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lety kant
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martedì 20 dicembre 2011
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holmes, watson e la "relazione atipica".
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Capita raramente che un sequel superi in volata il film che lo ha preceduto, e senza arroganza, quest'ultimo faccia fatica a guardarlo in faccia. La relazione atipica tra il cervellotico Holmes e il medico dai molteplici talenti (quel bel pezzo di figliolo di Jude Law) Watson, domina incontrastata tra le mura di un oscuro gioco di ombre. Trama eccellente, studiata nei minimi particolari, con veli di sagace ironia e comicità straordinari. Una sceneggiatura sensazionale, che rende reale la dicotomia action/comedy, brillantemente esaltata da un cast oltre i limiti della bravura. Il cattivo ragazzo Robert Downey Jr (nei panni dell'investigatore senza lente Holmes) si redime e porta a galla una competenza recitativa inaspettata, rispettando la celebre figura del detective britannico, ma arricchendolo con una minuzia di particolari e ingredienti che assicurano il successo del personaggio.
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Capita raramente che un sequel superi in volata il film che lo ha preceduto, e senza arroganza, quest'ultimo faccia fatica a guardarlo in faccia. La relazione atipica tra il cervellotico Holmes e il medico dai molteplici talenti (quel bel pezzo di figliolo di Jude Law) Watson, domina incontrastata tra le mura di un oscuro gioco di ombre. Trama eccellente, studiata nei minimi particolari, con veli di sagace ironia e comicità straordinari. Una sceneggiatura sensazionale, che rende reale la dicotomia action/comedy, brillantemente esaltata da un cast oltre i limiti della bravura. Il cattivo ragazzo Robert Downey Jr (nei panni dell'investigatore senza lente Holmes) si redime e porta a galla una competenza recitativa inaspettata, rispettando la celebre figura del detective britannico, ma arricchendolo con una minuzia di particolari e ingredienti che assicurano il successo del personaggio. La sua maestria riesce ad adombrare i suoi magnetici occhioni blu e il suo sex appeal incondizionato: parliamo del bel dottore che sveste all'occasione i suoi abiti da lavoro, per vestire quelli di co-protagonista investigatore Watson (il "Giuda" inglese Jude Law). Guy Ritchie (valente regista, nonchè ex marito dell'estrosa Madonna) riesce argutamente a presentare allo spettatore un prodotto che allieta culturalmente lo spettatore, coreografato da effetti speciali candidabili all'Oscar. E' un film per un pubblico "neuronico" che riesca ben a comprendere la magnifica intelligenza della mente umana, insieme a tocchi di risate senza epilogo. La relazione/collaborazione tra i due protagonisti supera i limiti temporali e sentimentali di qualsivoglia libro, portando in auge l'autenticità tangibile dell'Amicizia, con la A maiuscola, quella che sconfina ogni universo, che non segue alcun andamento, e così bella, perchè talmente rara da essere introvabile. Deliziarsi in 2 ore, ridendo e riflettendo al tempo stesso, magnificamente introdotti in un gioco di ombre.
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aragorn82
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giovedì 29 dicembre 2011
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un sequel che non delude le attese
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Sherlock Holmes: A games of shadows vede impegnati il detective Holmes e il suo valido assistente Watson contro il bellicoso quanto geniale Professor Moriarty in una sfida d'intelletto e strategia, con quest'ultimo dedito a far scoppiare una guerra tra varie nazioni. Questo film riesce nell'impresa non facile di superare il capitolo precedente, anche grazie alla "fuga" dagli scenari classici che lanciano i protagonisti in un'avventura spettacolare e alla capacità del regista di far indossare a Robert Downey Jr. un interpretazione moderna eccentrica ed ironica del suo personaggio.
Un gioco di ombre che coinvolge il pubblico in un racconto intrigante capace di stupire.
