| Titolo originale | Irkalla Hulm Jijiljamish |
| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Iraq, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Francia, Gran Bretagna, Arabia Saudita |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Mohamed Al Daradji |
| Attori | Ameer Jabarah, Samar Kazem Jawad, Youssef Husham Al-Thahabi, Hussein Raad Zuwayr Lojin Star Naimal. |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 13 agosto 2025
Due bambini nell'Iraq delle rivolte di strada.
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CONSIGLIATO SÌ
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Baghdad 2019, Chum-Chum è un bambino di otto anni orfano di entrambi i genitori senzatetto e sofferente di diabete. Affascinato dal mito di Gilgamesh, promosso anche da un cartone animato televisivo, sogna di poter passare la porta dell'aldilà per riportare in vita il padre e la madre. Intanto insieme a Moody, che è il boss di una baby gang di cui fa parte, spera di poter ottenere, a caro prezzo, i documenti falsi e i biglietti per poter emigrare in Olanda. Per ottenere quel denaro bisogna rubare e non solo.
Per comprendere il contesto in cui agiscono i personaggi di questo film bisogna ricordare che nell'autunno del 2019 migliaia di persone, soprattutto giovani, sono scese nelle strade per protestare contro la corruzione del governo in molte città dell'Iraq con conseguenti scontri anche gravi.
Al-Daradji, regista molto noto in Medio Oriente, ha deciso di portare sullo schermo questi bambini in cerca di un senso della vita dopo la guerra, le devastazioni e la tirannia sanguinaria dell'ISIS. Non è un film che dia risposte quello che è stato presentato in prima mondiale al Locarno Film Festival ma che semmai ci chiede di porci domande su cosa diventi l'età della crescita per i bambini che si trovano in società attraversate da guerre e su cui pesano le ferite ancora aperte lasciate dai conflitti armati. L'epopea di Gilgamesh narra di una semidivinità destinata a governare il mondo in quanto re di tutti gli eroi. Chum-Chum lo conosce attraverso un anime giapponese che è parte della didattica di una donna che, su un autobus, trasporta i ragazzi di strada ai quali cerca di insegnare qualche rudimento di base per difenderli dal male che li circonda. Il film si concentra sull'amicizia/scontro tra il più grande Moody, che sembra privo di scrupoli nel gestire la minigang che a lui obbedisce, e il piccolo Chum-Chum che dipende da lui e dalle sue scelte. Anche Moody ha ferite che è capace di nascondere soprattutto quando l'adulto che lo ha tirato fuori dal carcere pretende che si infiltri nelle manifestazioni per riprendere i rivoltosi mettendo a rischio la propria incolumità, quella di qualche amico e trovandosi sottoposto a richieste che prevedono rischi sempre più elevati.
Al-Daradji segue questi poco più che bambini nella quotidianità in cui sono immersi senza soluzione di continuità, non avendo neppure un tetto sotto cui ripararsi e una porta da chiudere per lasciare, almeno temporaneamente, fuori gli aspetti più brutali della realtà. Ce ne mostra l'apparente durezza e le fragilità senza fare sconti al mondo degli adulti in cui a salvarsi è un'insegnante che cerca a sua volta di proteggersi (senza però riuscirvi del tutto) dall'entrare in empatia con loro. Quel ripetere "Non sono vostra madre" è solo un tentativo per negare a sé stessa l'amore che prova per loro.