| Titolo originale | L'Extraordinaire voyage de Marona |
| Titolo internazionale | Marona's Fantastic Tale |
| Anno | 2019 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | Romania, Francia, Belgio |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | Anca Damian |
| Attori | Lizzie Brocheré, Bruno Salomone, Thierry Hancisse, Nathalie Boutefeu, Shirelle Mai-Yvart Maïra Schmitt, Ryan Nicolls, Marc Thompson, Tara Platt, Kim Strauss, Lynn Norris, Michael Sinterniklaas, Barbara Goodson, Stephanie Sheh, Georges Claisse, Etienne Guillou-Kervern, Olimpia Melinte, Annie Mercier, Valerie Stellar, Isabelle Vitari. |
| Uscita | giovedì 2 dicembre 2021 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | Wanted |
| MYmonetro | 3,34 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 30 novembre 2021
Marona, alla fine dei suoi giorni da cane, riflette sui momenti che ha amato incondizionatamente. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, 2 candidature a Lumiere Awards, In Italia al Box Office La mia fantastica vita da cane ha incassato 4,5 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Quando è nata, la sua mamma l'ha chiamata Nove, perché era la nona della cucciolata. Poi è stata Ana e felice, con l'acrobata Manol, per il tempo che è durata, e poi Sara per Istvan, al cantiere edile, e infine Marona per la piccola Solange, che la considerava la sua sorellina marrone. A tutti i suoi "umani" la cagnolina ha donato se stessa, imparando la loro lingua, obbedendo alle loro richieste, anche quando estenuanti o pericolose. È stata in una soffitta sotto le stelle e chiusa dentro un armadio, nel parco, nella spazzatura o nel traffico. A volte ha salvato loro la vita, altre ha sacrificato la sua perché loro potessero inseguire liberamente i loro sogni.
È una storia d'amore, e di quelle strazianti, La mia fantastica vita da cane. L'amore di un piccolo animale per chi risponde alla sua muta richiesta di compagnia.
A queste persone, di età e di provenienze differenti, la cagnolina Marona dimostra la medesima fedeltà assoluta, e come un soldatino s'impegna a proteggerle da ogni pericolo. E in cambio non si può certo dire che ottenga la stessa dedizione, né la stessa lealtà.
Per celebrare l'eccezionalità di questa piccola creatura, la regista rumena Anca Damian ha realizzato una sinfonia visiva che parla agli occhi e al cuore, e mitiga la tristezza del racconto ("la vita mi aveva insegnato che la felicità è una pausa dal dolore") con la meraviglia del tratto animato e del colore.
Nonostante il film dipenda da cima a fondo dalla voice over di Marona, è l'aspetto visivo quello che più colpisce, e che moltiplica le storie nella storia: le emozioni della cagnolina, le tracce che fiuta, i suoi presentimenti e le sue paure si traducono graficamente in fili colorati che assumono le forme più trasformiste ed evocative. E anche il modo in cui Marona impara a memorizzare i volti dei suoi umani di riferimento, il momento, cioè, in cui divengono tali per lei, è descritto non attraverso le parole ma con il definirsi via via dei tratti somatici identitari a partire da grovigli non meglio identificati, indistinti. L'animazione del disegno, cioè, si prefigge di rendere visibile l'invisibile, superando le barriere antropocentriche e cercando un ampliamento sensoriale che riguarda anche il cinema stesso e le sue possibilità tecniche.
Mentre si scorre questa galleria senza uscite di quadri che si allungano, salgono, scendono, nascono o spariscono l'uno nell'altro, non ci si può non rammaricare che la vita tra noi bipedi non abbia riservato qualcosa di più e di meglio alla tenera protagonista. Ma il punto è tutto lì. Lei non ci giudica, ma noi non ci facciamo per niente una bella figura, e serviva il suo sguardo per vederlo meglio.
Vittima di un incidente, una piccola cagnolina racconta di una vita piena di incontri, ricordi, legami, felicità: Marona ha portato qualcosa di speciale in ognuna delle case e delle famiglie in cui ha vissuto!
Oscuro, livido, espressionista, il film inizia dalla Fine, dalla morte di Marona, cagnolina nera che la regista dota di coscienza (una voce narrante femminile) per ripercorrerne la vita, un'esistenza che può definirsi solo attraverso i padroni che ha avuto, nel suo diventare testimone silenziosa dei loro dolori e delle loro fragilità. Grazie all'attenzione profusa nel rappresentare con l'animazione [...] Vai alla recensione »