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cenox
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venerdì 13 gennaio 2012
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un sequel all'altezza (vertiginosa) del primo
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Watson, ormai promesso sposo della sua Mary, si è deciso a fare il grande passo, ma non ha scelto il momento migliore, perchè Holmes è alle prese con l'antagonista per eccellenza, la sua nemesi, il Prof. Moriarty. E si sa, quando Holmes è occupato con un caso che potrà sconvolgere gli equilibri di due nazioni addirittura, Watson non potrà fare nulla per sottrarsi, e dare una mano al suo migliore amico. Inoltre il malefico Prof. prenderà in ostaggio la bella Adler, che l'innamorato Holmes, vede come la persona che vuole accanto. E così Watson che si vedrà rovinato il suo viaggio di nozze, farà di tutto per riuscire, come sempre, a dare il suo fondamentale contributo al famoso investigatore.
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Watson, ormai promesso sposo della sua Mary, si è deciso a fare il grande passo, ma non ha scelto il momento migliore, perchè Holmes è alle prese con l'antagonista per eccellenza, la sua nemesi, il Prof. Moriarty. E si sa, quando Holmes è occupato con un caso che potrà sconvolgere gli equilibri di due nazioni addirittura, Watson non potrà fare nulla per sottrarsi, e dare una mano al suo migliore amico. Inoltre il malefico Prof. prenderà in ostaggio la bella Adler, che l'innamorato Holmes, vede come la persona che vuole accanto. E così Watson che si vedrà rovinato il suo viaggio di nozze, farà di tutto per riuscire, come sempre, a dare il suo fondamentale contributo al famoso investigatore. Mai come questa volta, il caso sarà spinoso ed imprevedibile, contribuendo a fare del film, un ottimo concentrato di esplosioni, fughe, deduzioni e combattimenti. Il regista, poi, per far vivere allo spettatore un'emozione unica, utilizzerà ancora più volte, l'ausilio dello slow motion, che è finalizzato a far percepire anche i minimi particolari, sia delle scene d'azione che dei pensieri laterali e contorti del protagonista.
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rico90
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martedì 27 dicembre 2011
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puro divertimento !!
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In questo secondo episodio della saga di Sherlock Holmes vediamo il professore e il fido amico Wattson alle prese con il temibile professor Moriarty, un avversario geniale con l'intento di far scoppia una guerra mondiale. I due protagonisti viaggeranno attraverso mezza Europa per poi giungere in Svizzera, dove in un incredibile castello si terrà il tesissimo scontro finale.
Forse l'inizio è la parte meno riuscita, sembra quasi girato alla svelta, ma l'intero film è un climax costante che ci porta ad un gran finale. Se confrontato con il primo episodio, questo secondo atto risulta più divertente, ricco d'azione, con una trama meno soprannaturale e più pratica, con un villain più raffinato e pericoloso (ottima interpretazione di Jared Harris).
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In questo secondo episodio della saga di Sherlock Holmes vediamo il professore e il fido amico Wattson alle prese con il temibile professor Moriarty, un avversario geniale con l'intento di far scoppia una guerra mondiale. I due protagonisti viaggeranno attraverso mezza Europa per poi giungere in Svizzera, dove in un incredibile castello si terrà il tesissimo scontro finale.
Forse l'inizio è la parte meno riuscita, sembra quasi girato alla svelta, ma l'intero film è un climax costante che ci porta ad un gran finale. Se confrontato con il primo episodio, questo secondo atto risulta più divertente, ricco d'azione, con una trama meno soprannaturale e più pratica, con un villain più raffinato e pericoloso (ottima interpretazione di Jared Harris). Il film è spettacolo puro, un continuo di scene e colpi di scena che lasciano di stucco, una netta evoluzione sul piano dell'azione, ma non finisce qui : il rapporto tra Holmes e Wattson è la chiave del film, l'amicizia tra i due infatti è l'elemento portante di ogni vicenda. Sull'inserimento di Mycroft Holmes, interpretato da Stephen Fry, c'è qualche dubbio, è si un elemento chiave, ma a mio parere se egli non ci fosse stato molto non sarebbe variato. Niente male inoltre la parte della zingara Sim, interpretata da Noomi Rapace, un'attrice in emersione che questa volte funge da collegamento tra la ricerca di Holmes e il malvagio piano del rivale. Avvincente per finire il gran finale, che rivela un'ottima inventiva, e vi assicuro vi lascerà senza parole e con il sorriso stampato in faccia!
