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diego
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martedì 20 novembre 2007
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la leggenda si sgonfia
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In una parola peccato.
Peccato perchè le premesse e le potenzialità per fare un ottimo lavoro c'erano tutte, purtroppo il film non riesce a ragalare quelle sensazioni che tutti si aspettavano alcune poche scene veramente pregevoli non riescono a compensare una sceneggiatura troppo inconsistente, con dei momenti narrativi che rallentano in modo eccessivo lo sviluppo della vicenda lasciando troppo in secondo piano i buoni ma veramente troppo pochi attimi epici e gloriosi che un film del genere richiederebbe a iosa.
Poi (ma questo è un mio parere personale) la trasposizione completa in digitale di tutti i personaggi non soddisfa pienamente il pubblico togliendo del tutto il fascino della recitazione che gl'attori sanno a volte regalare.
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In una parola peccato.
Peccato perchè le premesse e le potenzialità per fare un ottimo lavoro c'erano tutte, purtroppo il film non riesce a ragalare quelle sensazioni che tutti si aspettavano alcune poche scene veramente pregevoli non riescono a compensare una sceneggiatura troppo inconsistente, con dei momenti narrativi che rallentano in modo eccessivo lo sviluppo della vicenda lasciando troppo in secondo piano i buoni ma veramente troppo pochi attimi epici e gloriosi che un film del genere richiederebbe a iosa.
Poi (ma questo è un mio parere personale) la trasposizione completa in digitale di tutti i personaggi non soddisfa pienamente il pubblico togliendo del tutto il fascino della recitazione che gl'attori sanno a volte regalare.
Veramente un peccato perchè con una storia così interessante un ottimo cast ed un regista di garanzia il risultato finale poteva essere decisamente migliore.
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piernelweb
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venerdì 28 marzo 2008
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l'epica in motion capture
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Ripartendo dal precedente "Polar Express", Zemeckis sancisce in questo suo ultimo spettacolare film un'ulteriore passo in avanti nella tecnologia del "motion capture" ovvero nell'ingegneria della cattura digitale del movimento. "La leggenda di Beowulf", a dispetto di una sceneggiatura con diverse debolezze, non è il solito prevedibile fantasy: la digitalizzazione del set e dei personaggi concretizza quell'astrazione spazio-temporale della narrazione che va proficuamente ad alimentare la visionarietà del poema epico inglese vecchio più di 1000 anni. Più che puntare l'indice sui difetti di struttura del film il giudizio su quest'opera andrebbe ricondotto nella constatazione che attori in carne e ossa e scenografie "reali" non avrebbero valorizzato questo racconto meglio di quanto non sia stato fatto per questa via alternativa.
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Ripartendo dal precedente "Polar Express", Zemeckis sancisce in questo suo ultimo spettacolare film un'ulteriore passo in avanti nella tecnologia del "motion capture" ovvero nell'ingegneria della cattura digitale del movimento. "La leggenda di Beowulf", a dispetto di una sceneggiatura con diverse debolezze, non è il solito prevedibile fantasy: la digitalizzazione del set e dei personaggi concretizza quell'astrazione spazio-temporale della narrazione che va proficuamente ad alimentare la visionarietà del poema epico inglese vecchio più di 1000 anni. Più che puntare l'indice sui difetti di struttura del film il giudizio su quest'opera andrebbe ricondotto nella constatazione che attori in carne e ossa e scenografie "reali" non avrebbero valorizzato questo racconto meglio di quanto non sia stato fatto per questa via alternativa. Il pathos epico è indiscutibilmente ben preservato e la forza visiva della lunga sequenza finale vale da sola ben più del prezzo del biglietto. Un'opera curiosa, che forse fra alcuni anni potremo collocare fra quelle che hanno segnato la rotta a nuove forme cinematografiche, o viceversa, con la stessa incertezza un film del quale si perderranno inesorabilmente le tracce. Nel 2008 Beowulf ha senz'altro un senso di essere e chi può non se lo lasci sfuggire.
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massimiliano di fede
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lunedì 19 novembre 2007
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bei tempi quelli di forrest gump....
