| Anno | 2024 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 118 minuti |
| Regia di | Gabriele Muccino |
| Attori | Elena Kampouris, Saul Nanni, Lorenzo Richelmy, Enrico Inserra, Francesco Garilli Yan Tual, Ruby Kammer, Syama Rayner, Julia Messina. |
| Uscita | giovedì 31 ottobre 2024 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,43 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
|
Ultimo aggiornamento venerdì 25 ottobre 2024
Una storia d'amore che diventa un thriller adrenalinico che racconta come tutto può cambiare in un attimo. In Italia al Box Office Fino alla fine ha incassato 734 mila euro .
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Sophie è una ragazza americana che invece di una vacanza rilassante in Italia si è ritrovata a seguire controvoglia un tour fra catacombe e sarcofagi impostole dalla sorella Rachel. Sophie ha un passato problematico del quale porta i segni fisici ed emotivi, e Rachel la tiene sotto controllo, come una guardia. Il giorno prima del ritorno negli Stati Uniti le due si recano a Palermo per visitare l'ennesima cattedrale, ma Sophie vuole andare al mare, Rachel cede alla sua richiesta "per mezz'ora" ma Sophie si allontana verso una scogliera, dove incontrerà Giulio e i suoi spericolati amici. L'attrazione con Giulio è intensa e immediata, e Sophie lo segue, accettando anche un incontro dopo cena, di nascosto dalla sorella. Sarà l'inizio di una notte brava che porterà la ragazza a compiere azioni per lei inimmaginabili, in un'escalation di violenza alla quale acconsentirà con inattesa temerarietà.
Fino alla fine ricorda da vicino il film del 2015 Victoria di Sebastian Schipper, cui nei titoli di coda risulta liberamente ispirato, e cambia spesso registro, passando dal film romantico, che echeggia per toni e stile al film precedente di Gabriele Muccino L'estate addosso, al thriller mozzafiato al melodramma, e segue un ritmo concitato che spinge la narrazione costantemente sopra le righe.
Ed è proprio questo uno dei problemi del film, che non trova mai un momento di pausa o un cambio di passo, necessari per rendere più gestibile la visione per gli spettatori. La recitazione degli attori si mantiene sopra le righe, tanto nell'euforia quanto nello spavento, spingendo tutti i personaggi a gridare le loro battute: il che, invece di tenere alta l'adrenalina, rende chi guarda assuefatto a quell'unica nota. L'altro tallone di Achille della storia è la trasformazione troppo brusca e frettolosa della protagonista, che passa dall'essere una persona patologicamente fragile e insicura ad diventare una leader carismatica sempre in grado di fare la cosa giusta, mentre tutti intorno a lei sbagliano scelta. Se è vero, come preannuncia la frase all'inizio del film, che "la vita è il risultato delle scelte che facciamo", è anche vero che, in sceneggiatura (cofirmata da Gabriele Muccino e Paolo Costella) le scelte devono essere il frutto comprensibile di un profilo umano ben tratteggiato e modulato lungo l'arco della storia.
Il punto a favore del film resta invece la regia muscolare di Muccino, che come pochi altri in Italia sa gestire le scene di azione, i movimenti di macchina e la collocazione spaziale dei suoi personaggi: in particolare il piano sequenza di una fuga a due è magistrale dal punto di vista tecnico e artistico. Lo coadiuvano efficacemente la fotografia di Fabio Zamarion e il montaggio di Claudio Di Mauro. Altri punti a favore sono la recitazione di Saul Nanni, che riesce a mantenere una misura anche all'interno dell'esagitazione generale, e la trasformazione fisica di Lorenzo Richelmy in una sorta di Robbie Williams in salsa siciliana. Ma la chimica fra i personaggi è alterata dalla incessante frenesia con cui ogni loro reazione (e relazione) viene pompata alla massima potenza, anche quando non è narrativamente necessario. Il risultato, più che adrenalinico, appare isterico e forzato, e toglie credibilità ad una trama che già di per sé richiederebbe una notevole sospensione di incredulità.
Che Gabriele Muccino fosse un bravo regista nessuno l'ha mai messo in dubbio. Ma che fosse anche in grado di dirigere un film carico di suspense e di una tensione che sale sempre di più con lo scorrere del tempo e pertanto in grado di coinvolgere lo spettatore fino alla fine, ha rappresentato per me una straordinaria sorpresa. La storia inizia con un viaggio in aereo che due sorelle americane, [...] Vai alla recensione »
Posto che storia riproduce quella di un altro film dal titolo "Victoria" rappresentandone dunque una copia, a non convincermi è stato il modo in cui viene raccontata in "Fino alla fine". Da amante dei film di Muccino sono entrata in sala con aspettative alte perciò mi duole esprimere la perplessità che ho provato per l'intera proiezione.Il film vuole essere un thriller dalle note mucciniane, con forti [...] Vai alla recensione »
Mi spiace rilevare che Muccino abbia sprecato un'occasione per cimentarsi in un genere a lui inconsueto,quello del action thriller e farne un film che non raggiunge la sufficienza. Le specialità della casa ci sono tutte: sospiri,urla,affanno,apnea,ultra tensione. Solo che tutto ciò, alla distanza,strema. Si aggiunga una trama debole,inverosimile, attori con personalità poco [...] Vai alla recensione »
24 ore di vita di una ragazza americana di nome Sophie, che, al termine di un noioso viaggio in Italia insieme alla sorella, si concede una giornata di mare a Palermo. Mentre è sulla spiaggia, nota un gruppo di ragazzi che si tuffano da uno scoglio. Incuriosita, si avvicina e fa amicizia con Giulio, che le dà appuntamento per quella stessa sera in discoteca.