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shifty
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lunedì 26 dicembre 2011
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un sequel brillante, coinvolgente e mai banale
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Dimentichiamoci le atmosfere grige e londinesi che Conan Doyle ci aveva abituati nei suoi celebri romanzi. Sherlock Holmes nelle mani di Guy Ritchie assume un connotato decisamente hollywoodiano, coinvolgendo lo spettatore in una lunga sequenza piena d'azione, spari ed esplosioni dentro una cornice dinamica e ricca di colpi di scena; il tutto senza tralasciare il punto di forza dell'investigatore più famoso di Londra: le deduzioni, il comparto scientifico/razional-psicologico che aiuta a districare il protagonista nelle situazioni più spinose, talvolta scontrandosi con avvenimenti decisamente atipici e che lasciano in brevi frangenti dei dubbi irrisolti.
L'accoppiata Downey e Law in questo secondo capitolo si dimostra decisamente più brillante del predecessore: battute taglienti, situazioni ironiche e paradossali, che ormai hanno abituato lo spettatore ad uno Sherlock Holmes decisamente sfortunato, pazzoide ma geniale ed un Watson decisamente più attraente, umano ma allo stesso tempo partecipe e complice delle disavventure del collega.
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Dimentichiamoci le atmosfere grige e londinesi che Conan Doyle ci aveva abituati nei suoi celebri romanzi. Sherlock Holmes nelle mani di Guy Ritchie assume un connotato decisamente hollywoodiano, coinvolgendo lo spettatore in una lunga sequenza piena d'azione, spari ed esplosioni dentro una cornice dinamica e ricca di colpi di scena; il tutto senza tralasciare il punto di forza dell'investigatore più famoso di Londra: le deduzioni, il comparto scientifico/razional-psicologico che aiuta a districare il protagonista nelle situazioni più spinose, talvolta scontrandosi con avvenimenti decisamente atipici e che lasciano in brevi frangenti dei dubbi irrisolti.
L'accoppiata Downey e Law in questo secondo capitolo si dimostra decisamente più brillante del predecessore: battute taglienti, situazioni ironiche e paradossali, che ormai hanno abituato lo spettatore ad uno Sherlock Holmes decisamente sfortunato, pazzoide ma geniale ed un Watson decisamente più attraente, umano ma allo stesso tempo partecipe e complice delle disavventure del collega.
A partire dalle prime sequenze adrenaliniche con un Sherlock Holmes che fa della deduzione medico-scientifica la chiave di volta per portare a termine le scazzottate, per finire in una cornice suggestiva di un castello immerso tra le montagne, suggestivo e pieno di imprevisti, la trama procede veloce senza risultare banale o noiosa, altalenandosi con sequenze investigative, necessarie per il prosieguo degli eventi. Gli indizi e i particolari disseminati nelle scene sono però i pochi ingredienti messi a disposizione del pubblico per potersi cimentare investigatori occasionali: il più delle volte si rivelano spesso incompleti o fallaci, ed è solamente grazie all'abilità del celebre investigatore che la matassa viene sbrogliata, riuscendo a collocare nel giusto ordine ogni indizio e mettendo così in luce particolari decisivi che precedentemente erano stati sapientemente elusi dalle inquadrature.
Il cast in ogni caso rimane ad ottimi livelli, a partire da uno Stephen Fry che interpreta un Mycroft Holmes ironico e sarcastico, fino al grande cattivo Professor Moriarty, interpretato magistralmente da Jared Harris, e che solo in questo titolo ha la possibilità di mostrarsi in volto, celato e avvolto nel mistero nel primo episodio; nota negativa per la zingara Madam Simza Heron (Noomi Rapace) che sebbene partecipi come assistente alla accoppiata maschile Holmes-Watson, rimane spesso e volentieri in ombra, rivelandosi poco decisiva alla conclusione delle indagini.
