| Titolo originale | Trois amies |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 117 minuti |
| Regia di | Emmanuel Mouret |
| Attori | Camille Cottin, Sara Forestier, India Hair, Damien Bonnard, Grégoire Ludig Vincent Macaigne, Éric Caravaca, Mathieu Metral, Laurent Crozet, Brice Fournier, Louis Séguin. |
| Uscita | giovedì 19 giugno 2025 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 3,27 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 10 giugno 2025
Tre amiche (Joan, Alice e Rebecca), i loro mariti, compagni e amori nelle diverse variazioni del sentimento. In Italia al Box Office Tre amiche ha incassato 441 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Joan non è più innamorata di Victor e si sente disonesta con lui. Alice, la sua migliore amica, la rassicura: lei stessa non prova alcuna passione per Eric eppure il loro rapporto va a meraviglia! Lei non sa che lui ha una relazione con Rebecca, la loro comune amica... Quando Joan decide finalmente di lasciare Victor e lui scompare, le vite dei tre amici e le loro storie vengono sconvolte.
La Francia, come è noto, è la patria del marivaudage, quella forma teatrale creata da Pierre de Marivaux nel Settecento in cui l'intreccio d'amore assumeva forme leggere, eleganti e al contempo anche molto raffinate.
Il cinema ha trovato tra i suoi profondi cultori Eric Rohmer e oggi ha in Mouret il più qualificato estimatore. La sua sceneggiatura, scritta insieme a Carmen Leroi, assume sin dall'apertura il carattere della narrazione con una voce off che ci guida a conoscere luoghi e personaggi dichiarando poi il proprio coinvolgimento nella vicenda. È con grande sensibilità che vengono descritti e sviluppati i protagonisti legati da reciproca conoscenza che è data da legami di coppia, di amicizia oppure generati da nuovi incontri. Ognuno ha un mondo interiore ed affettivo che spesso si trattiene dal rendere noto, per i più diversi motivi, a chi è più vicino. Mouret ne osserva i nascondimenti, le rivelazioni, le fughe in avanti e il bisogno di stabilità spesso in agguato e desideroso di vantare la propria sussistenza. Lo fa senza mai giudicare, piuttosto mettendosi a fianco di ognuno di loro disposto ad ascoltarne le ragioni e a comprenderne gli errori che sono dettati dal bisogno di dare un nuovo senso a quella parola (Amore) che si riteneva ormai definita e che invece presenta continuamente nuove possibili letture.
Letture che però si vorrebbero stabilizzare (magari una volta per sempre) e che invece si rivelano in preda delle sottili ma penetranti correnti del senso di colpa, o magari dell'avventura con qualcuno a cui non si è disposte/i a rivelare tutto. Le convergenze e divergenze si succedono ma quelle che un tempo si chiamavano agnizioni non assumono mai (tranne che in un caso) la dimensione del dramma. Il dolore, i mutamenti che il sentimento e il procedere del tempo può comportare in uno dei due componenti della coppia mentre l'altro rimane ancorato alle fasi dell'innamoramento, vengono declinati senza didascalismi ma, ancora una volta, con estrema attenzione alle psicologie individuali. Grazie a personaggi che si fanno persone e come tali agiscono. Con molte delle possibili contraddizioni che appartengono all'animo umano.
Ai Francesi solitamente viene assegnata la palma nell’affrontare un tema come questo, come racconta una storiella (ovviamente di stereotipi) che li paragona con gli inglesi, i tedeschi, gli italiani: tema difficilissimo ma stemperato con discreta freschezza e delicatezza. Il tema è l’Amore che ha messo in difficoltà l’essere umano da sempre, e pure il regista, col rischio [...] Vai alla recensione »
«Tre amiche» si colloca tra i racconti morali di Eric Rohmer e le commedie al vetriolo che spaccano in due le coppie borghesi alla Woody Allen. Emmanuel Mouret, con la scusa di raccontare un girotondo sentimentale che vede coinvolte le tre amiche del film, in realtà realizza un j'accuse contro l'amore vissuto dalla sua generazione, che dietro ai sorrisi e agli aperitivi nasconde un lato oscuro del [...] Vai alla recensione »