| Titolo originale | Diamant Brut |
| Titolo internazionale | Wild Diamond |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Agathe Riedinger |
| Attori | Malou Khebizi, Idir Azougli, Andréa Bescond, Ashley Romano, Alexis Manenti Kilia Fernane, Léa Gorla, Alexandra Noisier, Antonia Buresi, Sandra Bijou, Francesca Giromella, Guillaume Verdier, Gaëtan Thomas, Jean-Jacques Rouvière. |
| Uscita | giovedì 13 novembre 2025 |
| Distribuzione | Academy Two |
| MYmonetro | 2,70 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 5 novembre 2025
Liane, 19 anni, vive con sua madre e sua sorella a Fréjus, nel sud della Francia. Consumata da aspirazioni di bellezza e celebrità, fa audizioni per un reality show chiamato «Miracle Island». Il film ha ottenuto 2 candidature a Cesar, 2 candidature a Lumiere Awards, In Italia al Box Office Una ragazza brillante ha incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 13,6 mila euro e 8,7 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Liane vive a Frèjus con la madre e una sorellina. Essendo già presente e seguita sui social, anche grazie alla sua bellezza, vuole entrare a far parte del reality "Miracle Island". Per lei significherebbe il coronamento del desiderio di essere amata.
Al suo film d'esordio Agathe Riedinger ha buone intenzioni, una bravissima attrice ma le manca l'elemento che marchi la differenza.
Di film su giovani donne che, partendo da un contesto socialmente disagiato, tentano la scalata verso un successo più o meno effimero il cinema, recente e non, ci ha offerto più di un esempio, in modo talvolta anche decisamente valido ed originale. In questa occasione ci si trova dinanzi ad una riflessione che teoricamente è più che interessante ma che poi non regge alla prova dello schermo. Perché la regista e sceneggiatrice ha idee molto chiare in relazione alla sua protagonista. Vede in Liane la rappresentante di tutte quelle ragazze che, nonostante la loro avvenenza, non si sentono amate e provano il bisogno di ottenere un riconoscimento che, pur partendo dal lato esteriore del loro aspetto fisico, non ne violi l'integrità. Liane è vergine, non intende concedersi a vuoto, ha fede in Dio e al contempo non nasconde, piuttosto evidenzia, la propria fisicità. Tutto questo inizialmente sembra poter funzionare in un film girato in 4:3 per potenziare, almeno nelle intenzioni, il fuoricampo. Solo che progressivamente finisce con l'aderire agli elementi già noti della narrazione del tentativo di scalata al successo partendo da una realtà culturalmente e socialmente deprivata. Questo anche se l'interpretazione di Maolu Khebizi è di quelle da ricordare per l'immersione totale che compie in un personaggio a cui prova a dare tutta l'individualità e l'originalità che la sceneggiatura invece sembra negarle.
Il problema di questo film sta nella riproposizione di contesti già sfruttati abbondantemente (quartiere periferico in città di provincia, padre assente e madre non empatica, amiche che faticano a comprendere, dominio dei social nella formazione di un'accettazione del sé ecc.). Tutto ciò senza che emerga, al di là delle dichiarazioni scritte a tutto schermo che manifestano già da sole un'insicurezza nella possibilità che il messaggio possa passare autonomamente, quello che avrebbe dovuto, nelle intenzioni, costituire il leit motiv della narrazione: la fondamentale insicurezza di Liane, il suo bisogno di un amore che può passare, secondo lei, solo attraverso il fatto di essere desiderata. Tutto questo conservando una purezza di fondo in un film in cui non ci sono uomini (tranne quelli disposti a pagare con l'intento di soddisfare aspettative) se non Dino, coetaneo di Liane e come lei alla ricerca di una riconoscibilità e di un'accettazione che cerca di ottenere con le auto sportive. Più che a un diamante selvaggio siamo dinanzi ad un diamante grezzo che potrebbe affinarsi in un'eventuale opera seconda.
Tanti"Buu", in Italia, a Cannes 2024 per questo film, che ha aperto il concorso. Io, tuttavia, lo difendo moderatamente, nonostante l'inizio cosi-cosi ed un finale affrettato, piuttosto consolatorio (In realtà, anche l"incontro con gli uomini" nel finale è poco convincente. Tuttavia, la Riedinger si gioca le sue carte nel descrivere questa giovane anarcoide, [...] Vai alla recensione »
Qual è il prezzo della visibilità a tutti i costi? È questa la domanda sottesa ad Una ragazza brillante, che del titolo originale (“Diamond Brut”, ovvero “diamante grezzo”) conserva la “luccicanza” di Liane, una ragazza determinata ad affermarsi come influencer in un’area della Francia ben lontana dalla Ville Lumière. Su Liane pesano le aspettative di una contemporaneità che, attraverso i social media e i reality televisivi, sembra promuovere, soprattutto per le giovani donne, l’esteriorità come unica strada per affermarsi. Dunque Liane ha messo da parte i soldi per rifarsi il seno e conta di continuare a “migliorarsi” esteticamente, aderendo in pieno a quei canoni che sono il riflesso di uno sguardo (prevalentemente, ma non unicamente, maschile) crudamente oggettivizzante.
Una ragazza brillante non è certo il primo film a mettere al centro un’influencer (si pensi, in Italia, al documentario (guarda la video recensione) agiografico su Chiara Ferragni), o anche semplicemente una ragazza completamente asservita allo sguardo degli altri. La stessa regista e sceneggiatrice francese Agathe Riedinger, qui al suo debutto cinematografico (unica opera prima in concorso all’ultimo Festival di Cannes), è lei stessa una giovane donna bellissima secondo gli standard convenzionali, e certamente ha avvertito sulla propria pelle lo scrutinio costante del prossimo riguardo alla propria avvenenza. Il suo sguardo su Liane è protettivo e non giudicante, ma in qualche modo lusinga anche quella vanità sulla quale la ragazza intende fare leva per avere successo, denaro e, appunto, visibilità.
Luce di periferia, quella un po' accecante della controra, sporca come i terreni e i corsi d'acqua che tagliano i caseggiati in cui si muove Liane, la protagonista di Una ragazza brillante, opera prima della francese Agathe Riedinger in Concorso a Cannes77. L'approccio è realistico, ma la presa diretta sull'adolescenza al tempo dei selfie non è proprio a grado zero: c'è un po' di spazio della rappresentazio [...] Vai alla recensione »