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Siamo lontani dagli albori di Forrest Gump, dove nel 1995 Zemeckis fece incetta di ben 6 oscar oscar , e con Beowulf non credo che ci possano essere sorprese. Come per “Trecento” si è scelto di digitalizzare gli attori e, forse, anche per Angelina Jolie si è dovuto ricorrere alla tecnologia per far mettere in mostra il suo corpo femmineo e statuario in tutto il suo splendore.
Siamo in Danimarca 500 anni dopo la nascita di cristo e il Re Hrothgar Ha bisogno qualcuno che combatta Grendel, un demone che uccide e terrorizza il suo popolo. In suo aiuto arriva Beowulf , eroe della mitologia nordica che affronta il demone e lo uccide. Ma in realtà il demone è il figlio del re, che anni prima lo aveva concepito con la madre demone, impersonata da Angelina Jolie e, per vendicarsi Lei ammalia e seduce il nostro eroe, costringendolo a dargli un altro figlio……
Una scelta coraggiosa da parte di Zemeckis di digitalizzare tutto il film, rendendo i personaggi molto lontani dalla realtà.
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Siamo lontani dagli albori di Forrest Gump, dove nel 1995 Zemeckis fece incetta di ben 6 oscar oscar , e con Beowulf non credo che ci possano essere sorprese. Come per “Trecento” si è scelto di digitalizzare gli attori e, forse, anche per Angelina Jolie si è dovuto ricorrere alla tecnologia per far mettere in mostra il suo corpo femmineo e statuario in tutto il suo splendore.
Siamo in Danimarca 500 anni dopo la nascita di cristo e il Re Hrothgar Ha bisogno qualcuno che combatta Grendel, un demone che uccide e terrorizza il suo popolo. In suo aiuto arriva Beowulf , eroe della mitologia nordica che affronta il demone e lo uccide. Ma in realtà il demone è il figlio del re, che anni prima lo aveva concepito con la madre demone, impersonata da Angelina Jolie e, per vendicarsi Lei ammalia e seduce il nostro eroe, costringendolo a dargli un altro figlio……
Una scelta coraggiosa da parte di Zemeckis di digitalizzare tutto il film, rendendo i personaggi molto lontani dalla realtà. Sarebbe stato meglio digitalizzare solo le scenografie e lasciare reali gli attori, avrebbe avuto un effetto migliore.
Per quanto riguarda gli attori, nonostante l’ottimo cast, non riesco a dare un giudizio sulla loro interpretazione, proprio perché la digitalizzazione ti impedisce di capirne le espressioni.
Ottimi gli effetti speciali, ma non bastano per dare le tre stelle a causa dei contenuti poveri, ma ahimè solo due. Da Zemeckis mi sarei aspettato di più.
Massimiliano Di Fede
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flatout
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giovedì 3 maggio 2012
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la leggenda di bewulf
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Danimarca, 500 a.C. Il guerriero sbruffone Beowulf approda alla corte di re Hrothgar che gli chiede di affrontare il 'demone' Grendel e gli offre in cambio trono e moglie. Beowulf lo uccide, ma la strega madre del mostro lo irretisce con un patto faustiano: e genera con lui un nuovo essere che cinquant'anni dopo, vecchio e stanco, Beowulf dovrà nuovamente affrontare.
Dopo 'Beowulf' (1998) e 'Beowulf & Grendel' (2005), la terza versione dell'omonimo (e anonimo) poema epico inglese è una specie di cartoon digitale dove Zemeckis, come nel suo film precedente 'Polar Express', utilizza la tecnica della 'performance capture', che modifica il rapporto degli attori con la recitazione eliminandone i limiti fisici: gli attori (che conservano piùo meno i loro volti efattezze) hanno recitato con fattori applicati a volti e corpi e sono poi stati trasformati dai computer in personaggi virtuali.
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Danimarca, 500 a.C. Il guerriero sbruffone Beowulf approda alla corte di re Hrothgar che gli chiede di affrontare il 'demone' Grendel e gli offre in cambio trono e moglie. Beowulf lo uccide, ma la strega madre del mostro lo irretisce con un patto faustiano: e genera con lui un nuovo essere che cinquant'anni dopo, vecchio e stanco, Beowulf dovrà nuovamente affrontare.
