivazioni e danneggino i pozzi e dunque i Navajo, radicato, magnifico simbolo dei nativi d'America, stanno cercando di ottenere un decreto governativo per l'abbattimento degli animali. La nazione Navajo fu creata nel 1868, delimitata dai fiumi Colorado e Rio Grande, circondata dagli Stati del New Mexico, Colorado, Arizona e Utah. È la terra del west, è il John Ford point, è un sortilegio della civiltà americana. Naturalmente non è mancata la reazione di animalisti, ecologisti, e di storici romantici, che si sono subito opposti. Secondo loro l'ipotesi dell'eliminazione sarebbe un sacrosanto delitto. I mustang rappresentano un simbolo della Frontiera, e dell'America stessa, quasi come i pionieri che li cavalcavano. E fra le voci che si sono levate una è particolarmente alta, e importante. È quella di Robert Redford. Fra le tante immagini che circolano una è particolarmente suggestiva, ed eloquente: Redford, con jeans e camicia a quadri, cappello stetson in mano, dunque in perfetta divisa western, guarda lontano, anzi, guarda indietro, perplesso. E quella perplessità ha davvero molte ragioni di essere. "Ma come" sembra pensare, anzi "sussurrare" Redford "la storia si capovolge? Quelle terre accoglievano i cavalli che ci aiutavano a costruire la nazione, e adesso vogliono ucciderli?" Per Robert Redford il cavallo è molto importante. Non è solo un simbolo, è un incantesimo, un mezzo per una missione. È noto il suo impegno nell'ecologia e nella salvaguardia della cultura in quel senso. E spesso ha dato le sue indicazioni... cavalcando.
Evocato
Il titolo più evocato rispetto alla vicenda è L'uomo che sussurrava ai cavalli, dove Redford si prende cura di un cavallo traumatizzato nel corpo e nella... mente, se così si può dire. "È una parabola ecologica, molto visibile, e paesaggistica, con un'indicazione suggestiva: se guarisce quel cavallo, c'è speranza per tutti." (Diz. "Farinotti"). Il cavallo è un mezzo indispensabile di Redford nei western, naturalmente. Un titolo da citare è Butch Cassidy, dove Redford dava corpo e volto al personaggio, esistito, di Sundance, uno spirito libero, un ribelle, che poi diede il nome al famoso festival. A cavallo lo sceriffo Cooper (Redford) insegue il mezzo sangue Willie Kid in Ucciderò Willie Kid. Un altro manifesto perfettamente redfordiano è Corvo rosso non avrai il mio scalpo, inverosimile italianizzazione del titolo originale Jeremiah Johnson. Una voce fuori campo, all'inizio, introduce la vicenda dell'uomo, Redford, che decide di vivere fra le montagne degli stati del nord: "Jeremiah comprò un cavallo, le trappole, tutto l'equipaggiamento necessario per vivere da solo, e disse addio a tutto ciò che rappresentava la vita per la gente." Il cacciatore riuscirà realizzare la sua intenzione, sopravvivendo agli inverni, agli orsi e alla fine integrandosi con gli indiani. Ma il titolo principe che illustra Redford nella sua missione è Il cavaliere elettrico. È un manifesto perfetto di quella certa cultura che difende la natura e lo spirito primitivo e romantico della Frontiera dalla contaminazione della civiltà dei consumi. Redford è Sonny, un eroe dei rodei, cinque volte campione del mondo. Una multinazionale dei cereali lo "affitta" per cavalcare Rising Star, un purosangue che vale milioni di dollari, conosciuto in tutta l'America. Sonny si accorge che lo stallone è stato drogato e che la sua virilità e la sua stessa vita sono in pericolo. Così se lo porta via. Inseguito per diversi Stati dalle polizie con tutti i mezzi, "Redford", sempre a cavallo, riesce a raggiungere una zona che potrebbe benissimo essere la riserva Navajo e libera l'animale, che si unisce a un branco libero.
L'avventura si conclude e anche la metafora naturale dell'animale che
torna nel suo status ideale, aiutato da un uomo, uno solo contro tutti. Adesso tutto è cambiato. Gli uomini del territorio che era quello status non vogliono più i cavalli. La storia ... si capovolge, appunto. Ma il cavaliere Redford è lì, a proteggere il proprio graal.