Non capisco coma un regista con la sua esperienza, anche internazionale, possa uscire con una cosa del genere…-Trama scontata, banale, vuota nelle immagini e nei contenuti con buchi da tutte le parti-recitato in maniera pessima, da film di serie b quasiFilm pessimo!!
? davvero cos? Il ritratto di chi vive in una citt? cos? meravigliosa e pericolosa.Ed ? cos? anche lei, la protagonistaQuesta visione del regista ? tanto dolorosa e angosciante quanto libera, sincera e selvatica in tutto il suo fascino.Vale la pena vivere pi? che osservare
Film negativamente influenzato da una recitazione costantemente sopra le righe, ansiogena La protagonista in particolare ha lo stigma di questa ansieta' e incomprensibile ipertensione emotiva I personaggi sono poco esplorati e forse proprio questo non aiuta ad essere coinvolti nella trama e nell'escalation di eventi, peraltro buttati qua e la' abbastanza a caso
Fino alla fine. Uno strazio di film urlato e senza senso. "Finalmente la fine" avrebbe dovuto essere il titolo del film,il pi? brutto ed inutile film di Muccino. Una carriera discrets diregista buttata alle ortiche.
E' un film che malgrado il ritmo imposto dal regista che ha indubbio stile e mestiere, non lascia il segno, non convince. Una storia poco verosimile, una sceneggiatura debole, una recitazione sopra le righe. Non mi piace essere volgare e maleducato nei miei commenti, ma ammetto che pi? volte il mio spontaneo pensiero durante il la visione ? stato "ma che ca**ta di film.
Un'ultima notte in attesa della partenza per il rientro. Un'ultima giornata trascorsa a Palermo senza sapere che da lì in poi tutto cambierà in maniera inattesa. Gabriele Muccino, dopo aver esplorato il mondo di celluloide a stelle e strisce - ben quattro le pellicole girate dal regista romano negli USA - E averci già portato con L'estate addosso [...] Vai alla recensione »
corse e urla inutili, una noia fino alla fine
É una cagata pazzesca come direbbe Fantozzi ,é un pezzo che non ridevo così al cinema.Veramente ridicolo ...Muccino non si capisce che caspita vuole dirci...siamo caduti in basso,però come film comico sette più.
L'ho visto ieri sera e l'ho trovato costantemente sopra le righe. Un film gridato dal primo all'ultimo minuto, anche quando non era necessario gridare. Normali conversazioni, gridate. Ogni emozione, viene espressa urlando. Dialoghi stucchevoli, eventi e personaggi che non hanno il tempo di maturare... Tutto buttato dentor a un mixer e frullato alla massima velocità e a tutto volume. Sit [...] Vai alla recensione »
Posto che storia riproduce quella di un altro film dal titolo "Victoria" rappresentandone dunque una copia, a non convincermi è stato il modo in cui viene raccontata in "Fino alla fine". Da amante dei film di Muccino sono entrata in sala con aspettative alte perciò mi duole esprimere la perplessità che ho provato per l'intera proiezione.Il film vuole essere un thriller dalle note mucciniane, con forti [...] Vai alla recensione »
Fino alla fine Decisamente da vedere.. Sorprendente!!
Siamo andati in quattro cinquantenni, due maschi e due femmine e all'uscita ci siamo guardati entusiasti e ne abbiamo parlato per quasi tutta la pizzata che è seguita.Non dico altro, solo non fidatevi delle critiche: è comunque da vedere (e sentire... che audio!).
Tutto in una notte a Palermo: travolti da insolito destino nel mare d'agosto ragazza americana e "picciottu" bello, invischiato con i "malacarni". Bisognerebbe scendere (o salire) in questioni tecnico-artistiche per dire quanto sia fallito il libero remake di Muccino dal tedesco Victoria (2015) di Sebastian Schipper (premiato alla Berlinale), e cioè l'armonia riuscita della concitazione dell'ultima [...] Vai alla recensione »
La condizione ideale per vedere il nuovo film di Muccino sarebbe quella di non sapere niente: non aver visto un trailer, nemmeno letto un titolo di giornale o guardato qualche intervista televisiva. La locandina sì, quella aiuta, perché è calcolata, studiata ed esibita esattamente come «Fino alla fine». E fa il gioco di Gabriele Muccino (e del suo cosceneggiatore Paolo Costella) nel distrarre lo spettatore, [...] Vai alla recensione »
Con la consueta disinvoltura narrativa e uno stile che abbraccia sempre un isterismo comportamentale dei protagonisti, "Fino alla fine" conferma l'abilità tecnica di Gabriele Muccino, ma anche lo spreco del suo talento. Stavolta trasforma quella che potrebbe essere una vacanza romantica a Palermo di due sorellastre americane (almeno di Sophie che vuole divertirsi e non vedere solo cattedrali, come [...] Vai alla recensione »
Tra i registi italiani capaci di brillare sia in patria che oltreoceano c'è di sicuro Gabriele Muccino. Fino alla fine (in anteprima alla Festa del Cinema di Roma) è stato girato allo stesso tempo in italiano e in inglese (si punta al mercato estero?). Anche se siamo a Palermo, lo sguardo è agli Stati Uniti. Sophie ha vent'anni, deve elaborare un lutto, con la sorella sfiora la Sicilia.