Un film che insomma sa farsi apprezzare nella sua particolarità, costruendosi un genere totalmente diverso dai canoni Doyliani ma che non dimentica ciò per cui Sherlock Holmes è un'icona dei romanzi investigativi: la capacità di rendere tutto ciò che un mistero, "elementare".
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shanks
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martedì 3 gennaio 2012
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non esiste il bene senza il male
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La rilettura del regista britannico Guy Ritchie sulle avventure del più famoso investigatore della storia, coinvolge lo spettatore gia dal primo capitolo, ma, cosa rara per un sequel, superandolo con questo episodio, per storia e tensione narrativa, eliminando per forza di cose l'introduzione dei personaggi e l'interazione tra di essi; nonostante Sir Arthur Conan Doyle non approverebbe del tutto, Ritchie si libera totalmente delle buone maniere, scatenando un senso dello humour scorretto, confezionando una versione irriverente, originale che affascina il pubblico. Se da un lato il merito va ad una alchimia collaudata dei due personaggi principali (Downey jr. - Law sempre più divertiti nel punzecchiarsi tra di loro), la scoperta del genio del crimine Moriarty innalza il climax narrativo, inducendo i nostri eroi ad una lunga partita a scacchi dove conta innanzitutto dimostrare di saper e voler giocare e come nel più classico scontro fra bene e male, raccontando una lunga rincorsa nella soluzione di una intricata vicenda malefica che rischia di coinvolgere mezza Europa.
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La rilettura del regista britannico Guy Ritchie sulle avventure del più famoso investigatore della storia, coinvolge lo spettatore gia dal primo capitolo, ma, cosa rara per un sequel, superandolo con questo episodio, per storia e tensione narrativa, eliminando per forza di cose l'introduzione dei personaggi e l'interazione tra di essi; nonostante Sir Arthur Conan Doyle non approverebbe del tutto, Ritchie si libera totalmente delle buone maniere, scatenando un senso dello humour scorretto, confezionando una versione irriverente, originale che affascina il pubblico. Se da un lato il merito va ad una alchimia collaudata dei due personaggi principali (Downey jr. - Law sempre più divertiti nel punzecchiarsi tra di loro), la scoperta del genio del crimine Moriarty innalza il climax narrativo, inducendo i nostri eroi ad una lunga partita a scacchi dove conta innanzitutto dimostrare di saper e voler giocare e come nel più classico scontro fra bene e male, raccontando una lunga rincorsa nella soluzione di una intricata vicenda malefica che rischia di coinvolgere mezza Europa. La nemesi di Sherlock Holmes si manifesta in tutta la sua crudeltà e fra azione pura, mosse in cui niente è come sembra e viene lasciato al caso (altri punti di forza del film), i due sembrano divertirsi nella sfida, inventando un codice d'onore fra giocatori che non possono fare a meno l'uno dell'altro. Grande cinema.
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hollyver07
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sabato 31 dicembre 2011
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luci ed ombre... ma un ottimo intrattenimento
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Ciao. "Sherlock Holmes - Gioco di ombre" è una pellicola di notevole intrattenimento, ben realizzato, diretto ed interpretato. Rispetto al predecessore è stato chiaramente "vitaminizzato" nella trama e nelle situazioni, altresì mantenendo ben evidenti le connessioni "caratteriali" tra i due films. Inutile riassumere la trama la quale, al pari della sceneggiatura, risulta decisamente articolata ed in alcune parti un pò troppo macchinosa. Il tutto è forse giustificabile dall'operato della produzione (esclusivamente USA) ovviamente più votata alle ragioni di botteghino, indirizzo che ha reso ben più marcato l'ulteriore allontanamento dalla filosofia originale del personaggio di Conan Doyle. Nella sceneggiatura sono evidenti ironiche citazioni ad altre pellicole: - Holmes con il trucco femminile "sbaffato" che fa il paio con il sorriso molto slabbrato di Heat Ledger in "Il cavaliere oscuro" - Il ruolo da un pò da sith, un pò Jango Fett del colonnello Monah (Il sicario di Moriarty).