Dopo 'Beowulf' (1998) e 'Beowulf & Grendel' (2005), la terza versione dell'omonimo (e anonimo) poema epico inglese è una specie di cartoon digitale dove Zemeckis, come nel suo film precedente 'Polar Express', utilizza la tecnica della 'performance capture', che modifica il rapporto degli attori con la recitazione eliminandone i limiti fisici: gli attori (che conservano piùo meno i loro volti efattezze) hanno recitato con fattori applicati a volti e corpi e sono poi stati trasformati dai computer in personaggi virtuali. Un modo (molto dispendioso) per dire che l'elemento uano rimane insostituibile nel cinema high tech del nuovo millennio? Certo è che i risultati esteticamente lasciano a desiderare. E se l'ennesima declinazione di un amore 'impossibile' è coerente alla poetica zemeckisiana, si avverte invece una sproporzione tra le esigenze spettacolari anche 'basse' (gli strombazzati nudi della Jolie digitalizzata, i noiosi combattimenti) e le intenzioni più nobili (dare un senso di cupezza malinconica al fantasy e riflettere sulla eterna circolarità del male) degli sceneggiatori Neil Gaiman e Roger Avary. Distribuito in pochissime sale sia da noi che in patria, anche in 3D
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ultimoboyscout
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martedì 3 gennaio 2012
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il cartoon recitato.
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Tipico prodotto alla Zemeckis, che ha ormai posto il suo marchio di fabbrica su cartoon del genere. Il film si fregia della motion capture, tecnica decisamente nota che utilizza attori autentici per dare vita a figure tridimensionali. E che attori! Il cast comprende tra gli altri, star di primissimo livello quali Sir Anthony Hopkins, Angelina Jolie, John Malkovich, Brendan Gleeson, Robin Wright Penn e Ray Winstone, forse il meno noto dei protagonisti, nel ruolo di Beowulf. E' tratto direttamente dal poema epico letterario più antico che si conosca in lingua inglese, ma l'IMAX 3D che permette di riconoscere i volti toglie ogni forma di sentimento e di magia, i personaggi perdono di intensità diventando pupazzoni senz'anima ma la tecnica rasenta la perfezione.
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Tipico prodotto alla Zemeckis, che ha ormai posto il suo marchio di fabbrica su cartoon del genere. Il film si fregia della motion capture, tecnica decisamente nota che utilizza attori autentici per dare vita a figure tridimensionali. E che attori! Il cast comprende tra gli altri, star di primissimo livello quali Sir Anthony Hopkins, Angelina Jolie, John Malkovich, Brendan Gleeson, Robin Wright Penn e Ray Winstone, forse il meno noto dei protagonisti, nel ruolo di Beowulf. E' tratto direttamente dal poema epico letterario più antico che si conosca in lingua inglese, ma l'IMAX 3D che permette di riconoscere i volti toglie ogni forma di sentimento e di magia, i personaggi perdono di intensità diventando pupazzoni senz'anima ma la tecnica rasenta la perfezione. Zemeckis ci ha ben abituati ma si può dire che in altre circostanza ha fatto tato meglio! Il personaggio più somigiante all'originale è quello della Jolie, la sua verosimiglianza è sconvolgente, splendida persino in versione demoniaca su vertiginosi tacchi a spillo. Più che un film è un supervideogame, che alla lunga stanca, col risultato di apparire freddo, anzi gelido e inumano.
Basti guardare lo sguardo di questi pupazzoni, così spento e privo di vita. Credo che la motion capture debba essere un punto di forza di un film, un accessorio utilissimo come lo è stat nell'altra epica saga del Signore degli anelli, chene sottolinei momenti o che ne animi solo un personaggio (Gollum). Qui invece alla lunga zavorra il cartone, perchè un film girato con tale sistema nlla sua interezza diventa pesante se non insopportabile. E l'eccesso di violenza non aiuta di certo per una buona riuscita, riducendo anche il range di pubblico a cui può rivolgersi. Spettacolare senza dubbio, innovativo e sicuramente costosissimo, è lesatta dimostrazione che nonostante l'high tech si stia impossessando del cinema del terzo millennio, l'elemento umano ne rimane il cuore e l'anima, risultando imprescindibile e insostituibile.
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fierror
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sabato 23 aprile 2011
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la leggenda
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Beowulf è un eroe delle terre del nord,si parla di lui in alcuni antichi canti tedeschi.
