| Anno | 2023 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Erlingur Thoroddsen |
| Attori | Charlotte Hope, Aoibhe O'Flanagan, Oliver Savell, Julian Sands, Kate Nichols Philipp Christopher, Alexis Rodney, Pippa Winslow. |
| Uscita | giovedì 18 gennaio 2024 |
| Distribuzione | Vertice360 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,25 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 17 gennaio 2024
La giovane compositrice Mel si trova davanti alla grande occasione della sua vita quando il suo mentore muore e passa a lei il compito di completare il concerto al quale stava lavorando. In Italia al Box Office The Piper ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 205 mila euro e 150 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Melanie suona in un'orchestra diretta dal brusco e autoritario Gustafson. Tra breve è in programma un importante concerto nel quale si vuole commemorare la musicista Catherine Fleischer, morta da poco in circostanze drammatiche. Gustafson vorrebbe eseguire una composizione di Catherine, ma non trova il supporto della famiglia della defunta. Quando Melanie, che ha proposto una propria composizione, apprende da Gustafson che eseguiranno invece uno spartito di Franklin, un collega che lei percepisce come suo rivale, Melanie si offre di recuperare lo spartito di Catherine, che era stata sua insegnante.
Alice, sorella della defunta, però si oppone anche a Melanie, dicendole che Catherine è morta proprio cercando di bruciare quello spartito, la sua prima opera, suonata una sola volta 50 anni prima. Non riuscendo ad accettare un no come risposta, Melanie ruba lo spartito e i nastri con l'esecuzione di Catherine. Ma lo spartito manca del finale, che Melanie si impegna con Gustafson a scrivere. Zoe, figlioletta di Melanie, e un suo amichetto ascoltano di nascosto i nastri e qualcosa di terribile inizia ad accadere.
Musica e horror, letterario e cinematografico, hanno spesso intrecciato i loro percorsi dai tempi del Fantasma dell'Opera e dell'Erich Zann lovecraftiano e l'idea di una "musica del diavolo" (da non intendersi in questo caso come il blues) non è certo nuova.
L'islandese Erlingur Thoroddsen ne trae spunto per un intreccio estremamente semplice, ma a tratti interessante, con i richiami alla famosa fiaba del Pifferaio di Hamelin a fornire alla vicenda un sottofondo motivazionale e, per così dire, storico. Lo sviluppo narrativo è piuttosto prevedibile, ma a supportarlo c'è una solida atmosfera gotica che, con la punteggiatura di calibrati momenti di suspense, arricchisce il film di una cupezza suggestiva e adeguatamente inquietante.
Il personaggio centrale, quello di Melanie, è tratteggiato in modo sufficientemente approfondito e non banale: benché sia un personaggio percepito come "positivo", a muovere le sue azioni, a parte le preoccupazioni per la figlioletta, ci sono soprattutto l'ambizione e la rivalità con il suo collega, che la spingono ad addentrarsi in un terreno pericoloso di cui solo quando vi si è molto inoltrata riconosce la vera natura.
Dopo i primi due terzi in cui la situazione si presenta e si precisa privilegiando un apprezzabile clima sospeso di tensione immanente, il film deflagra in un'ultima parte nella quale il Male viene allo scoperto, in modo forse un po' programmatico e banale, generando un crescendo di discrete dimensioni spettacolari, ma senza trovare il colpo d'ala dell'invenzione narrativa e senza riuscire a risparmiarsi (e a risparmiarci) un classico e inutile, oltre che scontato, sottofinale.
Il film è dedicato a Julian Sands, morto tragicamente non molto tempo dopo la conclusione delle riprese e qui carismatico ed "eccessivo" nella parte del dittatoriale Gustafson, cui dà colore e sostanza. Buona e intensa anche la prova di Charlotte Hope, nella parte della musicista che cerca con tutte le sue forze di trovare la strada per la piena realizzazione professionale. Notevole è l'apporto delle suggestive musiche dell'esperto Christopher Young, che, vista la natura e il contenuto del film, erano cruciali per la riuscita.
Opera prima in inglese del regista islandese Erlingur Thoroddsen. Una storia apparentemente complicata, una favola nera che tende al rosa con un dramma familiare basato sul difficile rapporto della figlia adolescente con la madre a sua volta preda dei sensi di colpa per aver investito due gemelle. Tutto si risolve in un romantico sentimentale tinto di soprannaturale.
Alla ricerca di soggetti che possano rinvigorire un immaginario ormai sempre più esangue e prosciugato, il genere horror si nutre in un simbolica accezione vampiresca, come se fosse esso stesso un personaggio delle storie che racconta, delle leggende popolari del passato : in questo caso il regista islandese Erlingur Ottar Thoroddsen prende spunto dalla misteriosa storia de Il pifferaio di Hamelin, [...] Vai alla recensione »