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Ciao. "Sherlock Holmes - Gioco di ombre" è una pellicola di notevole intrattenimento, ben realizzato, diretto ed interpretato. Rispetto al predecessore è stato chiaramente "vitaminizzato" nella trama e nelle situazioni, altresì mantenendo ben evidenti le connessioni "caratteriali" tra i due films. Inutile riassumere la trama la quale, al pari della sceneggiatura, risulta decisamente articolata ed in alcune parti un pò troppo macchinosa. Il tutto è forse giustificabile dall'operato della produzione (esclusivamente USA) ovviamente più votata alle ragioni di botteghino, indirizzo che ha reso ben più marcato l'ulteriore allontanamento dalla filosofia originale del personaggio di Conan Doyle. Nella sceneggiatura sono evidenti ironiche citazioni ad altre pellicole: - Holmes con il trucco femminile "sbaffato" che fa il paio con il sorriso molto slabbrato di Heat Ledger in "Il cavaliere oscuro" - Il ruolo da un pò da sith, un pò Jango Fett del colonnello Monah (Il sicario di Moriarty).- Volendo... si potrebbe storcere un pò la bocca tenuto conto della presenza di alcune incongruenze ricostruttive, sopratutto quelle legate alla balistica delle armi di grosso calibro (i cannoni) ed anche alla curiosa capacità di resistenza del vetro di una finestra (già perforato da un proiettile di fucile resisterà ad una successiva esplosione dinamitarda!) ecc. ecc.. Comunque sia il film possiede un ritmo narrativo veloce e scorrevole all'interno del quale spiccano le forti caratterizzazioni dei personaggi principali e dei comprimari. Si confermano ed appaiono davvero affiatati Holmes e Watson, aiutati dagli articolati e serrati dialoghi che li contraddistinguono. Inoltre, al personaggio di Holmes è stata aumentata la "dose" di lucida follia e sarebbe interessante osservare se la cosa sarà sviluppata in un probabile, ulteriore, sequel. In merito ai personaggi mi è parso stranamente inadeguata l'interpretazione di Noomi Rapace (Sim) chiamata ad affiancare la coppia Downey Jr. e Law ma incapace di dare un tono convincente alla sua performance. Molto più incisive ed intonate ai ruoli mi son sembrate le altre donne presenti (Kelly Reilly - Rachel McAdams - Geraldine James). Ottimo cattivo è Jarred Harris (perfido e maligno al punto giusto) e molto azzeccato il ruolo di Stephen Fry (il fratello di Sherlock) che nella scena di nudo è davvero impagabile. Guy Ritchie (il regista) ha confermato la sua capacità nel dirigere pellicole a cavallo tra ironia ed azione anche se... s'è lasciato prendere un pò la mano dalle scene action. Notevoli sono gli elementi tecnici: Scenografie, ambientazione, fotografia, costumi, cpu grafica ecc.. Ottime ed adeguate al contesto le musiche e la colonna sonora di Hans Zimmer. In conclusione ritengo sia davvero un ottimo film, molto divertente e di sicuro intrattenimento per molti spettatori di qualsiasi età, inoltre non fa rimpiangere eccessivamente il prequel (chiaramente più impostato sui personaggi rispetto all'azione). Buona visione, saluti a tutti
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zoom e controzoom
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domenica 1 gennaio 2012
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ottimo da guatare tra la fine e inizio anno
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130 minuti che passano rapidamente sostenuti da un ritmo serrato in attesa di una soluzione da parte dell'irrefrenabile Holmes. Un film accativante per quanto è curato, dati i mezzi dei quali può usufruire, è anche un film innovativo nell'impostazione degli scattanti zoom che non solo ricostruiscono il passato, ma anticipano in prospettiva anche il futuro, quantomeno cioè, ciò che la mente diabolica di Scerlock riesce a colgliere dal presente intuendo connessioni: con gli zoom entriamo pure noi nel suo meccanismo mentale partecipando pure noi all'anticipazione di quel che potrà accadere. Le tonalità smorzate sono determinanti perchè l'attenzione dello sguardo non si disperda tra tutti quegli elementi della coreografia che sono di una ricchezza da favola.
