| Titolo originale | Golda |
| Anno | 2023 |
| Genere | Biografico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Guy Nattiv |
| Attori | Helen Mirren, Ed Stoppard, Dominic Mafham, Lior Ashkenazi, Emma Davies Dvir Benedek, Rotem Keinan, Rami Heuberger, Henry Goodman, Jonathan Tafler, Ellie Piercy, Mark Fleischmann, Daniel Ben Zenou, Liev Schreiber, Ohad Knoller. |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 2,27 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 21 febbraio 2023
Biopic su Golda Meir, l'unica donna ad aver ottenuto l'incarico di primo ministro nella storia di Israele. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Al Box Office Usa Golda ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 4,7 milioni di dollari e 1,7 milioni di dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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L'invasione del suolo israeliano da parte di Egitto e Siria, che scatenerà la guerra dello Yom Kippur, coglie impreparato, nell'ottobre del 1973, il paese intero oltre che il primo ministro Golda Meir, già alle prese con una malattia grave e segreta. Le perdite dell'esercito sono numerose ma non sfuggono al taccuino del capo di stato, che ne sente la responsabilità fino all'ultimo uomo mentre cerca di navigare un conflitto che rischia di mettere in ginocchio il paese e i rapporti esterni con gli Stati Uniti.
Nello stile di L'ora più buia e del suo ritratto concentrato sulla gestione di un'emergenza bellica, Golda punta a fare per l'anziana leader israeliana ciò che il film di Joe Wright faceva per Winston Churchill.
Il regista Guy Nattiv deve però destreggiarsi con un personaggio non altrettanto iconico, e soprattutto con un tema spinoso e controverso, agli antipodi della moralità assoluta con cui oggi guardiamo alla seconda guerra mondiale.
Da una parte, quindi, questo biopic dalle ambizioni mainstream è chiamato a tracciare con poche pennellate il profilo di una donna sicuramente affascinante, già anziana e malata, dallo spirito forte e thatcheriano. Fragile fisicamente e circondata da uomini - generali, spie e ministri - mai del tutto efficaci, la Golda Meir di Helen Mirren sotto forti dosi di trucco è dotata di un senso dello stato che la obbliga a caricarsi sulle spalle ogni responsabilità politica e militare, oltre alla colpa di ogni soldato israeliano caduto in battaglia.
Un ritratto che segue una traccia piuttosto convenzionale, fatta di maternità simbolica, spirito di sacrificio e soluzioni narrative ripetute come quella dello scontro militare vissuto attraverso il prisma penitenziale della "war room", che con varie soluzioni espressioniste si distorce nel suono e nella visione per assicurarci della sofferenza filtrata della protagonista.
Pur elementare e poco ispirato, il risultato sarebbe passabile se non fosse per l'inadeguatezza ad accogliere le enormi questioni che ogni trattazione del conflitto arabo-israeliano si porta dietro. Isolare il quarto conflitto come se fosse possibile farne una guerra a sè stante - buona per celebrare la figura di un leader di un paese come Israele - vuol dire troncare di netto il periodo che ha portato all'invasione e appiattire le brutali contraddizioni di interi decenni, nonché far suonare grottescamente insincera la coda del film sull'inizio dei negoziati di pace. Se centrare la profondità richiesta dal contesto è missione ardua per chiunque, forzarlo sullo sfondo di un film biografico dai toni popolari come questo sfiora il cattivo gusto.
Il 6 ottobre del 1973, giorno della festa ebraica di Yom Kippur, gli eserciti di Egitto e Siria attraversarono il canale di Suez e attaccarono Israele, dando così inizio alla quarta guerra arabo-israeliana. Il film di Guy Nattiv racconta i 20 giorni successivi (durante i quali si sviluppò e si concluse la guerra) in retrospettiva, dal punto di vista del primo ministro di Israele Golda Meir, che fu [...] Vai alla recensione »