Sophie Ristuccia (Elena Kampouris) arriva a Palermo dopo giorni di vacanze italiane punitive con sorella severa tra "chiese, catacombe e sarcofagi". Si lagna, piagnucola e non ne può più. Questa misteriosa ventenne, apparentemente solare ma con cicatrici ai polsi, proviene da San José, California e lì sta per tornare. Manca solo un giorno. Ormai insofferente all'arte, scapperà verso una spiaggia dove [...] Vai alla recensione »
Sophie (Elena Kampouris) è una ventenne californiana in vacanza in Italia insieme alla sorella che vuole pedantemente visitare ogni chiesa, palazzo, museo o catacomba. Giunte a Palermo, quando manca un solo giorno al ritorno a casa, Sophie, che si sta riprendendo dalla morte del padre e da altri traumi del passato, sente fortissimo il richiamo del mare, piantando in asso l'estenuante sorella e correndo [...] Vai alla recensione »
Nell'articolo a pagina 14 - che è un "Perché sì" sul film e non solo sul cinema di Muccino - Pacilio spiega benissimo la poetica di un regista che da un lato esaspera temi e figure di una certa commedia nostrana e dall'altro cerca di trovare una forma cinematografica a quell'ansia d'esperienza che gli anglosassoni chiamano «you only live once» (acronimo per i giovani: YOLO).
Il titolo originale del film è Right Now, mantenuto per il suo lancio internazionale. Perché dunque cambiarlo con Fino alle fine? Un atroce sospetto potrebbe accompagnare l'entrata in sala. Meglio pensare che si riferisca agli insegnamenti che derivano dall'ultima tappa vacanziera a Palermo di due turiste americane, il giorno prima di tornare a casa in California.
"In un momento senza precedenti nella storia dell'umanità, in cui tutto appare globalmente organizzato, pianificato, gestito sopra le nostre teste, i viaggi, un tempo avventure spontanee, sono ora ridotti a itinerari predefiniti low-cost da postare e condividere sterilmente sui social. Eppure, dentro di noi, sopravvive una parte antica e ribelle, che si oppone all'idea di vivere come spettatori passivi [...] Vai alla recensione »
Navigando in direzione opposta e contraria ci sono registi che decidono per coerenza e fedeltà a se stessi, sfidando il tempo, le esigenze del mercato, i cambiamenti tecnologici e le mode del momento, di portare avanti, narrativamente, tematicamente e stilisticamente parlando, la propria idea di cinema. Ce ne sono altri invece che a un certo punto del percorso cambiano strada per rinnovarsi, o più [...] Vai alla recensione »
La vita sono le scelte che facciamo, o giù di lì. La citazione in esergo, senza autore, dunque autoprodotta e egoriferita, illumina il tredicesimo lungometraggio di Gabriele Muccino, classe 1967, già enfant prodige, già eroe dei due mondi (gli Usa con Will Smith et alii, e prima e dopo il Tevere e i suoi derivati), già serialmente accasato (A casa tutti bene, 1 e 2), già compiuto ma forse incompleto. Domic [...] Vai alla recensione »
A quattro anni di distanza da Gli anni più belli, Muccino sembra in cerca di una ridefinizione, di una nuova posizione. Magari da trovare nel punto di incontro tra la doppia traiettoria del suo cinema, quella che ha costruito la sua fortuna alla svolta del millennio e quella delle sortite americane. O, ancor meglio, all'incrocio tra la volontà o le pretese autoriali e un'attenzione più marcata alle [...] Vai alla recensione »
E, niente, siamo alle solite. Per l'ennesima volta. Quello che riconosciamo, e riconosceremo sempre a Gabriele Muccino, è la sua indiscutibile maestria tecnica, i virtuosismi dei movimenti di macchina e dei piani sequenza, i giochi visivi, il ritmo e la precisione del montaggio. Quello che invece tocca nuovamente e spiacevolmente rimarcare dopo la visione di Fino alla fine è l'abuso di scene madri, [...] Vai alla recensione »
Fino alla fine, il nuovo film di Gabriele Muccino presentato alla 19ª Festa del Cinema di Roma, sarà al cinema dal 31 ottobre con 01 Distribution. Elena Kampouris, Saul Nanni e Lorenzo Richelmy sono protagonisti di un racconto che mischia romanticismo, thriller e action, per una storia lunga l'arco di una notte. Sophie (Elena Kampouris) è una giovane americana di vent'anni.