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130 minuti che passano rapidamente sostenuti da un ritmo serrato in attesa di una soluzione da parte dell'irrefrenabile Holmes. Un film accativante per quanto è curato, dati i mezzi dei quali può usufruire, è anche un film innovativo nell'impostazione degli scattanti zoom che non solo ricostruiscono il passato, ma anticipano in prospettiva anche il futuro, quantomeno cioè, ciò che la mente diabolica di Scerlock riesce a colgliere dal presente intuendo connessioni: con gli zoom entriamo pure noi nel suo meccanismo mentale partecipando pure noi all'anticipazione di quel che potrà accadere. Le tonalità smorzate sono determinanti perchè l'attenzione dello sguardo non si disperda tra tutti quegli elementi della coreografia che sono di una ricchezza da favola. Ma di una favola si tratta e ogni tanto ci viene ricordato anche se si è molto presi dal procedere della trama sempre più interlacciata e difficile da supporre per noi poveri esseri normodotati come d'altronde lo è il dottor Watson.Così nell'ambientazione fantastica, si susseguono inquadrature in PPP o di Particolare ma senza mai abusarne. Splendido uso del rallenty e finalmente lo slow-motion, può venire apprezzato al di là della quotidiana saturazione del vuoto linguaggio pubblicitario. Tecnicamente molto ben inserito,lo slow-motion permette nelle scene di azione, di bloccare e trattenere, e il fiato resta in attesa nel momento topico finchè l'evento si compie assaporandolo in tutti i suoi passaggi.
Il titolo, se crea aspettative che poi andranno deluse perchè nulla c'è dell'antico Scherlock, si rifà sopprattutto alla correlazione dell'amicizia tra due personaggi molto diversi di carattere ma profondamente legati da nobili sentimenti.
La colonna sonora - a volte riecheggia il ritmo dei rivoluzionari patrioti mi pare di ricordare francesi - non sommerge mai l'azione, ma segue il ritmo con molta cura. Ottima l'interpretazione di tutti i personaggi, sia di quelli impegnati con maschere più espressive, sia che quelli più impenetrabili. Si può sperare sia questo l'inizio di alternative non "impegnative" proponibili contro la nullità dei cinepanettoni italiani nel periodo natalizio ?
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kondor17
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mercoledì 23 maggio 2012
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povero sir. conan doyle....
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...mi sa che si rivolterebbe nella tomba se solo sapesse di come il suo stile, lo charme dei suoi personaggi e l'amore per la sobrietà e la logica deduzione, vengono ignorati, bistrattati, letteramente stravolti dagli au-attori. Avevo atteso il primo e stavo già allora per uscire deluso a metà film dalla sala. Visto poi il rating così elevato di questo(strazianti elogi) e stimando molto sia Jude Law che Noomi Rapace, mi sono detto, beh, diamo loro un'altra chance... ed è stato ahimè lo stesso strazio, dall'inizio alla fine. Un susseguirsi di colpi di scena, di effetti speciali, di scene alla iron-spider-man, Holmes e Watson a cimentarsi in corpo a corpo senza fine, arrampicandosi per i muri come ragni, con delle deduzioni-intuizioni talmente veloci da far girare la testa.
