| Titolo originale | Pamfir |
| Anno | 2022 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Ucraina |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Dmytro Sukholytkyy-Sobchuk |
| Attori | Oleksandr Yatsentyuk, Stanislav Potiak, Solomiya Kyrylova, Olena Khokhlatkina Myroslav Makoviychuk, Ivan Sharan. |
| Uscita | giovedì 10 agosto 2023 |
| Tag | Da vedere 2022 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | 3,25 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 24 luglio 2023
Un uomo è costretto a scendere a compromessi pur di aiutare la sua famiglia. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office Il Giuramento di Pamfir ha incassato 4,3 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Leonid, soprannominato Pamfir, è un buon padre di famiglia ucraino che ha lavorato per anni in Germania in modo da assicurare una vita serena alla moglie Olena e al figlio adolescente Nazar. Quando torna al paese natale nella Bucovina, regione ucraina dei Carpazi ai confini con la Romania, vuole solo una vita tranquilla con i suoi famigliari. Ma Nazar provoca un incendio nella chiesa locale, e per pagare i danni ingenti che ne derivano (fra cui l'incenerimento di alcuni documenti preziosi per lo stesso Pamfir), ed evitare a suo figlio conseguenze giudiziarie, il padre rimane coinvolto nel contrabbando, principale fonte di reddito della zona, e viene a patti con la mafia locale. Da quel momento scenderà sempre più a fondo in una spirale di compromessi e illegalità in nome dell'amore incondizionato che prova per la sua famiglia e del desiderio di proteggerla a qualsiasi costo.
Il giuramento di Pamfir è il lungometraggio di esordio del regista ucraino Dmytro Sukholytkyy-Sobchuk, che in precedenza aveva firmato alcuni corti documentari, uno dei quali ambientato durante il carnevale di Malanka, quando gli abitanti si travestono con costumi che richiamano la natura animale degli esseri umani.
Anche Pamfir vuole partecipare ai festeggiamenti, e la sua progressiva resa all'aspetto belluino è evocata proprio da quella festività pagana e trasgressiva. La sua però è la via crucis di un Giobbe contemporaneo votato alla fatica e al sacrificio personale, e Oleksandr Yatsentyuk, l'attore che interpreta Pamfir, è al centro di ogni scena (mentre è destinato a rimanere ai margini della sua comunità), intento a portare sulle spalle il peso del (suo) mondo.
La scelta di utilizzare continui piani sequenza è un modo per il regista di farci immedesimare nella mancanza di scelta che condiziona le azioni di Pamfir, e per farci precipitare da un piano sequenza all'altro così come il protagonista frana lungo il corso di eventi che non riesce più a controllare. Anche l'alternanza fra generi cinematografici diversi fa parte dello straniamento che lo spettatore è chiamato a condividere con il protagonista, mentre la palette di colori intensi colloca il film più nella tradizione pittorica che in quella cinematografica ucraina: una distanza accentuata dal fatto che il film non ha niente a che vedere con la guerra attuale, che viene citata en passant, come una realtà geograficamente lontana e personalmente irrilevante.
Pamfir appare come il prodotto di una comunità arretrata e controllata dalla piccola criminalità che da un lato gli è diventata estranea, avendo trascorso molti anni all'estero, dall'altra esercita un richiamo ancestrale nel desiderio di recuperare quel senso di appartenenza sacrificato in nome del benessere della famiglia.
Quella di Pamfir è una fatica dii Sisifo, e Yatsentyuk la interpreta fisicamente ed emotivamente in modo molto convincente. Anche per lo spettatore Il giuramento di Pamfir può risultare a tratti faticoso, ma è uno sforzo premiato dalla coerenza narrativa di questa storia di resistenza umana animata esclusivamente dall'amore per i propri cari e dalla devozione ad un'etica famigliare che fa parte tanto della tradizione ucraina quanto dell'indole leale del protagonista.
Drammatico film realista ucraino di un esordiente Dmytro Sukholytkyy Sobchuk sulla sconsolante e deprimente vita di confine con la Romania di un piccolo villaggio di contadini che arrotondano con il contrabbando per tirare a campare. Alcune scene richiamano alla mente la vita miserrima dei nostri connazionali nel dopoguerra soprattutto al sud ed il nostro cinema neorealista e nulla sembra cambiato [...] Vai alla recensione »
E allora è utile chiedere ad altri dei, quelli pagani, che sono demoni animali, scatenati durante il carnevale. Sotto quelle maschere, e mantelli di fieno, ci sono però gli uomini, chi domina e chi invece deve resistere, ogni giorno, per andare avanti. Contro tutti, Dei e umani. Il giuramento di Pamfir è una storia di resistenza che respira l'epico e racconta invece il piccolo.