| Titolo originale | Soy Nevenka |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Spagna, Italia |
| Durata | 112 minuti |
| Regia di | Icíar Bollaín |
| Attori | Mireia Oriol, Urko Olazabal, Ricardo Gómez, Font García, Mabel del Pozo Pepo Suevos, Carlos Serrano, Lucía Veiga. |
| Uscita | giovedì 20 novembre 2025 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | ExitMedia |
| MYmonetro | 3,45 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 11 novembre 2025
La storia vera della prima donna spagnola ad aver denunciato un uomo politico per molestie sessuali sul lavoro. Il film ha ottenuto 4 candidature a Goya, Il mio nome è Nevenka è 91° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 350,00 e registrato 3.197 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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1999. Nevenka Fernandéz, laureata in Economia, accetta di tornare al paese di origine in seguito all'offerta di entrare in lista per il Consiglio Comunale della cittadina di Ponferrada, con la prospettiva di occuparsi del Bilancio come responsabile. Il sindaco, Ismael Álvarez, pur avendo una fama di donnaiolo, si presenta come affidabile anche perché conosce la sua famiglia. Ben presto però manifesta un'attenzione particolare nei suoi confronti alla quale inizialmente Nevenka corrisponde, ritraendosene non appena comprende di trovarsi in grande disagio. Ismael non accetta rifiuti e in un'alternanza di scuse e di pretese le rende la vita impossibile.
Iciar Bollain prosegue il suo percorso di messa in rilievo di figure femminili che meritano di essere incontrate sullo schermo anche da chi non ha conosciuto la loro storia.
Nevenka Fernandéz è stata la protagonista di un caso giudiziario che fece scalpore in Spagna ma di cui pochi sono venuti a conoscenza al di qua dei Pirenei. Il tema delle molestie sessuali è purtroppo sempre attuale e il cinema fa bene ad occuparsene ogni volta che ciò è possibile. C'è però, talvolta, il rischio della ripetitività oppure della spettacolarizzazione. Non in questa occasione.
Grazie a due attori straordinari e a una regia che sa come trasmettere la tensione nessuno che abbia ancora un minimo di coscienza etica e civile può riuscire a sottrarsi a una voglia di ribellione nei confronti di quanto sta accadendo sullo schermo. Mireia Oriol offre a Nevenka tutte le sfumature di una donna che torna da Madrid al paese d'origine con la convinzione di poter meritare un posto adatto alle sue competenze, finendo con il trovarsi alle prese con un maschio doppiamente prevaricatore perché agisce sia sul piano privato sessuale potendo poi rivalersi sui dinieghi sul piano professionale, politico e pubblico.
Di Nevenka leggiamo, sul volto e nelle posture dell'attrice, il passaggio dalla serenità al dolore e al panico per poi conservare la dignità, sempre mantenuta anche nel difficile momento del dibattimento. Urko Olazabal sa invece delineare il carattere di Álvarez con tutta l'insidiosità della doppia manipolazione. Sul piano intimo, professando un amore che è solo possessività ed egoismo, mettendo in scena falsi pentimenti con la consapevolezza di una (presunta) credibilità politica così forte da renderlo impermeabile a qualsiasi accusa.
Non si tratta, è bene chiarirlo, di un film di impianto giudiziario. In aula si va solo nella parte finale. Veniamo messi di fronte a un serpente le cui spire si avvolgono progressivamente intorno alla vittima cercando di soffocarne, fino all'annullamento, le possibili reazioni. Ciò che però rende ancor più interessante la vicenda è che in parallelo assistiamo alle malversazioni sul piano politico di cui Nevenka si rende conto e che cerca di ostacolare. Ha contro però un'opinione pubblica che preferisce non vedere, per tornaconto o per ingenuità.
Film dalla consistente tenuta narrativa Il mio nome è Nevenka ci ricorda ancora una volta che il facile e superficiale giudizio (non solo maschile) di fronte a questi casi necessita ogni volta di azzeramento. Per comprendere le dinamiche assumendo la giusta distanza dalle prese di posizione aprioristiche o (oggi perché all'epoca non erano ancora presenti) dai giudizi sommari dei social.
È il 2000, e siamo in Spagna: si presume crescente la conquista dei diritti della donna e severa la fatica in un paese di radici maschiliste. Fresca di laurea a Madrid, appoggiata da amici e genitori, a 25 anni Nevenka Fernandez accettò la proposta di diventare assessore alle finanze del sindaco 50enne vedovo Ismael Alvarez nella piccola Ponferrada.
Una passione civile, l'idealismo della gioventù universitaria, con la miglior media della Facoltà e gli appunti che facevano scuola ai compagni di corso: Nevenka Fernandéz (Mireia Oriol) ha 26 anni, una laurea in Economia, tante idee e sogni da avverare. L'occasione è ghiotta quando bussa alla sua porta Ismael Álvarez (Urko Olazabal), sindaco della sua cittadina Natale Ponferrada, con la proposta di [...] Vai alla recensione »
C'è una forte coerenza nel cinema di Icíar Bollaín con la sua predisposizione per il reale, dall'esordio - oramai 30 anni fa - con Hola, ¿estás sola? passando per Ti do i miei occhi fino al penultimo Una donna chiamata Maixabel. Su questa linea si innesta Il mio nome è Nevenka, che segue passo passo, in maniera quasi testamentaria nel rispetto delle fonti, una vicenda che in Spagna ebbe un'eco enorme. [...] Vai alla recensione »
Dopo Maixabel, storia vera della donna che accettò di incontrare uno degli assassini del marito, avviando così un percorso di giustizia riparatrice, Icíar Bollaín continua la sua ideale galleria di figure femminili che hanno segnato la storia recente spagnola. E se in un certo senso si trova ancora una volta alle prese con una vicenda in cui la vendetta deve cedere il passo alla giustizia, allo stesso [...] Vai alla recensione »