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Doris Dowling

Doris Dowling. Data di nascita 15 maggio 1923 a Detroit, Michigan (USA) ed è morto il 18 giugno 2004 all'età di 81 anni a Los Angeles, California (USA).

Venne il cinema e avrà i tuoi occhi

A cura di Fabio Secchi Frau

Impossibile non rabbrividire di fronte al suo sguardo sgranato. Doris Dowling fu una delle migliori bad woman del cinema americano, fortunatamente giunta in Italia per far innamorate intellettuali e registi, artisticamente e non. Perfidamente sublime, stravinse come attrice di assoluta bravura. Non fu una vera e propria "bitch", anche perché lottò fortemente per non avere alcun tipo di etichetta, ma se potessimo fare un plebiscito su di lei, state pur certi che tutti se la ricorderebbero per il ruolo della misteriosa mondina in Riso amaro.
Il Michigan e, l'attualmente violenta Detroit, furono la sua casa. Sorella minore dell'attrice Constance Dowling, Doris mosse i suoi primi passi a teatro cominciando da piccoli spettacoli nella costa del Midwest, grazie ai quali poté mettere in mostra la sua bellezza polverosa, riuscendo a spingersi fino a Broadway. Nel 1940, partecipò al musical "Panama Hattie" accanto alla sorella, successivamente seguito da "Banjo Eyes" (1941), "Beat The Band" (1942) e "New Faces of 1943", entrando nella compagnia del "Theater East".
Zia degli attori Steven, David e Peter Tors, dopo la gavetta teatrale, tentò la fortuna a Hollywood assieme alla sorella (che morì relativamente giovane, nel 1969), riuscendo a strappare un contratto alla Paramount e debuttando con un piccolo ruolo nel film Il grande silenzio (1944) di Irving Pichel, accanto a Susan Hayward, Loretta Young e Alan Ladd. Spesso compagna sul set di Veronica Lake, ballò e cantò nel musical Bring on the Girls (1945) di Sidney Lanfield, immediatamente seguito da uno dei ruoli più importanti della sua carriera, nonché quello che le donò successo e fama: l'innamorata di uno scrittore alcolizzato in Giorni perduti (1945) di Billy Wilder, poi fu voluta fortemente da George Marshall per il poliziesco La dalia azzurra (1946), nel quale interpretò i panni della moglie adultera del reduce Alan Ladd che, inevitabilmente, farà una brutta fine. Ma cominciarono a profilarsi sempre gli stessi ruolo per lei, ovverosia quello della bruna che porta con sé un sacco di guai. I cliché le andarono stretti. Così, dopo aver recitato ancora una volta per Wilder ne Il valzer dell'imperatore (1948), immediatamente dopo la fine del secondo conflitto mondiale, si spostò in Italia (sempre accompagnata dalla sorella), ormai liberata dal fascismo, mettendo i suoi occhi e i suoi capelli neri al servizio dei nostri registi.
Il primo a farne uso fu Giuseppe De Santis che in Riso amaro (1949), la fece cinematograficamente scontrare con Silvana Mangano, entrambe vestite da sulfuree e intriganti mondine. Sono anni molto interessanti per la Bowling, che frequentò personaggi del calibro di Sartre, Hemingway e la creme della creme del buon cinema italiano di allora. E mentre la sorella cominciò una lunga e tormentata storia d'amore con lo scrittore Cesare Pavese (che dopo il ritorno negli States della donna, scrisse il libro "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" e si suicidò), lei si accontentò di un piccolo flirt con Raf Vallone, rimanendo (al contrario di Constance) in Italia per lavorare in Cuori sul mare (1950) di Giorgio Bianchi, assieme a Milly Vitale, Marcello Mastroianni, Marina Berti e una giovanissima Sofia "Scicolone" Loren, e in Alina (1950) di Giorgio Pastina, con Gina Lollobrigida e Amedeo Nazzari. Il suo ultimo film nella nostra patria fu però l'Otello (1951) di Orson Welles, che per travagliati problemi produttivi, si spostò in Marocco.
Arrivò inaspettato (e anche brevissimo) il matrimonio con il cantante Artie Shaw, dal 1952 al 1956, conclusosi con la nascita di un figlio Jonathan Shaw (oggi uno dei più famosi ed eccelsi tatuatori di Manhattan) e con il divorzio. Shaw era infatti un po' troppo farfallone per i gusti della Dowling: basti pensare che, prima di sposare lei, aveva già impalmato Lana Turner e Ava Gardner! Stufa del cinema, decise di lasciare tutto per dedicarsi al teatro classico e, fra una rappresentazione di prosa e un'altra, sposò il produttore Robert F. Blumofe (1956-59), immediatamente seguito da un altro produttore Leonard B. Kaufman, sposato nel 1960, padre del suo secondogenito e rimastole accanto fino al giorno della sua morte. Oltre al palcoscenico, la Dowling divenne anche un volto affettuoso del piccolo schermo apparendo, oltre che negli show di colleghi come Shirley Temple e Andy Griffith, anche in telefilm come Alfred Hitchcock presenta, Perry Mason, Bonanza e Le strade di San Francisco.
Nel 1973 richiamò l'attenzione di critica e pubblico per la sua performance nello spettacolo di Broadway "The Women", piccola meteora che si perderà fra altri serial tipo L'incredibile Hulk, Kojak, Wonder Woman, Hazzard e Simon & Simon. Il suo ultimo ruolo cinematografico fu nella pellicola Separate Ways (1981) di Howard Avedis con Karen Black e David Naughton, poi smise di recitare, ritirandosi a vita privata e morendo a Los Angeles all'età di 81 anni. Rimanere indifferenti di fronte a quell'allure nostalgico e un po' country è difficile, pochissimi i suoi titoli, ma strepitose le sue interpretazioni.

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