| Titolo originale | Spiral Farm |
| Anno | 2019 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA, Italia |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Alec Tibaldi |
| Attori | Piper De Palma, Sara Anne, Landen Beattie, Cosimo Fusco, Jade Fusco Kayleigh Gilbert, Teo Halm, Amanda Plummer, Akuyoe Graham, Ken Schneider, Ed Norwood, David C. Eichhorn. |
| MYmonetro | 2,79 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 5 luglio 2019
Due estranei cambiano il modo di vedere di una ragazza.
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CONSIGLIATO SÌ
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Anahita ha 17 anni e vive in compagnia della famiglia in una comune, un ambiente dal carattere anticonvenzionale ma al tempo stesso sicuro e confortevole, quantomeno in confronto alla grande città più vicina, da cui sua madre Dianic cerca di tenerla lontana. Anahita ha anche una sorella più grande e con più esperienza urbana, Sahaja, del cui figlio Ocean aiuta a prendersi cura durante le sue assenze. Il desiderio di Anahita di diventare una ballerina prende forma grazie all’incoraggiamento di un partner della madre, Maurizio, e di suo figlio Theo, il cui arrivo smuove qualcosa nella sommessa esistenza della ragazza. Una gita in città per sostenere un provino sarà solo il primo passo per testare le acque dell’età adulta.
Una delicata storia coming of age, osservata con pudore e raccontata così vicino alla pelle da sentirne il calore.
Esordio alla regia di Alec Tibaldi che con stile naturalistico disegna un bozzetto lieve, quasi inconsistente, di una famiglia disfunzionale ma profondamente radicata nel suo luogo e nelle proprie abitudini. Proprio la contrapposizione tra la comune e la città fornisce la traccia più importante del film, separando l’equilibrio dal turbamento, la certezza dal rischio. Perfino il modello matriarcale della famiglia è improntato alla conservazione e al rimestamento, con Dianic e Sahaja che a volte sembrano confondere l’istinto di protezione per Anahita con l’impulso ad annullarne il desiderio. Il ruolo più sovversivo ricade dunque sugli uomini, figure periferiche che rappresentano sfida, passione ed emozioni a tutte le età. Piper De Palma, figlia d’arte, assorbe tutti i rovesciamenti di questo strano mondo in una performance idiosincratica e guardinga, come a sottrarsi da una macchina da presa che le danza attorno cercando una via d’entrata.
Pur molto giovane e appena agli inizi, Tibaldi rivela a tratti uno sguardo sull’animo umano non banale, in particolare nelle sequenze di esplorazione cittadina tra i due ragazzi e in una scena di seduzione pre-finale stracolma di fraterna malizia. A lui il compito di gettarlo su materiali maggiormente sviluppati.