Totem - Il mio Sole

Film 2023 | Drammatico, +13 95 min.

Regia di Lila Avilés. Un film Da vedere 2023 con Naíma Sentíes, Montserrat Marañon, Marisol Gasé, Saori Gurza, Mateo Garcia. Cast completo Titolo originale: Tótem. Genere Drammatico, - Messico, Danimarca, Francia, 2023, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 7 marzo 2024 distribuito da Officine Ubu. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,62 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 4 marzo 2024

Una grande famiglia è immersa nei preparativi di una festa. Tra loro c'è anche la piccola Sol che non vede l'ora di vedere suo padre. Il film è stato premiato a National Board, ha ottenuto 1 candidatura a Spirit Awards, In Italia al Box Office Totem - Il mio Sole ha incassato 32 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,62/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,53
PUBBLICO 3,84
CONSIGLIATO SÌ
Un affresco familiare luminoso ed esplosivo. Uno sguardo che vorrebbe contagiare d'amore l'universo.
Recensione di Anna Maria Pasetti
giovedì 23 febbraio 2023
Recensione di Anna Maria Pasetti
giovedì 23 febbraio 2023

In una grande casa patronale circondata da un rigoglioso giardino si sta organizzando una festa. Sol ha 7 anni, è la più piccola tra i nipoti della famiglia estesa il cui capostipite è l'anziano nonno costretto a comunicare con il laringofono. Nel caos dei preparativi, la bimba gioca con i cugini, le zie, gli animali che passeggiano disinvolti per casa, chiedendo insistentemente di visitare suo padre, un giovane pittore da tempo malato che riposa nella camera al piano superiore. Ignara di quanto le riserva il futuro, Sol attende con pazienza il momento in cui potrà donare al genitore la più gioiosa delle sorprese.

Nella casa-mondo di una famiglia estesa, Lila Avilés mette in scena un inno alla vita, all'amore e all'arte che celebra la gioia dell'esistere senza temere la morte. 

Opera seconda dalle messicana Lila Avilés, Tótem è un affresco corale in tono di commedia ma a sfondo drammatico che inquadra nell'immersivo formato 4/3 una giornata speciale di una famiglia estesa. Grazie all'adozione del punto di vista della piccola protagonista Sol (la magnifica esordiente Naima Senties), il film adotta l'approccio innocente alle complessità della vita che, filtrata dallo sguardo infantile, ritorna alla sua dimensione giocosa, caoticamente vibrante e straordinariamente magica.

L'ingresso in tale dimensione di leggerezza (ma non superficiale) è praticamente immediato, ed è sancito dal momento in cui la bimba varca la soglia della grande casa di famiglia indossando una voluminosa parrucca colorata e un naso rosso da pagliaccio. La mamma la spinge tra le braccia delle zie salutandola frettolosamente prima di tornare al lavoro: quel gesto corrisponde all'invito della 41enne regista di Città del Messico a farsi travolgere dal suo cinema luminoso, coloratissimo ed esplosivo, edificato su movimenti di macchina frenetici e fluidi piani sequenza che penetrano in ogni angolo della messa in scena, il tutto a misura di bambina.

Al centro dello sguardo è la casa, intesa come l'antico oikos, il focolare domestico, dove relazioni e legami famigliari possono abitare liberandosi di pudori e sovrastrutture. In tale contesto il caos può regnare indisturbato, agendo quale dimensione naturale dell'esistere e motore pulsante della creazione artistica, elemento che denota il "carattere" della famiglia protagonista, un microcosmo trans-generazionale che si prepara ad affrontare il passaggio tra la vita e la morte di uno fra loro. La festa che sta per accadere in serata è infatti dedicata al compleanno di Tonatiuh "Tonat", il giovane artista che è anche il padre di Sol, malato terminale di cancro. Il racconto di Tótem è interamente organizzato attorno a tale evento, nella consapevolezza che solo attraverso un'appassionata celebrazione della vita si può accogliere serenamente l'inevitabile destino della morte.

E tale concetto viene teatralmente "messo in scena" e cinematograficamente "in campo" nell'ambito di un'unità spaziale (la casa aperta sul giardino) e temporale (una giornata che volge in serata) per la narrazione di questa "festa del passaggio", filmata nelle sue ritualità tanto preparatorie quanto celebrative nel rispetto della cultura sciamanico-messicana, che concepisce organicamente la relazione di coesistenza di vita & morte, travalicando e annullando i confini che la cultura europeo-occidentale tende a edificare. Animali ed esseri umani, in tal senso, occupano le stesse gerarchie dentro a uno sguardo panico che sembra voler avvolgere e contagiare d'amore e tenerezza l'universo intero in una danza gioiosa per la vita.  

Straordinaria e armonica risulta dunque la forza immaginifica di questo piccolo grande affresco famigliare, costruito sugli elementi essenziali, in grado di penetrare l'intimità dei gesti e degli sguardi di ciascun personaggio sapientemente scritto, e sulla capacità dell'arte di illuminare anche i momenti più oscuri dell'esistere.

