L'Arminuta

Film 2021 | Drammatico, +13

Anno2021
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Regia diGiuseppe Bonito
AttoriSofia Fiore, Carlotta De Leonardis, Vanessa Scalera, Fabrizio Ferracane Elena Lietti, Andrea Fuorto.
Uscitagiovedì 21 ottobre 2021
TagDa vedere 2021
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,45 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Giuseppe Bonito. Un film Da vedere 2021 con Sofia Fiore, Carlotta De Leonardis, Vanessa Scalera, Fabrizio Ferracane. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2021, Uscita cinema giovedì 21 ottobre 2021 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,45 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 21 ottobre 2021

Una ragazzina di tredici anni che tutti chiamano l'Arminuta scopre di non essere la figlia delle persone con cui è cresciuta e viene restituita alla sua vera famiglia. Il film ha ottenuto 4 candidature ai Nastri d'Argento, 3 candidature e vinto un premio ai David di Donatello, In Italia al Box Office L'Arminuta ha incassato 594 mila euro .

Passaggio in TV
venerdì 27 marzo 2026 ore 11,25 su SKYCINEMADRAMA

Consigliato sì!
3,45/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 2,97
PUBBLICO 3,39
CONSIGLIATO SÌ
Dal romanzo bestseller, un film che sa emozionare e far riflettere, lavorando sugli sguardi, i gesti, i silenzi.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 15 ottobre 2021
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 15 ottobre 2021

Estate 1975. Una tredicenne diventa, senza che nessuno chieda il suo consenso, "l'arminuta" cioè la ritornata. Fa cioè ritorno a una famiglia biologica di cui non sapeva nulla. Passa da un'agiata esistenza piccolo borghese a una vita nelle campagne abruzzesi in cui regnano la povertà e la mancanza di cultura.

Giuseppe Bonito prosegue con rigore e con grande efficacia il suo percorso di indagine sulle dinamiche familiari.

Dopo il convincente esordio con Pulce non c'è e il film tratto dal monologo di Mattia Torre Figli si confronta ora con il romanzo vincitore del Premio Campiello scritto da Donatella Di Pietrantonio. Non è necessario averlo però letto per apprezzare questo film che, a partire dal casting con in primis le due giovanissime protagoniste, può godere di un'eccellente vita autonoma.

Perché Bonito sa costruire la narrazione intersecando con maestria due piani. Chi quegli anni li ha vissuti può infatti ritrovare il clima sociale di un'Italia che dopo il boom economico degli anni '60 viaggia a due velocità. La borghesia piccola e media ha trovato un suo assestamento economico in gran parte con l'urbanizzazione mentre in ambito rurale, in alcune aree del Paese, persiste una pesante arretratezza.

È su questa base che si sviluppa la vicenda dell'arminuta che al contempo si radica in quella realtà ma si estende anche a condizioni e costrizioni che purtroppo sussistono nel presente.

Troppi minori ancora oggi vengono spostati "come pacchi", come dice la protagonista, da una famiglia biologica ad un affido per poi magari passare ad un altro per poi fare ritorno al nucleo originario. Nel film di Bonito succede per decisioni prese all'epoca in sede privata; oggi, talvolta, per sentenze che di tutto tengono conto tranne che della condizione psicologica di coloro che ne sono oggetto.

Bonito sa come far emergere le sensibilità ferite lavorando più sugli sguardi, i gesti e i silenzi che sulle parole. Per ottenere il risultato opera sulla linea femminile. L'arminuta, la sorellina Adriana, la madre biologica e quella che l'ha cresciuta vivono tutte condizioni in cui la deprivazione si manifesta con modi e tempi diversi ma con la stessa capacità di ferire nel profondo senza però riuscire ad annullare un intimo bisogno di comprensione reciproca.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Dal romanzo vincitore del Premio Campiello 2017.
Overview di a cura della redazione
giovedì 7 ottobre 2021

Tratto dal romanzo bestseller di Donatella Di Pietrantonio vincitore del Premio Campiello 2017. Estate 1975. Una ragazzina di tredici anni viene restituita alla famiglia cui non sapeva di appartenere. All'improvviso perde tutto della sua vita precedente: una casa confortevole e l'affetto esclusivo riservato a chi è figlio unico venendo catapultata in un mondo estraneo.

Tutti i film da € 1 al mese

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 25 ottobre 2021
FabioFeli

“Arminuta” in dialetto abruzzese significa rivenuta, ritornata. Anni ‘70: una ragazzina di 13 anni (Sofia Fiore), di famiglia medio borghese, figlia di un carabiniere, da Pescara viene accompagnata in auto ad un casale di campagna tra oche schiamazzanti con una unica spiegazione: - E’ la tua vera famiglia, tuo padre, tua madre, i tuoi fratelli, ti vogliono bene … E [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
giovedì 21 ottobre 2021
Giovanni Bogani

Delle oche. Un casolare di campagna disadorno, cadente. Una 500 rossa arrugginita nel cortile. Un’Alfetta bordeaux che arriva. Ne escono una ragazza dai capelli rossi, ferma e bianca come un burattino di pezza, e un uomo con i baffi e un borsello di cuoio, di quelli che si portavano negli anni ’70. 

L’uomo accompagna la ragazza in una cucina, dove una donna in vestaglia ha l’aria di aver visto già tutto, di aver già tutto sofferto. L’aria di chi ha da tempo spento in sé ogni sorriso. Con lei, in quella cucina, una bimba in canottiera ne tiene in collo un’altra, piccolissima. 

