| Titolo originale | Mercy |
| Anno | 2026 |
| Genere | Azione, Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Timur Bekmambetov |
| Attori | Chris Pratt, Rebecca Ferguson, kali Reis, Annabelle Wallis, Chris Sullivan Kylie Rogers, Michael C. Mahon, Kenneth Choi, Rafi Gavron, Jeff Pierre, Philicia Saunders, Mark Daneri, Carlos Antonio, Dupree Young, Charlene May, Mike Tarnofsky, Craig Frosty Silva, Jay Jackson, Anja Akstin, Richard Cetrone. |
| Uscita | giovedì 22 gennaio 2026 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 2,66 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 22 gennaio 2026
Un detective viene accusato di un crimine ed è costretto a dimostrare la sua innocenza. In Italia al Box Office Mercy - Sotto accusa ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 457 mila euro e 294 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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In un futuro prossimo venturo Chris Raven è un agente del dipartimento rapine e omicidi della polizia di Los Angeles. Sposato e con una figlia adolescente, Chris ha avuto problemi di alcolismo in seguito alla morte del suo mentore, un evento traumatico del quale si ritiene personalmente responsabile. In passato ha contribuito a fondare la Mercy Court, un tribunale virtuale preposto a giudicare gli inquisiti con la massima oggettività.
Ma si ritrova improvvisamente incatenato ad una sedia metallica e messo sotto processo da una giudice AI, l'impassibile Maddox, che lo accusa dell'omicidio di sua moglie Nicole. Chris, che si dichiara innocente ma non ricorda nulla delle ultime ore della sua vita, avrà solo 90 minuti di tempo per trovare le prove che potrebbero scagionarlo. "Non sono colpevole, non posso esserlo, non lo avrei mai fatto", dice Chris a se stesso e a Maddox. Ma sarà vero, in un mondo in cui "tutti mentono"?
Mercy: sotto accusa è un thriller che si svolge quasi nel tempo reale accordato al suo protagonista per liberarsi di quella sedia metallica che scopriremo essere una sedia elettrica pronta a entrare in funzione se la sua colpevolezza fosse accertata.
Alla regia c'è il kazako Timur Bekmambetov esperto di regia d'azione, avendo in passato diretto Night Watch e Wanted, ma soprattutto di film screenlife, tecnica usata a cominciare dal suo Unfriended fino al recente War of the Worlds in cui tutta la storia si svolge sullo schermo di un dispositivo digitale, simulando l'esperienza dell'utente: ed è quello che succede anche in Mercy - Sotto accusa, dove il pubblico ricostruisce insieme al protagonista gli eventi dell'uccisione della moglie in modo virtuale e lo vede intervenire sulla realtà rimanendo confinato alla sua sedia metallica.
Virtuale è anche Maddox, interpretata con latente umanità dalla sempre affidabile Rebecca Ferguson: una giudice programmata per essere un parametro di inflessibile razionalità, e invece portata ad empatizzare con la situazione drammatica di Chris, verso cui sembra provare una sorta di compassione (non dimentichiamo che il tribunale virtuale si chiama Mercy Court, e che la parola Mercy è nel titolo del film). Chris Pratt interpreta invece il protagonista con il solito piglio da action hero, ma senza un briciolo dell'ironia dimostrata nella saga di Guardiani della galassia.
La regia di Bekmambetov è adrenalinica al punto giusto e lavora in modo pirotecnico sulle immagini generate dalle alte tecnologie. Lo spettatore vede il mondo attraverso lo schermo del protagonista come se stesse usando il suo dispositivo, e può immedesimarsi nella corsa contro il tempo di Chris, ma la sceneggiatura fa spesso acqua e rende via via meno credibile la libertà di movimento virtuale concessa al prim'attore: Mercy Court si rivela un tribunale esageratamente permissivo nel concedere agli indagati la possibilità di intervenire attivamente sulla realtà, e Maddox è davvero troppo umana per essere una giudice in CGI. Mercy - Sotto accusa è molto attento e capace nel rimanere al passo con i tempi con e le più avveniristiche tecnologie, ma conserva una trama vecchio stile e parecchio prevedibile nelle sue "sorprese".
Quel che è interessante è invece il paragone fra la capacità tutta umana di mentire e l'ipotetica attendibilità delle alte tecnologie, invece pesantemente influenzata dalle azioni di chi le manovra. Anche l'idea di una colpevolezza misurata in percentuali matematiche che crescono o diminuiscono a seconda delle azioni degli indagati è narrativamente interessante. E alcuni temi sono molto attuali: la fallibilità e violenza della polizia di Los Angeles, per esempio, e l'impunità desiderata da poliziotti che giustificano qualsiasi loro azione confidando nella protezione della divisa.
Il detective Chris Pratt è accusato dell'omicidio della moglie. È legato a una sedia, di fronte a lui c'è il giudice Maddox che ha le fattezze di Rebecca Ferguson ma è una AI: negli States del 2029 le AI hanno preso campo. L'imputato ha 90 minuti per difendersi, se non convincerà il giudice artificiale sarà giustiziato. Non male come spunto per un b-movie (in tempo reale), anche se tecnicamente non [...] Vai alla recensione »