| Anno | 2022 |
| Genere | Drammatico, Thriller |
| Produzione | Italia |
| Durata | 81 minuti |
| Regia di | Massimiliano Russo |
| Attori | Paola Roccuzzo, Monique Cynthia Brown, Sean Cronin, Massimiliano Russo Nicola Diodati, Jan Freygang, John Wonnacott, Lorenzo Faletti, Mansour Gueye Jr., Luis Renzi, Mike Ciporkin, Albie Robles, Hope Fennig, Giuseppe Leonardi, Eric Holzschuh, Giuseppe Governali, James Clark Reynolds, Pietro Saraceno, Simone Maugeri, Eugenio Patané, Olivia Clarke, Alessandro Panciera, Alessandro Rocca, Simonetta Saraceno, Federica Scandurra, Terry McDaid, Irina Teodora Marculescu, Gavin Bennett, Valeria Nicotra. |
| Uscita | lunedì 13 febbraio 2023 |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 19 settembre 2022
Un film che stimola quesiti su quanto rappresentato e sulla presunta realtà che vi sta dietro. In Italia al Box Office Altavoce ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 3,3 mila euro e 2,3 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Quattro persone - due uomini e due donne - vestite in abiti ottocenteschi si ritrovano legate e imbavagliate, ciascuna in una stanza di un lussuoso palazzo dall'arredamento in linea con il loro vestiario. Le persone sembrano confuse, si chiedono cosa ci fanno lì, pensano alla morte, a questioni filosofiche. Riflettono su loro stessi e sul mondo. Una delle voci fuori campo dei personaggi appartiene, si scopre, allo sceneggiatore del film che decide di cambiare ambientazioni e storie. Gli stessi personaggi sono quindi al centro di vicende contemporanee di vario genere: una donna fa la cameriera in un locale e si trova oggetto delle attenzioni di uno stalker; l'altra donna si ritrova costretta nel giro della prostituzione; un uomo fa il poliziotto e assiste a un esempio di brutalità dei suoi colleghi; l'altro uomo si lega a una donna in un rapporto segnato dalla dipendenza dalla droga.
Raffinato affresco esistenziale articolato in un prologo, in un epilogo e in quattro brevi storie sfuggenti ed evocative, anche se profondamente radicate nell'attualità della nostra società e in particolare nel rapporto con la violenza di svariati tipi che in essa alberga.
Si tratta di un film ricco di fascino che, oltre a presentare interessanti notazioni psicologiche sul rapporto dell'individuo con se stesso e con gli altri, svolge anche un'interessante riflessione sul ruolo dell'autore in rapporto a ciò che crea, ai suoi personaggi e al ruolo che anch'essi svolgono nei suoi confronti. Forse a tratti appesantito da qualche eccesso di verbosità, il film è comunque carico di mistero e attento nello svolgere le molteplici sfaccettature dei suoi racconti e nel portare avanti le vicende dei vari personaggi.
L'aspetto metacinematografico è persistente e suggestivo: ci viene ricordato più volte, anche con riferimento ai minuti esatti della pellicola, che stiamo assistendo a uno spettacolo cinematografico e questo induce considerazioni e riflessioni non banali. L'utilizzo in alcuni momenti, soprattutto in uno dei racconti, degli stilemi del thriller è fatto non tanto per stimolare una suspense esteriore, quanto per cogliere gli aspetti interiori del personaggio protagonista che continua a interrogarsi su ciò che avviene e sul significato che può attribuirvi in rapporto alla sua esistenza.
Allo stesso modo, l'utilizzo a fini emblematici di una situazione che rimanda a un famoso caso di sopraffazione da parte delle forze dell'ordine, oltre a fungere da richiamo di quella situazione a fini etici e di condanna, serve soprattutto a stimolare le accorate considerazioni da parte del protagonista di quel segmento narrativo che si trova, nei panni di un poliziotto, ad assistere alla brutalità dei colleghi, spinto a intervenire per fermarla, ma in sostanza incapace di farlo e costretto a meditare su se stesso e sulla sua esistenza.
Massimiliano Russo, alla sua seconda regia dopo Transfert, crea un'atmosfera sospesa e densa di significati e riferimenti, ben sostenuta da immagini raffinate, caratterizzate da una grande cura compositiva e da un'apprezzabile originalità concettuale. Efficace anche l'apporto di un cast intenso e sensibile.
Quattro storie e un autore, voce narrante di un'umanità in cerca di senso nella realtà quotidiana. Due donne e due uomini, all'inizio prigionieri nelle stanze della mente del loro narratore, che poi li libera sul foglio bianco della sua sceneggiatura, affidandole al loro destino: una "stalkerata" nel gioco serva/padrone, l'altra in un sordido giro, uno in divisa partecipe di un abuso come quello subito [...] Vai alla recensione »
Altavoce racconta quattro storie, che trattano diversi tipi di violenza: violenza affettiva, violenza sul lavoro, violenza di genere e violenza razziale. Apparentemente dissimili tra loro, sono legate nella trama del thriller psicologico meta-cinematografico, che mostra come siano unite dalla stessa matrice esistenziale. In un lussuoso palazzo ottocentesco quattro persone si ritrovano imbavagliate [...] Vai alla recensione »