I giardini dell'Eden

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Un film di Alessandro D'Alatri. Con Kim Rossi Stuart, Massimo Ghini, Saïd Taghmaoui Biografico, Ratings: Kids+16, b/n durata 95' min. - Italia 1998. MYMONETRO I giardini dell'Eden * * 1/2 - - valutazione media: 2,96 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,96/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * - - -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
Kim Rossi Stuart
Kim Rossi Stuart (44 anni) 31 Ottobre 1969 Interpreta Jeoshua
Massimo Ghini
Massimo Ghini (59 anni) 12 Ottobre 1954 Interpreta L'ufficiale romano
Saïd Taghmaoui
Saïd Taghmaoui (41 anni) 19 Luglio 1973 Interpreta Aziz
   
   
   
La vita di Gesù fino all'età adulta. Gira il mondo (?), beve e balla (?), stupisce i saggi. Conosce la vita. Una buona idea per una realizzazione piat...
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il MORANDINI
di Laura, Luisa e Morando Morandini
    * * - - -
Locandina I giardini dell'Eden

Gli anni oscuri di apprendistato nella vita di Jeoshua (Gesù) di Nazareth, dall'adolescenza alla giovinezza fino ai trent'anni quando inizia l'attività pubblica e raccoglie i primi discepoli. Scritto dal regista con Miro Silvera, ispirato ai vangeli apocrifi e a testimonianze storiche. È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di Rossi Stuart _ che non soccombe al ruolo, e non è poco _ si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del già visto.

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Premi e nomination I giardini dell'Eden il MORANDINI
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Premi e nomination I giardini dell'Eden

premi
nomination
Nastri d'Argento
2
0
Kim Rossi Stuart-Gesù
Più conoscevo il mondo e più mi perdevo nella sua vastità.
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di Michele Anselmi L'Unità

È probabile che Alessandro D'Alatri si sia pentito, alla fine, di avere accettato la pressante "corte" di Laudadio. Ora la parola passa al pubblico, e chissà che le cose non vadano meglio che al Lido. Il Vaticano ha già apprezzato "il messaggio spirituale", lo stesso faranno i giovani ai quali l'"ex credente distratto" D'Alatri s'è voluto specialmente rivolgere? Una cosa è certa: non è un Cristo alternativo - s'era detto "buddista" - quello che I giardini dell'Eden reinventa sullo schermo, in parte conservando l'iconografia classica (capelli lunghi sulle spalle con la riga in mezzo, barba folta e occhi azzurri), in parte raccontando un'altra storia, quella che i Vangeli non toccano: l'infanzia e la formazione di Gesù prima di diventare "famoso". »

di Maurizio Cabona Il Giornale

Regista dei trascurabili Americano rosso (1991) e Senza pelle (1994), Alessandro D'Alatri ha egualmente partecipato - in concorso! - all'ultima Mostra di Venezia con I giardini dell'Eden, vita di Gesù prima dei trent'anni. Questo sì che è stato un miracolo. Attingendo ai vangeli gnostici, ai saggi di Robert Aron, di Brandon, di Flusser e Calimani, lo sceneggiatore di D'Alatri, Miro Silvera fa del futuro fondatore del cristianesimo non un figlio di falegname, ma un figlio di rabbino; non iI predicatore della buona novella ma l'ideologo della resistenza ai romani. »

di Roberto Nepoti La Repubblica

Ci informano le storie del cinema che, nei primi quattro anni della nuova arte, furono realizzati sette film sulla Passione e due su episodi della vita di Cristo. Da allora al 1910, il pubblico del cinema delle origini ne avrebbe visti altri diciotto. Con I giardini dell'Eden anche il nostro Alessandro D'Alatri affronta la più grande storia mai raccontata (e ripetuta): lo fa, però, ricostruendo episodi ignoti e apocrifi dell'infanzia e della giovinezza di Jeoshua. Dopo un prologo ambientato nel 1947, dove un pastorello rinviene misteriosi manoscritti del Mar Morto, vediamo Gesù ragazzo (con gli occhi scuri, che poi diventeranno azzurri come quelli di Kim Rossi Stuart) discorrere con i dottori del Tempio; quindi lo seguiamo fino alla soglia dei trent'anni, quando arruola gli Apostoli e dà inizio alla sua predicazione. »

di Silvio Danese Quotidiano.net

Il Vangelo secondo Alessandro. Il gesto di coraggio di un regista italiano che sfida la diffidenza delle istituzioni e tenta in realtà di raccontare il "suo" Gesù. Si parte dal racconto agli Esseni e si ricostruiscono fasi inedite, immaginate o reperite in documenti non ufficiali. Per Scorsese la tenrazione di Cristo fu quella di esistere. Per D'Alatri fu quella di conoscersi, prima di scoprire in sè la porta del divino. Questo viaggio interiore, che viene dalla sceneggiatura, è migliore del film che ne è venuto fuori, inficiato dal volto televisivo e impossibile da "reinventare" di Kim Rossi Stuart, pariolino con la barbetta da mistico. »

I giardini dell'Eden | Indice

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