Il Festival sul cinema indiano raddoppia le sale e si apre alle produzioni più commerciali.
di Luca Volpe
Prenderà il via venerdì 3 dicembre la decima edizione di "River to River. Florence Indian Film Festival", rassegna sul cinema indiano e sui film sull'India fondata e diretta da Selvaggia Velo. Fino a giovedì 9 dicembre, Cinema Odeon e Spazio Uno ospiteranno i film e gli incontri della rassegna che, patrocinata dall'Ambasciata dell'India di Roma e sotto l'egida di Fondazione Sistema Toscana-Mediateca Regionale, si inserisce nell'ambito della "Cinquanta Giorni di Cinema Internazionale a Firenze".
Per festeggiare il decennale, "River to River" raddoppia le sedi tornando dopo quattro anni allo Spazio Uno, in quei locali in cui – come evidenzia Ugo Di Tullio, consigliere delegato della Fondazione Sistema Toscana – "è transitata un'ideologia che appartiene alla storia della città di Firenze". Se lì, in particolare, saranno proiettati i film che hanno vinto il "River to River Digichannel Audience Award" nelle passate nove edizioni, il cuore della manifestazione rimarrà il Cinema Odeon, la cui sala ospiterà i film di apertura e chiusura (Iti Mrinalini e Japanese Wife, entrambi di Aparna Sen), i film in concorso, le proiezioni speciali fuori concorso, gli incontri con i registi e gli attori ospiti, le conversazioni mattutine sull'India e la retrospettiva dedicata a Satyajit Ray. La scelta di Ray, pluripremiato regista bengalese, è dovuta, oltre che alla sua lunga e gloriosa carriera, anche un po' al suo stile che – come sottolinea Selvaggia Velo – "essendo molto vicino a quello europeo gli ha permesso di ricevere apprezzamenti anche al di fuori dei confini del suo paese".
Tra i film in competizione per il "Digichannel Audience Award" saranno presentati alcuni dei lavori più recenti della produzione indiana (tra cui figurano prime italiane ed europee), mentre gli speciali fuori concorso comprenderanno animazioni, film di studenti, una nuova sezione di video musicali e la terza edizione di "Advantage India", concorso per cortometraggi dalla durata massima di tre minuti.
La principale novità di questa edizione è l'apertura a produzioni più commerciali; una scelta finalizzata a "fornire un quadro il più possibile completo dell'odierna cinematografia indiana". Del resto – prosegue Velo – "capita sempre più spesso di trovare contaminazioni (il cosiddetto cross-over), con autori indipendenti che si cimentano con prodotti più commerciali e viceversa".
Leitmotiv del Festival saranno le storie personali: "Contrariamente a quanto accadeva due anni fa, quando molti dei film in programma erano incentrati sul tema degli attentati, in questa decima edizione si avranno moltissime storie incentrate su coppie o su singoli individui: un cambiamento che può essere interpretato come il segnale della rapida trasformazione della società, della cultura e dell'economia indiana".
La serata di apertura della rassegna avrà luogo venerdì 3 dicembre (ore 18) al Museo Marino Marini di Firenze, che ospiterà per l'occasione una mostra fotografica di Nemai Ghosh (fotografo di scena di Satyajit Ray), a Firenze per presentare i suoi lavori.