| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Australia, USA |
| Regia di | Chris Sweeney |
| Attori | Annette Bening, Sam Neill, Pooja Shah (II), Jane Hall, Ana Maria Belo Sharon Brooks (II), Montana Jones, Michael Rodrigues, Alison Brie, Jake Lacy, Giles Matthey, Georgia Flood, Claire Weller Price, Jeanine Serralles, Morgan Griffin. |
| MYmonetro | Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 17 luglio 2026
Un matrimonio perfetto che si spezza di fronta all'arrivo di una sconosciuta. Un dramma con Sam Neill e Annette Bening.
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CONSIGLIATO NÌ
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Joy e Stan Delaney sono due ex tennisti professionisti che hanno costruito la propria vita a Miami attorno a una scuola di tennis di successo, prima di ritirarsi e cedere il testimone ai quattro figli adulti, nessuno dei quali ha intrapreso la carriera agonistica. Quando Joy scompare senza lasciare traccia, se non la sua bicicletta abbandonata in strada, l'indagine della polizia converge rapidamente su Stan, mentre il racconto si muove tra presente e passato per ricostruire cosa sia accaduto nella famiglia dall'arrivo di una giovane sconosciuta, Savannah, ospitata in casa loro.
C'è qualcosa di significativo nel fatto che Apples Never Fall scelga il tennis, e non un altro sport, come sfondo genealogico dei Delaney.
Il tennis è per definizione un gioco di rimbalzi e di risposte, una partita a due che si misura per scarti minimi, e la serie - tratta dal romanzo di Liane Moriarty, autrice già responsabile dell'ossatura narrativa di Big Little Lies - costruisce la propria drammaturgia esattamente su questo principio: ogni rivelazione è un colpo che rimanda al colpo precedente. Il montaggio alterna le due linee temporali con una cadenza che assomiglia più a uno scambio da fondo campo che a un vero crescendo drammatico, e proprio in questa scelta ritmica si annida il limite più evidente della serie: la meccanica si intuisce fin troppo presto, e la sorpresa finale, per quanto non priva di una sua efficacia, arriva più come qualcosa di atteso.
Il vero centro nervoso del racconto, però, non è la scomparsa di Joy (Annette Bening) in sé, quanto il modo in cui il gioco competitivo dei genitori si sia trasferito ai figli sotto altra forma. Nessuno dei quattro ha scelto la racchetta, eppure tutti continuano a giocare una partita, solo che il campo è diventato quello degli affetti e dei debiti emotivi. È qui che il discorso sulla mascolinità trova un'eco indiretta: Stan (Sam Neill) ha trasmesso ai figli non un mestiere, ma un'etica della vittoria, l'idea per cui l'amore si dimostra attraverso il rendimento e il confronto, e l'incapacità dei figli di eccellere - in vari campi o situazioni - si legge come eredità diretta di un padre per cui il valore personale coincideva con la prestazione. Sam Neill, la cui recente scomparsa rende oggi quasi involontariamente commovente rivedere la sua interpretazione, costruisce Stan proprio su questo doppio registro: un uomo duro non perché cattivo, ma perché non ha mai posseduto un linguaggio alternativo a quello della competizione per esprimere ciò che prova.
Se il padre incarna la logica della vittoria misurabile, Joy rappresenta l'altro lato del campo, quello del lavoro invisibile che non ottiene mai un punteggio vero e proprio. Annette Bening la costruisce con molta intelligenza attoriale: Joy è una donna che l'assenza la sceglie, quasi per necessità, come ultima mossa disponibile in una partita che ha smesso da tempo di poter vincere.
Resta, comunque, l'impressione di una serie ben costruita più che ispirata, capace di tenere lo spettatore in una tensione costante senza però osare fino in fondo: la sceneggiatura sa dove vuole arrivare (e anche l'audience), ma percorre una strada già tracciata dal genere della donna scomparsa, di cui replica più gli automatismi che le possibilità inesplorate. È proprio nel personaggio di Joy, però, che Apples Never Fall trova una ragione più solida e una sua dignità: nel mostrare che dietro ogni partita vinta o persa in famiglia c'è sempre qualcuno che ha smesso di giocare per permettere agli altri di continuare a farlo.