| Titolo originale | Saw |
| Anno | 2004 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | USA |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | James Wan, Darren Lynn Bousman |
| Attori | Cary Elwes, Danny Glover, Monica Potter, Makenzie Vega, Leigh Whannell, Tobin Bell Ken Leung, Dina Meyer, Mike Butters, Michael Emerson, Shawnee Smith, Benito Martinez, Paul Gutrecht, Ned Bellamy, Alexandra Bokyun Chun, Avner Garbi, Lyriq Bent, Athena Karkanis. |
| Uscita | venerdì 14 gennaio 2005 |
| MYmonetro | 3,19 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento lunedì 6 novembre 2017
Due uomini si trovano in una stanza, uno contro l'altro. Si conoscono, si fidano, si odiano. E la voce registrata di una terza persona, di uno sconosciuto, li inquieta, li conduce al limite, ai confini della morte. In Italia al Box Office Saw - L'enigmista ha incassato 5 milioni di euro .
Saw - L'enigmista è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Una stanza livida, sporca. Due uomini incatenati ai due lati, distanti, che non sanno perchè si trovano in quel luogo, e un corpo senza vita tra di loro, al centro di quello spazio spettrale. Una voce sconosciuta, attimo dopo attimo, centellina loro indizi, che svelano le loro identità, i loro segreti, il loro passato, schierandoli senza via di scampo l'uno contro l'altro.
Oggi il cinema horror vive un momento complesso, sia in termini di creatività (gli stereotipi del genere sono sempre in agguato e banalizzano gran parte dei film) che in termini di comunicazione, poiché la carica di violenza e di efferatezze che connotano i lungometraggi, sono oggetto di discussione soprattutto in relazione al pubblico giovane che ne è attratto e affascinato.
È palese che tanto più le situazioni sono assurde e poco verificabili, tanto più l'evasione della realtà anche se densa di sangue, di atroci assassini, di serial killer, ha una valenza principalmente "positiva", forma di liberazione della tensione direttamente sul grande schermo. Quando però la violenza è gratuita, utilizzata non come mezzo narrativo, ma come semplice effettaccio, la sua giustificazione diviene difficile.
Saw - L'enigmista, è un film che ha fatto discutere, mettendo lo spettatore di fronte a posizioni mentali al limite, dirette alla semplice sopravvivenza, a cui si tende senza mezzi termini (si pensi ai protagonisti di Alive, costretti, per continuare a sperare, a mangiare carne umana, fra l'altro di persone amiche). Questo status mentale è nell'incipit dell'opera di James Wan, che costruisce un'ambientazione e un'atmosfera claustrofobiche, ponendo due uomini, uno di fronte all'altro in condizioni di impossibilità di agire. È qui che l'inquietudine di Saw - L'enigmista è vincente, sebbene estrema. Nel susseguirsi degli eventi, la sceneggiatura si trasforma e si perde nei canoni del genere, diluendo l'impatto e la forza iniziale in una storia di ordinaria follia, con una dose non indifferente di splatter. Qui si pone il dilemma di quanto un film debba venire valutato per gli elementi positivi, e quanto invece lo sviluppo della trama possa influire pesantemente sul giudizio finale.
Saw - L'enigmista, parte da un'ottima idea, su cui ha costruito la campagna di comunicazione, ma non è sufficiente per dichiarare che sia un'opera totalmente riuscita. Nel cinema, bisogna esplorare strade nuove, quando però si ha di fronte un bivio, scegliere quello giusto è un'impresa ardua quasi come la sopravvivenza.
Nelle sale italiane è approdato Saw - L'enigmista, thriller-horror, che stabilisce il record della violenza. Citiamo due nomi: James Wan, regista e sceneggiatore, e Leigh Whannell, sceneggiatore. Esordienti. Li citiamo perché vengano, in futuro (perché certamente avranno un futuro) evitati. Il regista ha dichiarato (ridendo): "voglio che la gente sia molto scossa, quando uscirà dal cinema, totalmente scossa. È questo il mio scopo". Le gente (non tutta certo) è uscita dalla sala non "scossa", ma animata da sentimenti "diversi", ben più intensi e peggiori. Chi scrive (che ha visto e scritto molto) è uscito soprattutto con una convinzione: il confine è stato sorpassato. Ogni autore si pone sempre un compito, che è quello di incidere su chi vedrà l'opera. Questi due, cinicamente, ridendo appunto, si sono posti quello dei record: di violenza, di delirio e tutto il resto.