Il film parla di tutta la sua vita,da quando arriva in queste terre dove un mostro sanguinario terrorizza un piccolo regno da decenni,ma beowulf è in grado di mozzargli un braccio e farlo scappare via!
Questo mostro però non è l'unica avversità che Beowulf dovrà affrontare,cadrà sotto i plagi della madre di questo mostro,diverrà re,invecchierà,scaccierà i barbari,ma infine qualcuno verrà a cercarlo...
Gli effetti speciali sono buoni,ma hanno un che di vecchio,oggetti luminosi...
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spalla
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venerdì 5 giugno 2009
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discretamente realizzato e fedele al libro
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Un buon film tra fantasy e avventura. La storia è tratta da una leggenda vichinga, davvero affascinante. Peccato che sia poco conosciuta. E una volta tanto, il film sembra essere completamente fedele al libro. Ottima cosa, anche se naturalmente il libro è comunque probabilmente meglio. Il film si avvale comunque di effetti speciali nel complesso buoni, eccetto che per una cosa: Grendell non è stato rappresentato bene. Non è certo questa l'idea che mi ero fatto di lui nel libro. Spettacolari invece le sequenze del drago. Il maggior pregio di questo film è forse invece l'ottimo cast, davvero efficiente. Ottimo Anthony Hopkins nei panni dell'anziano re Hrotgar, ma anche Robin Wright Penn non è da disdegnare.
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Un buon film tra fantasy e avventura. La storia è tratta da una leggenda vichinga, davvero affascinante. Peccato che sia poco conosciuta. E una volta tanto, il film sembra essere completamente fedele al libro. Ottima cosa, anche se naturalmente il libro è comunque probabilmente meglio. Il film si avvale comunque di effetti speciali nel complesso buoni, eccetto che per una cosa: Grendell non è stato rappresentato bene. Non è certo questa l'idea che mi ero fatto di lui nel libro. Spettacolari invece le sequenze del drago. Il maggior pregio di questo film è forse invece l'ottimo cast, davvero efficiente. Ottimo Anthony Hopkins nei panni dell'anziano re Hrotgar, ma anche Robin Wright Penn non è da disdegnare. Ed è brava anche la Jolie, anche se la sua presenza si limita ad una particina scollacciata. In fondo, sa fare poco altro. Un avvertimento: il film piacerà quasi sicuramente ai fan dei fantasy movie, ma gli amanti dei film di cappa e spada, più seri, potrebbero restare delusi, perchè rispetto ad altri film del genere c'è molta più fantasia.
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antonello villani
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martedì 20 novembre 2007
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antiche leggende in 3d
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Antiche leggende con re, cavalieri, draghi e streghe. Zemeckis ritorna al Motion Capture –tecnica che cattura i movimenti degli attori per creare attraverso sofisticati giochi di luce le immagini tridimensionali trasformate al computer- dopo il fiabesco “Polar Express” narrando le gesta di un guerriero nordico che uccise un mostro di nome Grendel e visse da re in un castello della Danimarca. Film in 3D tratto da un poema del VII secolo, “Beowulf” si affida alla tecnologia e poco alla sceneggiatura, i dialoghi non hanno molto di epico ma le musiche di Alan Silvestri ricreano le atmosfere del tempo mentre giganteggia la figura di un vichingo che non è proprio esempio di virtù: vanaglorioso, in cerca di fama, l’eroe alla guida di un manipolo di barbari si ritrova con una corona sulla testa ed un figlio che reclama vendetta perché la nemesi non risparmia neppure la stirpe regale.
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Antiche leggende con re, cavalieri, draghi e streghe. Zemeckis ritorna al Motion Capture –tecnica che cattura i movimenti degli attori per creare attraverso sofisticati giochi di luce le immagini tridimensionali trasformate al computer- dopo il fiabesco “Polar Express” narrando le gesta di un guerriero nordico che uccise un mostro di nome Grendel e visse da re in un castello della Danimarca. Film in 3D tratto da un poema del VII secolo, “Beowulf” si affida alla tecnologia e poco alla sceneggiatura, i dialoghi non hanno molto di epico ma le musiche di Alan Silvestri ricreano le atmosfere del tempo mentre giganteggia la figura di un vichingo che non è proprio esempio di virtù: vanaglorioso, in cerca di fama, l’eroe alla guida di un manipolo di barbari si ritrova con una corona sulla testa ed un figlio che reclama vendetta perché la nemesi non risparmia neppure la stirpe regale. Angelina Jolie, lunga treccia e talloni a forma di tacco, interpreta la strega coperta d’oro che vive nelle profondità delle acque; Anthony Hopkins è il vecchio re ubriacone che abdica in favore di Beowulf; Robin Wright Penn e John Malkovich sono gli altri volti noti che compaiono “ritoccati” nella pellicola insieme al protagonista Ray Winstone. Pur con le buoni intenzioni, Zemeckis dirige un film a metà che lascia alquanto perplessi: visivamente molto riuscito, cinematograficamente poco convincente.
