| Titolo originale | Aline |
| Anno | 2020 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Canada, Francia |
| Durata | 128 minuti |
| Regia di | Valérie Lemercier |
| Attori | Valérie Lemercier, Sylvain Marcel, Danielle Fichaud, Roc LaFortune, Antoine Vézina Pascale Desrochers, Jean-Noël Brouté, Alain Zouvi, Marc Béland, Yves Jacques, Rebecca Potok, Stéphan Wojtowicz, Paul Preston, Agathe De La Boulaye, Carole Weyers, Marc Amyot, Michel Drucker. |
| Uscita | giovedì 20 gennaio 2022 |
| Tag | Da vedere 2020 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,13 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 28 gennaio 2022
La storia di Aline e del suo talento canoro. Il film ha ottenuto 10 candidature e vinto un premio ai Cesar, 1 candidatura a Lumiere Awards, In Italia al Box Office Aline - La voce dell'amore ha incassato 264 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Da qualche parte in Québec alla fine degli anni Sessanta nasce Aline, quattordicesima figlia dei Dieu. Coniugi generosi e prolifici, Sylvette e Anglomard amano la musica che in casa regna sovrana come la voce d'oro di Aline. Ancora immatura ma già prodigiosa, incanta amici e parenti ai matrimoni e a qualsiasi altra cerimonia offra l'occasione di esibirla. Ma un giorno, uno dei tanti fratelli di Aline decide di fare sul serio spedendo una musicassetta al produttore musicale Guy-Claude Kamar. Esaltato e galvanizzato dalla sua voce, ne farà la cantante più grande del mondo.
C'è una sequenza nel film di Valérie Lemercier che riassume alla perfezione il suo concetto e il suo paradosso. Nell'ufficio di Guy-Claude Kamar, l'impresario musicale si rivolge alla futura star del pop chiamandola Céline, "Aline!", lo corregge prontamente la madre della giovane promessa. Il lapsus gioca con lo spettatore, invertendo nomi e identità.
L'ascesa folgorante e gli strass, la voce e la silhouette, tutto lascia pensare a un biopic su Céline Dion ma Aline ci ricorda che quello a cui stiamo assistendo è una rappresentazione, una biografia alternativa e immaginaria della diva québécoise. Poi il film rilancia qualche scena dopo con un altro segno di intesa: sulla cover di un disco la canzone "La voix du Bon Dieu" (traccia faro dell'album d'esordio della cantante canadese) è diventata "La voix du Bon Dion". Un modo esplicito per dire che un biopic è sempre la riscrittura di una storia e di una vita.
Valérie Lemercier utilizza abilmente e con molta fantasia i principali codici del genere: la somiglianza con la star, l'appropriazione del gesto scenico, il racconto cronologico (dall'infanzia alla gloria), la selezione del repertorio, i momenti memorabili della carriera (la vittoria all'Eurovision Song Contest e l'Oscar per "My Heart Will Go On"). Difficile distinguere il vero dal falso ma poco importa perché Aline è un grande film popolare che interroga un mito pop dispiegando una riflessione metafisica sul cinema e sull'eternità. Valérie Lemercier vola alta e sposta più avanti il genere, cortocircuitando la realtà e portando il 'numero da fantasista' a un punto di incandescenza.
Il film, ispirato a Céline Dion, genera un personaggio fittizio, fin dalla voce che è quella limpida e potente di Victoria Sio, per cogliere meglio la traiettoria del suo modello e della sua energia motrice. Aline ha di fatto una spinta che lo muove, è attraversato da una vitalità, da una passione per il suo soggetto, per i suoi personaggi e per i suoi attori, tutti quebecchesi (Danielle Fichaud, Sylvain Marcel, Roc Lafortune, Antoine Vézina e Pascale Desrochers) e formidabili. Al centro c'è il corpo flessibile e polivalente di Valérie Lemercier in risonanza profonda con la sincerità di Céline Dion, tanto nell'esercizio della sua arte quanto nella relazione coi media. Come se l'attrice-autrice avesse stretto un patto segreto con la star, un'intesa subliminale che le permette di esprimere emozioni intime dentro la dismisura dello show business.
E proprio lì, tra intimità e spettacolarizzazione, tra piccolo e grande, tra vita ordinaria e bigger than life, dimora il successo di questo film eccentrico che provoca fascinazione e vertigine. L'idea geniale (e decisamente singolare) è che l'attrice incarna Aline a tutte le età, imita l'originale ma è sempre identificabile. Grazie agli effetti speciali, mescola le frontiere tra artificio e corpo reale. Il volto di Valérie Lemercier, ringiovanito digitalmente, è innestato sul fisico di una bambina e poi di un'adolescente con risultati 'mostruosi' ma nel senso etimologico, ovvero che mostrano e attirano l'attenzione con un risultato superiore alla comune misura.
Prodigio all'opera, Aline provoca lo sguardo dello spettatore, invitandolo a superare lo choc iniziale e a imbarcarsi in un viaggio pop, una traversata epica come il Titanic. Ma Aline arriva in porto navigando euforico sulle acque insidiose del film biografico, della success story, del romance e della favola. La performance di Valérie Lemercier non ha niente a che vedere con gli abituali e svilenti travestimenti (e travisamenti) dei recenti biopic (Bohemian Rhapsody su tutti). L'attrice non ricalca, incalza ed è incalzata dal suo personaggio, flirtando col ridicolo ma restandone sempre al di qua, eludendo qualsiasi cliché a colpi di sincerità disarmante. Le hit familiari irrigano il film, mettono in luce i personaggi e illuminano il palcoscenico di Las Vegas come il talamo privato. Privato reinventato con garbo e tocco risolutamente vintage. In fusione d'amore col suo idolo, Valérie Lemercier firma una dichiarazione di ammirazione definitiva. "You're here in my heart and my heart will go on...".
... questi film che sono biografie ma con dentro anche tante cose mai successe, o sucesse diversamente, i pesonaggi che sì, ovviamente sono 'loro', ma poi anche no, non si può dire che sono loro. Insomma, o è una biografia o non lo è. Il problema è che quando un film (qualsiasi film) si 'ispira' così platealmente a personaggi e vicende ovviamente [...] Vai alla recensione »
Tra i biopic musicali che hanno recentemente raggiunto le nostre sale, questo Aline - La voce dell'amore, biografia filmata di Céline Dion, è quello che mostra probabilmente una struttura narrativa più classica. Forse, a ben vedere, l'unica possibile per narrare un personaggio come quello di Céline - qui trasformata in Aline Dieu, ma resa in modo piuttosto fedele sia nella fisicità che, ovviamente, [...] Vai alla recensione »