| Titolo originale | The Acolyte |
| Anno | 2024 |
| Genere | Azione |
| Produzione | USA |
| Regia di | Leslye Headland, Alex Garcia Lopez |
| Attori | Amandla Stenberg, Dafne Keen, Jodie Turner-Smith, Joonas Suotamo, Amy Tsang Margarita Levieva, Paul Bullion, Carrie-Anne Moss, Dean-Charles Chapman, Charlie Barnett, Rebecca Henderson, James Henri-Thomas, Lee Jung-Jae, Manny Jacinto. |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
|
|
Ultimo aggiornamento mercoledì 17 luglio 2024
Dalla showrunner Leslye Headland una serie ambientata 200 anni prima della saga degli Skywalker.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Ai tempi dell'Alta Repubblica, quando la galassia lontana lontana è dominata dagli jedi, una giovane sfida una maestra in una locanda. Non è che il primo di una serie di omicidi di jedi, che portano l'ordine a investigare sulla misteriosa assassina, identificata in Osha, una ex padawan. Ma il jedi Sol, che un tempo l'aveva addestrata, è convinto della sua innocenza e presto gli è chiaro che la vera assassina è in realtà Mae, la gemella di Osha ritenuta morta. Non è però che la punta dell'iceberg di un complesso intrigo che ha forti radici nel passato, in particolare nella missione di quattro jedi, tra cui lo stesso Sol, compiuta sedici anni prima sul pianeta Brendok - dominato da un matriarcato di streghe capaci di manipolare la forza. A complicare le cose c'è poi il misterioso maestro di Osha, il cui volto è nascosto da un elmo ma la cui spada laser di colore rosso lascia pochi dubbi su quale sia il lato della forza a cui appartiene.
The Acolyte - La seguace è la più controversa serie dell'universo di Star Wars. Da una parte vanta un pedigree di tutto rispetto ma dall'altra è stata rifiutata dai fan. Non priva di difetti, è però qualcosa di nuovo per l'universo di George Lucas, sul piccolo o grande schermo.
Si tratta infatti della prima storia "canonica" a raccontare la prospettiva dei sith, oltretutto in momento della storia fittizia della saga in cui gli jedi non sono una leggenda, bensì un potere riconosciuto. Si potrebbe ribattere che in fondo anche la trilogia prequel con protagonista Anakin, ossia il futuro Darth Vader, faceva qualcosa di simile, ma in quel caso Palpatine è sempre stato solo e irrimediabilmente un villain mentre qui tutta la questione è assai più sfumata, perché il consiglio jedi ha chiaramente delle colpe. Inoltre la showrunner Leslie Hedland, che era tra le autrice di Russian Doll, immette nella storia una chiave fortemente femminista proponendo un matriarcato come una sorta di alternativa alla dicotomia senza uscita tra jedi e sith. Come già visto però con il film di Rian Johnson, Star Wars: Gli ultimi jedi, a toccare la mitologia senza guanti si alzano subito i forconi. In questo caso fomentati, come ormai da triste copione, anche dall'alt-right, perché la protagonista è una donna nera e di maschi bianchi ce n'è solo uno, che oltretutto non conta niente e anzi è il personaggio più molesto di tutta la serie.
Con questo non vogliamo passare sotto silenzio i problemi di The Acolyte - La seguace: il secondo episodio in particolare presenta un'evasione frettolosa, improbabile e poco ispirata da ogni punto di vista. Pure l'identità del maestro sith è un colpo di scena poco efficace e il suo ruolo sotto copertura non appare di alcuna utilità, anzi crea pure qualche problema di logica a voler passare la serie al setaccio in cerca di buchi di sceneggiatura. Però The Acolyte ha anche dei pregi, a partire dalla giusta intuizione di staccarsi dall'estetica del cinema dei samurai per abbracciare invece quella del wuxia pian, più in linea con i poteri dei cavalieri jedi.
Si inizia così con la citazione di una delle più iconiche scene di King Hu: il combattimento in una taverna di Come Drink with MeI - Le implacabili lame di rondine d'oro . Il modello del wuxia non è perseguito solo in questo omaggio e viene riproposto con intelligenza anche in diversi successivi scontri. Non a caso a interpretare una degli jedi è stata chiamata Carrie-Ann Moss, iconico volto occidentale del cinema di kung fu per via di Matrix. Un ruolo che porta con sé delle aspettative volutamente disattese dalla serie, con un colpo di scena iniziale che non ha lasciato il pubblico indifferente (nel bene e nel male).
Va inoltre detto che gli episodi numero tre e sette sono l'uno lo specchio dell'altro, perché raccontano due facce della stessa storia ambientata nel passato, e sono entrambi diretti dallo stesso regista: l'ottimo Kagonada, che stupisce cimentandosi in un genere molto diverso da quello a cui ci ha abituato. Il cast vanta poi un volto insolito e importante, quello del coreano Lee Jung-jae, già protagonista di Squid Game, che qui per la prima volta recita in inglese, caricando molto le espressioni del suo melodrammatico personaggio.
Immaginata come una serie di avventura e di colpi di scena, The Acolyte non è e non vuole essere una nuova Andor, ma sta più o meno dalle parti di Ahsoka, con uno spirito però un poco più dark, brutale e irriverente. Ci si può anche accontare.
Come ogni anno non poteva mancare l'atteso, nuovo, ennesimo capitolo della saga di Star Wars. La serie esplorerà l'Alta Repubblica in live-action, focalizzandosi sul lato oscuro della Forza e quindi sviluppandosi a metà strada tra thriller e mystery. The Acolyte rivelerà alcuni dei segreti che si celano dietro il lato oscuro, seguendo una ex padawan e il suo maestro Jedi, alla ricerca di informazioni su alcuni crimini perpetrati dalle forze sinistre contro l'Ordine Jedi e la Repubblica.