Antonello Villani
(Salerno)
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(di andrej)
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gianfranco strazzanti
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mercoledì 21 novembre 2007
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una recensione malevola
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La mitologia nordica è una delle più intriganti e ricche, anche per la sua estrema varietà (le leggende islandesi differiscono enormemente da quelle norvegesi, ad esempio). Quella di Beowulf, di cui si conservano (seppur piuttosto tormentati) diversi manoscritti, è un poema popolare che per influsso della sensibilità cristiana vede un utilizzo simbolico dei colori e degli eventi (rilevante è ad esempio quello del colore verde oppure della ritualità con cui "Il Cervo" - il re - organizza dei banchetti nella sala più grande del suo castello...).
Probabilmente nella sua versione originaria Beowulf altro non era che una storia di guerrieri e le vicende dell'eroe ripercorrono quelle di Odino e di Thor (tale filone avrebbe dato alla vicenda dei risvolti più puramente "angli" e barbari).
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La mitologia nordica è una delle più intriganti e ricche, anche per la sua estrema varietà (le leggende islandesi differiscono enormemente da quelle norvegesi, ad esempio). Quella di Beowulf, di cui si conservano (seppur piuttosto tormentati) diversi manoscritti, è un poema popolare che per influsso della sensibilità cristiana vede un utilizzo simbolico dei colori e degli eventi (rilevante è ad esempio quello del colore verde oppure della ritualità con cui "Il Cervo" - il re - organizza dei banchetti nella sala più grande del suo castello...).
Probabilmente nella sua versione originaria Beowulf altro non era che una storia di guerrieri e le vicende dell'eroe ripercorrono quelle di Odino e di Thor (tale filone avrebbe dato alla vicenda dei risvolti più puramente "angli" e barbari).
Ma di tutto ciò, o di altri spunti interessanti, nel film si vede veramente pohissimo - la filosofia cinematografica moderna è: rendiamo tutto quanto più banale possibile per raggiungere un numero più alto possibile di spettatori: solo così si può spiegare come il nemico mortale di Beowulf in questa versione tridimensionale sia diventato una delle creature mitologiche più temibili della cultura anglosassone, ovvero: la Top Model con i tacchi a spillo - tipica anche delle mitologie danesi e germaniche... perché sono andato a vedere il film? Perché dal cartellone pubblicitario non si capisce che si tratta di un film di animazione (hanno persino messo i nomi degli attori!), ma anche perché non mi informo mai sui film che vado a vedere... e in questo caso, trattandosi di una leggenda tanto particolare e complessa pensavo che chi si fosse preso la briga di affrontarla lo avesse fatto con ispirazione e competenza e non avesse fatto la prolungata publicità di un videogame.
Non è certo una cosa che riguarda solo questo film o imputabile alla tecnica grafica - è un andazzo comune (non so perché mi prendo la briga di scriverne in effetti...): e questo andazzo suggerisce banalizziamo tutto, rendiamo tutto leggero, solito, ordinario tanto quello che conta sono i numeri... le cifre...no?
Ho letto che qualcuno raccomanda alle mammmine di non portare i bimbi a vedere il film per il concentrato di sesso (non ho visto una sola scena di sesso nel film...) e violenza (la violenza non fa male a nessuno, neanche ai bambini, sono le scene vuote e da cabaret che fanno male, e non solo ai bambini).
La mia raccomandazione è la stessa, non portate nessuno a vedere questa fesseria - comprate una copia del poema (che è il più antico in lingua inglese...) e leggetelo ai bambini prima di andare a letto. Meglio di qualsiasi videogame.