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FOCUS
INCONTRI
lunedì 4 marzo 2024
Luigi Coluccio

Due film, due candidature da parte del proprio paese come miglior film internazionale gli Oscar americani. Venticinquesima regista donna (dopo nomi come Agnès Varda, Sofia Coppola e Lucrecia Martel) scelta da Miu Miu per la sua campagna Women’s Tales 2023. Presentata dai conterranei Three Amigos (Alejandro G. Iñárritu, Guillermo del Toro e Alfonso Cuarón) come nuova ambasciatrice del cinema messicano.

Lila Avilés ne ha di cose con cui presentarsi. Regista, sceneggiatrice e produttrice, dopo anni di lavoro tra teatro drammatico e opera, nel 2018 firma il suo esordio con The Chambermaid, storia tutta in apnea dell’addetta alle pulizie Eva in uno degli alberghi di lusso di Città del Messico. Con Totem – Il mio sole, in concorso all’ultima Berlinale dove ha vinto il premio della Giuria Ecumenica, in uscita in Italia giovedì 7 marzo per Ufficine Ubu, Avilés porta avanti la sua ricerca di un cinema femminile intimo e consapevole, stavolta seguendo la storia di Sol e della sua giornata presso la casa dei nonni, dove zie e cugini stanno allestendo la festa di compleanno di Tona, il padre giovane pittore da tempo malato.

Totem – Il mio sole è un labirinto di sguardi e di visioni a diverse altezze, soprattutto quella della piccola protagonista, Sol, interpretata da Naíma Sentíes, che all’epoca delle riprese aveva otto anni. E anche nel tuo corto del 2016, Dèjá Vu, il centro di tutto è un’altra bambina, Kia Arredondo. Com’è lavorare con i più piccoli in un cinema come il tuo?
Mi piace l’infanzia, mi piace quel famoso detto “l’infanzia è destino”. C’è qualcosa di profondamente bello in essa, nella sua fragilità e nobiltà. Ci dimentichiamo sempre di quella bambina o di quel bambino e credo che quei primi anni siano estremamente importanti per ciò che verrà dopo nell’età adulta. Amo la vitalità, la bellezza e il distacco dell’io di un bambino.

Il discorso sui bambini si lega anche a quello più generale degli attori, del gruppo di persone di cui ti circondi sul set. E forse non è un caso che per Totem tu abbia supervisionato anche il casting assieme a Gabriela Cartol, la protagonista del tuo precedente La camarista. Ci puoi parlare di come avete lavorato?
Ho un legame molto speciale con Gabriela Cartol, a volte succede quando si fa cinema. Si diventa una famiglia e sapevo fin dall'inizio che la forza di questo film risiedeva nel casting, quindi l’abbiamo realizzato noi due e sono molto contenta del risultato. È anche bello pensare che non si debba sempre lavorare sugli stessi progetti nello stesso modo, se si evolvono anche questi processi è una cosa molto positiva.

Ci sono i bambini e gli adulti, gli attori che si devono fare e quelli già arrivati. Ma in realtà una delle protagoniste principali del film è la casa stessa, uno spazio che può essere allo stesso tempo angusto e luminoso, opprimente e spalancato, che tu più che attraversare “scopri” scena dopo scena. Come hai creato questo set e questo viaggio?
Per me era fondamentale che la casa fosse percepita come uno spazio vissuto, che l'art design apparisse così approfondito, che si sentisse il passaggio del tempo e un senso di iperrealismo. Il lavoro di Nohemi Gonzalez [scenografa, NdT] è stato importante perché ha messo molto amore nella realizzazione della casa. L’altro elemento centrale era la fotografia, la sensazione di luci e ombre, la sua dualità.
 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 23 marzo 2024
Matteo Mazza
Duels.it

In Totem, il secondo lungometraggio della regista messicana Lila Avilés, presentato nel 2023 a Berlino, dove ha vinto il Premio della Giuria Ecumenica, entrano in scena le forze contrastanti dell'amore. Da una parte s'impone un sentimento di impotenza di fronte all'ineluttabile, un'ombra che nasconde il tutto, come sottolinea la prima scena del film: Sol, una bambina di sette anni, entra in una galleria [...] Vai alla recensione »

NEWS
GUARDA L'INIZIO
venerdì 1 marzo 2024
 

In anteprima i primi 10 minuti di un film che è un inno alla vita, all'amore e all'arte che e che celebra la gioia dell'esistere senza temere la morte. Dal 7 marzo al cinema. Guarda l'inizio del film »

TRAILER
sabato 10 febbraio 2024
 

Un'opera su una bambina consapevole e sveglia, che cerca di creare un mondo con il proprio sguardo. Dal 7 marzo al cinema. Guarda il trailer e il poster »

NEWS
giovedì 22 febbraio 2024
 

Una bambina di sette anni vede cadere le fondamenta della sua famiglia durante una giornata molto particolare. Vai all'articolo »

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2023
Con Naíma Sentíes nella parte di Sol
Montserrat Marañon nella parte di Nuria
Mateo Garcia nella parte di Tonatiuh
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