| Anno | 2020 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Ludovico Di Martino |
| Attori | Fabrizio Gifuni, Lino Musella, Monica Piseddu, Emanuele Linfatti, Andrea Pennacchi Giada Gagliardi, Matteo Berardinelli, Andrei Nova, Giacomo Colavito, Gianmarco Vettori. |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,47 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 20 maggio 2024
Un reduce di guerra cupo e solitario che si trasformerà, per amore, in un vero nemico pubblico. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento,
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CONSIGLIATO NÌ
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Il Capitano dell'Esercito Leonida Riva ha affrontato conflitti in Somalia, Iraq, Bosnia, Rwanda, Afghanistan, è stato catturato e torturato, e una volta tornato a casa è diventato un estraneo per la sua famiglia, imbottito di farmaci e infuriato col mondo. Il soprannome di Bestia gli si addice e solo Teresa, la sua bambina di sei anni, gli corre ancora incontro, mentre gli altri - compresi la moglie Angela e il figlio maggiore Matteo - se ne tengono a distanza. Ma quando Teresa scompare la Bestia entra in azione, e tutto ciò che ha imparato durante quelle missioni dalle quali non riesce più a staccarsi tornerà utile per cercarla.
La Belva fa parte di quel filone internazionale che vede al centro della scena un vendicatore: un uomo che, davanti ad una minaccia alla propria famiglia, tira fuori tutta la sua grinta - per intenderci, il ruolo interpretato spesso nel cinema recente da Liam Neeson. Inoltre la Bestia è un ex militare con la sindrome da Hurt Locker, incapace di reinserirsi nella normalità, ma determinato a vegliare su quella dei suoi cari.
Fabrizio Gifuni si cala nella parte anima e corpo, un corpo trasformato per l'occasione in ipermuscoloso e massiccio. L'interpretazione di Gifuni è il principale motivo di interesse e di soddisfazione del film, perché non si limita alla fisicità ma lascia intuire un vissuto doloroso e complesso che va molto oltre la richiesta del copione. Quello della Bestia è un ruolo quasi muto, e il peso dell'esperienza è un gravame visibile sulle sue spalle. Il cast intorno a lui invece è squilibrato: da un lato maschere efficaci come Lino Musella nei panni del vicequestore che indaga sulla scomparsa della piccola Teresa e Andrea Pennacchi in quelli di un supercriminale soprannominato Mozart; dall'altro interpreti che faticano a lasciare un segno in ruoli appena accennati (Mattia e Angela) o che estremizzano le loro caratterizzazioni in modo eccessivo, anche per un film di genere.
È proprio il genere il punto di forza e al contempo di debolezza del film diretto da Ludovico Di Martino. Perché se da un lato il regista, anche coautore del soggetto e della sceneggiatura con Claudia De Angelis e Nicola Ravera Rafaele (Andrea Paris figura solo fra gli autori del soggetto), ne conosce bene i codici e li applica in maniera molto professionale, dall'altro vi aderisce acriticamente senza aggiungere nulla di nuovo, o di specificamente italiano: non basta ambientare la storia in non luoghi per prescindere dal fatto che i suoi personaggi, volenti o nolenti, appartengono alla nostra cultura. La Belva risulta dunque un action movie efficace ma senza una sua identità distintiva. Dal lato positivo invece ci sono l'ottimo lavoro di coreografia (con qualche occasionale "vuoto" di troppo) dello stunt coordinator Emiliano Novelli e un ancor migliore lavoro di sound design di Matteo Persico (il mix è di Damiano Silva e il suono in presa diretta di Denny De Angelis), una fotografia e un montaggio di livello (di Luca Esposito e Francesco Loffredo), e una bella abilità nel far apparire improvvisamente in scena la Belva come un guerriero ninja. Ma l'àncora del film resta l'interpretazione di Gifuni: se la sceneggiatura e il resto del cast avessero mantenuto il suo livello di profondità e precisione La Belva sarebbe uscito dall'anonimato e avrebbe trovato la sua dimensione glocal.
Leonida Riva ha prestato servizio in guerra ( egli è infatti un veterano del 9° reggimento incursori Col Moschin ) , tuttavia, egli è affetto da disturbo da stress post-traumatico, motivo per cui assume degli psicofarmaci ed ha un rapporto distaccato con la sua famiglia, in particolar modo con il figlio maggiore Mattia , e , purtroppo, a causa della sua disattenzion [...] Vai alla recensione »
Non è scontato, quando capita, di vedere un film italiano che riesca a mantenersi dentro i binari del genere puro, anche se derivativo, inverosimile e con i caratteri dei personaggi rifiniti con l'accetta. La belva di Ludovico Di Martino si basa su una storia esile. Non c'è nulla da capire, a parte la violenza, la solitudine, la vendetta. Su questo piano il film funziona, ha ritmo e una certa audacia. [...] Vai alla recensione »