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Philippe Lioret

Philippe Lioret è un regista, produttore, sceneggiatore, è nato il 10 ottobre 1955 a Parigi (Francia). Philippe Lioret ha oggi 67 anni ed è del segno zodiacale Bilancia.

Dall'universo del suono a quello del cinema: un autore a tuttotondo

A cura di Giulia Zeni

Philippe Lioret è nato il 10 ottobre 1955 a Parigi. Il suo percorso nel misterioso e affascinante universo della settima arte inizia negli anni Ottanta. Comincia specializzandosi in uno degli aspetti più importanti della realizzazione di un progetto cinematografico, il suono. Arriva con questo ruolo nel corso degli anni a portare a conclusione un totale di ventiquattro opere destinate al grande schermo; fra i titoli che vengono sovente ricordati figurano Y a-t-il un Français dans la salle? (1982) e Le paltoquet (1986) di Jean-Pierre Mocky, La lectrice (1988) e Nuit d'été en ville (1990) di Michel Deville, Palace (1985) di Edouard Molinaro, Beyond therapy di Robert Altman (1987), Une époque formidabile di Gérard Jugnot (1991) e Nord di Xavier Beauvois (1991).

Nuovi orizzonti: cortometraggi e lungometraggi
Fra un progetto e l'altro, nel 1984, l'artista trova il tempo di scrivere e di realizzare un cortometraggio, Tout doit disparaître, con Michel Such, Fausto Costantino e Hélène Hyll. L'ultimo lavoro in cui la sua partecipazione è limitata alla supervisione del dipartimento del suono, invece, è A demain, realizzato da Dider Martiny nel 1992. In effetti, è la sua lunga esperienza accanto ai più illustri realizzatori francesi a trasmettergli l'irresistibile voglia di passare in prima persona dietro la cinepresa per un primo lungometraggio. Nel 1993 decide di concretizzare questo desiderio e lo fa mettendo in scena e dirigendo Tombés du Ciel, commedia satirica con Jean Rochefort, Ticky Holgado e Marisa Paredes in cui un gruppo di sei viaggiatori rimane suo malgrado rinchiuso nell'aeroporto Roissy-Charles de Gaulle. Oltre al lato ilare che trapela dall'opera, è possibile distinguere anche e soprattutto l'orientamento sociale ed impegnato di Lioret, dal momento che si propone, attraverso il riso, di far meditare il pubblico sui grandi difetti del sistema giudiziario e politico francese. Il film è un successo, ricompensato nel 1993 al Festival di San Sebastiano dal Premio per la messinscena e per la sceneggiatura.
Il realizzatore consacra i quattro anni che seguono alla produzione di due cortometraggi; La sirène (1994) con Mathieu Kassovitz e Daniel Gélin e 1, 2, 3 lumières!, con Pierre Arditi e Marianne Denicourt.
Nel 1997, Lioret dedica al pubblico del suo primo lungometraggio la presentazione di Tenue correcte exigée, con Elsa Zvylberstein e Jacques Gamblin. Il film, girato in un palazzo parigino, è un'ulteriore occasione per approfondire critiche riflessioni sociali sulle sostanziali differenze che separano una classe dall'altra.

I lavori successivi
Cinque anni più tardi, nel 2001, Philippe Lioret torna a lavorare con Gamblin, ma con uno stile e un tono tutti nuovi, quelli della commedia romantica. In Mademoiselle il cineasta concretizza la vecchia aspirazione di dirigere l'attrice Sandrine Bonnaire, che non aveva potuto partecipare a Tenue correcte exigée per dei problemi legati ad altri impegni personali. Il film viene premiato con Grande premio del Festival di Mosca nello stesso anno dell'uscita.

Il rapporto con gli attori
Legato agli attori che Lioret apprezza pubblicamente, Lioret non esita, tre anni più tardi, a puntare i riflettori sul gioco sublime di Bonnaire, L'équipier, del 2004, nel quale lei divide la locandina con Grégori Derangère e Philippe Torreton. L'opera, un melodramma basato su un segreto di famiglia che lentamente torna in superficie, è un'ulteriore occasione per tornare su temi profondi e decisamente più cupi. Accompagnato dal grande successo attribuitogli dalla critica, L'équipier (che deve a Lioret la sceneggiatura, l'adattamento e il dialogo) riceve quell'anno tre nomine ai Césars. Il cineasta approfitta dunque di questa buona riuscita per riprendere in mano il lungometraggio; nel 2005 ne scrive e realizza due, Tue l'amour e Vache-qui-rit, entrambi nominati nella Serie talenti a Cannes nello stesso anno.

La fama, i premi e i tempi più recenti
Ma è nel 2006 che Lioret fa conoscere l'opera alla quale deve la vera notorietà, Je vais bien, ne t'en fais pas con Mélanie Laurent, Kad Mérad e Isabelle Renauld, dramma desolato e sorprendente sui segreti di famiglia e i suoi nondetti. L'opera non tarda a offrire a Lioret la consacrazione delle sua carriera nel 2007: cinque nomine ai Césars, fra cui quelle come Miglior film, come miglior attore uomo non protagonista per Kad Mérad e come miglior promessa femminile per Mélanie Laurent.
Avendo scritto la sceneggiatura con Olivier Adam (autore del libro dal quale il film è tratto), Lioret divide con lui la Stella d'oro dello sceneggiatore, che è loro accordata quello stesso anno. Nel 2009, il cineasta torna dietro la cinepresa per il film Welcome. La storia ha per protagonista il giovane iracheno Bilal (Firat Ayverdi), che ha attraversato l'Europa da clandestino nella speranza di raggiungere la sua ragazza, da poco emigrata in Gran Bretagna. Arrivato nel nord della Francia, diventa amico di Simon (Vincent Lindon), un istruttore di nuoto con cui inizia ad allenarsi per un obiettivo apparentemente irrealizzabile: attraversare la Manica a nuoto e ritrovare il proprio amore. Questa pellicola, presentata all'ultimo Torino Film Festival, ha ricevuto il riconoscimento Premio Lux 2009 da parte del Parlamento Europeo.
Torna poi a collaborare con Lindon in Tutti i nostri desideri, film tristemente attuale sulla crisi in cui versa l'Occidente.

Ultimi film

Drammatico, (Francia - 2009), 110 min.
Drammatico, (Francia - 2001), 85 min.

News

Presenti oggi a Berlino i nuovi film di Rebecca Miller e Julie Delpy.
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