Ci si mette a tavolino e si decidono i record: le budella estratte, la tortura alla bambina, come usare la sega (Saw vuol dire sega), e cento particolari come questi. Si tratta di superare quelli di prima: Tarantino, Carpenter, Craven, i maestri, erano arrivati fino lì, noi andiamo oltre. Le budella fuori dalla pancia si sono già viste, noi gliele mettiamo in mano. Ma i tre citati sopra hanno dell'altro, sono autori veri, Tarantino è il talento che sappiamo, malignetto ma ironico per lo meno, Carpenter ha "reinventato" la fantascienza, Craven, prima che regista, era stato docente di letteratura. Ma da dove viene l'educazione sentimentale di Wan e Whannell? Dai maestri della letteratura e del cinema, o piuttosto da videoclip che sono la summa e la sintesi del mucchio horror precedente e che andrebbero letti e filtrati possedendo la giusta cultura di base?
Come sempre vale il racconto più che l'astrazione. Il "pretesto" di tutto viene da due uomini che si ritrovano incatenati in una cantina (water pieno di tutto e naturalmente ci vanno messe dentro le mani, un cadavere maciullato che si rialzerà alla fine, e sempre il sangue presente come costante normale e quotidiana). Uno dei due, per salvarsi, dovrà uccidere l'altro. Per il resto la sceneggiatura è sbrindellata e incomprensibile, al servizio, episodicamente, delle invenzioni da record. Eccone alcune: un uomo nudo e grasso ( c'era già in Seven, ma qui si fa di meglio, appunto) potrà salvarsi uscendo da una gabbia di ferro, filo spinato, punte, molle e così via. Ci si butta contro fino a farsi uscire i succhi gastrici.
Una donna si sveglia con uno scafandro (studiato naturalmente per terrorizzare) che scoppierà se lei non lo aprirà con una chiave che si trova nello stomaco del cadavere lì per terra. Con un coltello la donna apre la pancia, estrae gli intestini, ma c'è la sorpresa, l'uomo non è morto, è solo narcotizzato. Uno dei due incatenati sente, al cellulare, le voci della moglie e della figlia (sette anni) torturate dal maniaco. Il telefono gli sfugge di mano. La catena, al piede, gli impedisce di raggiungere l'apparecchio, pieno di urla strazianti. Vicino c'è (ma guarda) una sega. L'uomo comincia ad amputarsi il piede. Mentre mamma e bambina continuano ad essere torturate, due individui, un altro maniaco e un ex poliziotto, sanguinolenti e urlanti si rincorrono per raggiungere e uccidere l'uomo che non finisce mai di tagliarsi il piede. E via di questo passo. Tutti record.
La sensazione è che questo film determini il punto di non ritorno. Forse, davvero, non c'è più il carburante per, diciamo con termine addolcito, salvaguardarsi.
Erica e Omar che uccidono mamma e bambino potrebbero essere una sequenza di questi film. Ed è probabile che l'educazione sentimentale dei fidanzatini di Novi venga anche da lì. Solo che la mattina dopo, l'horror, l'effetto speciale non si era esaurito, mamma e figlio erano all'obitorio, mutilati e dissanguati.
Forse è il momento che questo "problema" venga affrontato. La storica campagna contro il fumo esiste e produrrà risultati. Ma il fumo qualche superstite lo lascia. Film come questo non ne lasciano. Soprattutto fra i giovani e giovanissimi. Non è demagogia e non è censura. È salute pubblica.
Uno dei miei film preferiti, da amante dei thriller, ho trovato Saw l'Enigmista un film a dir poco geniale! Saw l'enigmista apre la strada a una serie di film thriller diversi dal solito, dove lo spettatore finisce per immedesimarsi nel carnefice e non nelle sue vittime. Non è più la sfrenata corsa dei protagonisti per fuggire dall'incubo di uno squartatore o chissà [...] Vai alla recensione »
Sceneggiato da una coppia di giovani australiani (uno vi recita, l'altro dirige), Saw - L'enigmista è il "Seven" dei poveri. Espressione da non intendersi in senso riduttivo: semplicemente, è costato un pugno di dollari (che ha moltiplicato ai botteghini) e tuttavia riesce a passare il filo del rasoio sui nervi scoperti di chi lo guarda, come faceva il film - infinitamente più costoso - di David Fincher. [...] Vai alla recensione »