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...mi sa che si rivolterebbe nella tomba se solo sapesse di come il suo stile, lo charme dei suoi personaggi e l'amore per la sobrietà e la logica deduzione, vengono ignorati, bistrattati, letteramente stravolti dagli au-attori. Avevo atteso il primo e stavo già allora per uscire deluso a metà film dalla sala. Visto poi il rating così elevato di questo(strazianti elogi) e stimando molto sia Jude Law che Noomi Rapace, mi sono detto, beh, diamo loro un'altra chance... ed è stato ahimè lo stesso strazio, dall'inizio alla fine. Un susseguirsi di colpi di scena, di effetti speciali, di scene alla iron-spider-man, Holmes e Watson a cimentarsi in corpo a corpo senza fine, arrampicandosi per i muri come ragni, con delle deduzioni-intuizioni talmente veloci da far girare la testa. Credo non aver mai visto una trasposizione così poco fedele al romanzo, sia per la storia che per la caratterizzazione di personaggi, così priva di stile, povera. Lasciamo poi stare l'abduzione o il metodo scientifico, cose che evidentemente per gli autori (e gran parte del pubblico) neanche esistono. Jeremy Brett (Sherlock Holmes) direbbe forse ora a David Burke (Dr. Watson - alter ego di Conan Doyle): "Elementare Watson, uno spettacolo da baracconi!"
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ultimoboyscout
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mercoledì 25 aprile 2012
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più action, più cool!
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Se il primo era bello, questo lo è ancora di più! Guy Ritchie chiama, Robert Downey Jr. e Jude Law rispondono, tornano a Londra per una serie di nuove, mirabolanti avventure tra matrimoni, arti marziali, travestimenti assurdi, una zingara intrigantissima e un villain cattivo, cattivissimo quanto scaltro (che onestamente fa la differenza). Questo secondo Sharlock è dandy, bohemien e scanzonato da morire, si muove nella Londra vittoriana che puzza di alcol, botte e sporco con Downey Jr. nuovo idolo di cinesaghe, Law inaspettata spalla comica e Ritchie finalmente libero dall'etichetta di Mister Madonna. Ma il vero nome nuovo, come anticipato, è quello di Jared Harris, volto off del cinema inglese che per la parte ha battuto una concorrenza agguerritissima di Divi con la D maiuscola.
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Se il primo era bello, questo lo è ancora di più! Guy Ritchie chiama, Robert Downey Jr. e Jude Law rispondono, tornano a Londra per una serie di nuove, mirabolanti avventure tra matrimoni, arti marziali, travestimenti assurdi, una zingara intrigantissima e un villain cattivo, cattivissimo quanto scaltro (che onestamente fa la differenza). Questo secondo Sharlock è dandy, bohemien e scanzonato da morire, si muove nella Londra vittoriana che puzza di alcol, botte e sporco con Downey Jr. nuovo idolo di cinesaghe, Law inaspettata spalla comica e Ritchie finalmente libero dall'etichetta di Mister Madonna. Ma il vero nome nuovo, come anticipato, è quello di Jared Harris, volto off del cinema inglese che per la parte ha battuto una concorrenza agguerritissima di Divi con la D maiuscola. Le scene d'azione raddoppiano come gli effetti speciali, gli FX sono a prova di bomba e si mescolano magnificamente allo slow motion. Ma ciò che colpisce è il confronto tra Sherlock e la sua nemesi storica, l'alchimia tra i due rivali è unica e il corpo a corpo su sfondo di Alpi svizzere è magnifico! Ritchie non rischia nulla, agli elementi del primo episodio agiunge spy-movie e tanto steampunk confezionando un meccanismo a orologeria semplicemente perfetto, sperando che non perda l'anima come spesso accade ai fenomeni seriali. Colpisce ancora una volta Noomi "Salander" Rapace, una vera forza della natura, che dimostra di saper recitare e di poter contare su doti atletiche non indifferenti e notevole fisicità. La salsa Guy Ritchie funziona alla grande, la commistione di generiè gestita col tocco tipico del regista che trasforma le gesta dell'investigatore più famoso d'Inghilterra in un western picaresco nell'epoca vittoriana.
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