In programma a Gorizia, dal 19 al 25 luglio.
di Roy Menarini
Ampiamente superata quota 30, la XXXII edizione del Premio Internazionale alla Miglior Sceneggiatura Sergio Amidei (Gorizia, 19-25 luglio) si conferma sempre più festival specializzato nel concetto di scrittura per il e del cinema. Ovviamente, come tutti i festival, e in particolare quelli piccoli e combattivi, l'Amidei - come viene ormai chiamato per brevità - deve fare i conti con i tagli ai finanziamenti.
Potremmo impiegare le prossime righe a spiegare come i contributi ai festival regionali e italiani siano stati via via decurtati, come la crisi si sia abbattuta anche sul festival goriziano, come le difficoltà economiche abbiano smagrito il programma e ridotto il numero di giornate, e così via.
Invece non lo facciamo, perché quando ci siamo messi intorno a un tavolo, poco meno di un anno fa, e abbiamo valutato la situazione, ci siamo guardati in faccia, e - una volta rimboccate le maniche - abbiamo deciso di offrire un festival denso, pieno di scelte forti, rischioso quanto ad accostamenti, culturalmente robusto e scientificamente fondato, con grande attenzione al territorio e con la valorizzazione dei nostri punti di forza. Sinceramente, speriamo di esserne venuti fuori con il massimo della generosità e dell'entusiasmo.
Al tradizionale concorso e Premio alla Miglior Sceneggiatura, quest'anno abbiamo per esempio affiancato, per la prima volta, un Premio alla Cultura Cinematografica, dedicato a chi ha saputo divulgare e moltiplicare l'attenzione verso il cinema in veste di critico, intellettuale, programmatore, curatore, distributore etc., doti che appartengono tutte al premiato 2013, Vieri Razzini.
Da amante della cultura francese, oltre che americana, Razzini sarà il primo a gioire della presenza goriziana di Patrice Leconte, cui viene attribuito il Premio all'Opera d'Autore, ovvero il riconoscimento che - negli anni - ha sempre valorizzato registi e sceneggiatori che abbiano saputo costruire non solo una importante filmografia ma anche un percorso artistico e civile tale da rappresentare un vero e proprio universo culturale e umano. Una ricca rassegna monografica di film accompagna il maestro.
E insieme a un grande rappresentante del cinema europeo d'autore, ecco affiancarsi il più inquieto (ma gentile), sperimentale (ma amante della classicità), prolifico (ma genio della distinzione) tra i cineasti italiani underground, Tonino De Bernardi, cui l'Amidei 2013 dedica un'ampia retrospettiva, con titoli sovente rari e introvabili.
Tutto intorno, eventi speciali (l'omaggio ad Alberto Sordi), incontri, tavole rotonde, e soprattutto una presenza importante, quella del territorio goriziano. Tutti i soggetti che gravitano intorno al Palazzo del Cinema proporranno i loro percorsi, a cominciare dai laboratori del Dams Gorizia con i restauri dell'anno, continuando con l'ancora giovane Cineclub Gorizia che programmerà una giornata di proiezioni, via via fino ai registi emergenti che si sono formati al Dams.
Insomma, il segnale che l'Amidei vorrebbe dare è quello di offrire spazio e voce ai talenti, e ai cervelli, che si affermano ovunque, anche in provincia, e che spesso trovano in festival dedicati come questo lo spazio per esprimersi, soffocato invece nei contesti metropolitani e negli eventi troppo fastosi.