Il film
Una deviazione in piena notte, l'auto che rimane in panne in un'isolata strada di campagna, e una giovane coppia piomba in un incubo inimmaginabile. Appiedati in un luogo buio e deserto, David Fox (Luke Wilson) e la sua quasi ex moglie Amy (Kate Beckinsale) sono costretti a passare la notte in un decrepito motel gestito da un proprietario un po' eccentrico ma apparentemente inoffensivo (Frank Whaley). I due si sistemano in una stanza spoglia e sudicia, in cui trovano decine di film dell'orrore inquietantemente realistici. Quando si rendono conto che i sanguinosi video sono girati proprio nella stanza in cui si trovano, David e Amy capiscono di essere le nuove vittime di sadici assassini. Per uscire vivi dall'incubo dovranno mettere da parte i conflitti che li separano.
Il mio primo horror
Non avevo mai avuto l'occasione di girare un horror, anche se è un genere che mi piace. Avevo lavorato a un film di cui non ricordo nemmeno più il nome, ma non era niente di paragonabile. Quando ho incontrato Clint Culpepper e Nimrod Antal, autori e produttori di alcuni film che amo come Kontroll e Silent Hill, non potevo dire di no.
Paura... con classe
I nuovi film americani d'orrore, come Hostel II e Saw, sono eccessivamente splatter, centrati più sul voyeurismo delle persone che sulla qualità della trama. Non li evito a priori, ma indubbiamente non li guardo. Preferisco un film di Kubrick, come Shining: mette decisamente più paura.
Un classico degli horror
Vacancy non è splatter: ti spaventi per quello che può accadere anche se non vedi il momento in cui, in effetti, accade. È più simile a un film di paura degli anni '70 in cui si rompe la macchina di una coppia in vacanza proprio accanto a un motel abbandonato.
I miei horror preferiti
Come ho detto, ho adorato Shining. Anche L'esorcista mi piace molto ma è quasi eccessivo per i miei gusti. Sono cresciuto con i film di Halloween e Venerdì 13. Vacancy, però, è più un thriller psicologico, non uno pieno di sangue, come Saw.
Come topi in trappola
I tunnel sono stati costruiti sul set, divisi in parti differenti, quindi non davano troppo fastidio, nemmeno a Kate che è claustrofobica. Il problema vero erano i ratti: quelli sì che mi hanno inquietato. Volevo fare anche le mie scene di stunt ma il regista non ha voluto.