Entriamo in un mondo che ha i livori, i silenzi, l’odore di una infinita sconfitta. Entriamo, insieme alla ragazzina, in un Medioevo prossimo scorso, in cui lei viene scaricata come un pacco postale, da una famiglia borghese a quel grumo di desolazione. Capiremo, lentamente, perché. 

Inizia così L’Arminuta, unico film italiano in selezione ufficiale alla Festa del cinema di Roma. Tratto dal romanzo di Donatella Di Pietrantonio, che nel 2017 ha vinto il premio Campiello, e diretto da Giuseppe Bonito, regista che ai figli, alle loro sofferenze, ai loro difficili equilibri psicologici – e a quelli dei loro genitori – ha dedicato gli altri suoi due film, Pulce non c’è e Figli, nel quale porta a compimento l’ultimo progetto di Mattia Torre, con cui aveva lavorato in Boris e che aveva affidato il film tratto da un suo monologo, mentre la malattia stava iniziando a travolgerlo. 

“L’arminuta” significa, in dialetto abruzzese, la “rimandata”, la “ritornata”: la “rivenuta”. Tornata da dove? Da un’altra famiglia, da un altro mondo, dalla città, Pescara. Da una famiglia a cui era stata data in adozione, e che misteriosamente la ha rispedita da dove era venuta. E lei a interrogarsi se ha commesso qualche colpa. “Che cosa ho fatto di male?”. 

Non capire. Non sapere perché siamo qui e non lì, non capire perché siamo strappati a un mondo e abbandonati in un altro. Tutto questo sta negli occhi grandi, di colore indefinito, della ragazzina dai capelli rossi. Sta negli interni disadorni, nella campagna livida del film, che ricorda per certi aspetti il mondo visto ne Le meraviglie di Alice Rohrwacher. Ma qui non ci sono entusiasmi, gioia. Ci sono solo un padre e una madre sfiniti. Una nidiata di figli cui si aggiunge questa strana creatura venuta da un altro pianeta. E in un lampo viene in mente il primo film di Jane Campion, Un angelo alla mia tavola, in cui una ragazza dai capelli rosi, figlia di contadini, solitaria e insicura, si rifugiava nella scrittura, lontano da un mondo che non la capiva e che lei non capiva. 

Il film di Giuseppe Bonito procede senza voler mai spiegare troppo, procede come per incisioni nello spessore del tempo vissuto dalla bambina. Silenzi opprimenti a tavola. Un padre che, senza parlare, massacra di botte uno dei figli. Schiaffi e scapaccioni usati da tutti come una forma preistorica di comunicazione. Le parole, quasi un lusso da ricchi. Le parole, da dirsi sottovoce. Parole che ogni tanto escono, quasi irreali, nel silenzio, senza che ci sia mai un vero dialogo. 

Poche parole, anche poche musiche nel film. Soltanto in rari momenti Bonito si concede di raccontare gioie furtive, brevi momenti di armonia. Una giostra ambulante, quei seggiolini appesi con una catena d’acciaio, seggiolini con cui la ragazzina dai capelli rossi impara a volare. Una musica straniante, e gli occhi di lei, aperti, mentre respira atomi di felicità. O il momento in cui, nel buio, nella notte che non ha luci accese, non ha baci della buonanotte, non ha favole raccontate ai figli, qualcosa accade. Qualcosa di inaspettato, che sa di proibito. 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 9 novembre 2021
Raffaele Meale
Quinlan

«Ero l'Arminuta, la ritornata. Parlavo un'altra lingua e non sapevo più a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza». Le parole di Donatella Di Pietrantonio centrano in poche righe il senso di un'esistenza eradicata, strappata alla sua natura proprio per essere [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
lunedì 18 ottobre 2021
 

Tratto dall’omonimo libro di Donatella Di Pietrantonio, in concorso alla Festa del Cinema di Roma e dal 21 ottobre in sala. Guarda la scena »

FESTA DI ROMA
venerdì 15 ottobre 2021
Giancarlo Zappoli

Dal romanzo bestseller di Donatella di Pietrantonio. Presentato alla Festa del Cinema di Roma e dal 21 ottobre al cinema. Vai all'articolo »

NEWS
giovedì 7 ottobre 2021
 

Dal romanzo di Donatella Di Pietrantonio, la storia di una tredicenne che scopre di non essere la figlia delle persone con cui è cresciuta. Vai all'articolo »

FESTA DI ROMA
mercoledì 6 ottobre 2021
Paola Casella

L’evento che si terrà dal 14 al 24 ottobre presenta una selezione da Paesi inediti senza dimenticare il cinema pop italiano. Vai all’articolo »

TRAILER
venerdì 1 ottobre 2021
 

Regia di Giuseppe Bonito. Un film con Sofia Fiore, Vanessa Scalera, Fabrizio Ferracane, Elena Lietti, Carlotta De Leonardis. Da giovedì 21 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
martedì 13 ottobre 2020
 

Il romanzo, ambientato negli anni settanta in un Abruzzo luminoso, ruvido e dolente, racconta la storia di una ragazzina di tredici anni che tutti chiamano l'Arminuta (in dialetto abruzzese significa la ritornata) che da un giorno all'altro scopre di [...]

winner
miglior scenegg.ra non origin.
David di Donatello
2022
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