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[+] è un piacere leggerti
(di unaragazzinaceltiberica)
[ - ] è un piacere leggerti
[+] perfettamente d'accordo
(di la parda flora)
[ - ] perfettamente d'accordo
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petauro
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domenica 18 novembre 2007
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beowulf, un errore in 3 dimensioni
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Assolutamente patetico e fuori luogo, lontanissimo da qualsiasi sfumatura di bellezza cinematografica, il peggiore miscuglio di nefandezze reali e 3D rinvigorite da sceneggiature degne dei peggiori(hanno un altro lato?) Vanzina. Ma andiamo con ordine per cercare di evitarVI 15 uero spesi come peggio non si può.
Innanzitutto i trailer, così furbescamente mescolati per non far vedere le facce di plastica: in sala i 3/4 degli spettatori quando hanno visto che era in 3D volevano andarsene (giustamente)...
Inizio senza nessun prologo nè senso, inizia subito col primo mostro che squarta pupazzi di bit. I bambini a dir poco sconcertati, mostro orribile, spregevole e deforme, da mercatino degli orrori.
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Assolutamente patetico e fuori luogo, lontanissimo da qualsiasi sfumatura di bellezza cinematografica, il peggiore miscuglio di nefandezze reali e 3D rinvigorite da sceneggiature degne dei peggiori(hanno un altro lato?) Vanzina. Ma andiamo con ordine per cercare di evitarVI 15 uero spesi come peggio non si può.
Innanzitutto i trailer, così furbescamente mescolati per non far vedere le facce di plastica: in sala i 3/4 degli spettatori quando hanno visto che era in 3D volevano andarsene (giustamente)...
Inizio senza nessun prologo nè senso, inizia subito col primo mostro che squarta pupazzi di bit. I bambini a dir poco sconcertati, mostro orribile, spregevole e deforme, da mercatino degli orrori. Bisognerebbe ricordare a questa gentaglia che lo schifo nulla ha a che vedere con la paura, un mostro ripugnante che sbraita acuti micidiali per 10 minuti che mette solo disgusto e fastidio, La cosa che più rattrista è che è palesemente deforme, complimenti per la delicatezza, veramente un sacco di monete d'oro per il pattume dell'anima di questi registi. Risultato: bambini scioccati e ammutoliti da tale obbrorio. Un mostro deve essere affascinante anche se terribile, abc della paura per bambini, che facciano i cioccolatai non i registi.
La madre del mostro, Jolie nuda dorata(3D ovviamente) che non fa altro che sedurre uomini e produrre mostri.
Secondo mostro, uomo d'oro che diventa un drago. Al limite del punto di domanda, anzi ben oltre. Il drago è fatto benissimo, mi sarebbe piaciuto vedere il drago per 2 ore invece che spazzatura per 1ora e 59.
Personaggi 3D fatti molto bene, per carità, effetti molto belli, per carità, per carità, infatti, avrei lascia dai 20 ai 30 centesimi alle maschere, punto.
Battute, riprese e doppi sensi che Boldi e De Sica sembrano attori veri in confronto, il che è tutto dire.
Seni in 3d e battute spinte con strusciatine pelviche e sospiri erotici, disprezzati da grandi e piccoli indifferentemente, che non hanno sucitato nulla più che peplessità, in mezzo a conati di vomito per la violenza senza senso che pervade tutto il film (scustae, mi è scappato 'film'...)
In sintesi: Violenza, sesso, horror, paura, 3d senza che nessuno e dico nemmeno per un attimo di questo sia supportato da una struttura narrativa minimamnete coerente. Mai stato al cinema e visto SCAPPARE così velocemnet la gente dalla sala appena finito, senza che sussurru che non fossero di disgusto sceneggiassero l'atmosfera reale.
Spero seriamente che venga pubblicata questa recensione per evitare che adulti e soprattutto bambini siano oggetto di una truffa cinematografica del genere.
Come paragone basti immaginare che qualsiasi film vediate dopo servirà a lavarvi di dosso lo sporco accumulato durante la proiezione. Fatevi una bella doccia appena arrivati a casa.
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[+] i bambini...i bambini
(di marzipane)
[ - ] i bambini...i bambini
[+] ke ridere
(di etta)
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