Le nostre Battaglie

Film 2018 | Drammatico, +13 98 min.

Regia di Guillaume Senez. Un film Da vedere 2018 con Romain Duris, Laure Calamy, Laetitia Dosch, Lucie Debay, Basile Grunberger. Cast completo Titolo originale: Nos batailles. Titolo internazionale: Our Struggles. Genere Drammatico, - Belgio, Francia, 2018, durata 98 minuti. Uscita cinema giovedì 7 febbraio 2019 distribuito da Parthénos. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,55 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 25 febbraio 2019

Un uomo deve affrontare l'abbandono della moglie che si allontana da lui lasciandogli la responsabilità dei figli. Il film ha ottenuto 2 candidature a Cesar, In Italia al Box Office Le nostre Battaglie ha incassato 107 mila euro .

Consigliato sì!
3,55/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,30
PUBBLICO 3,35
CONSIGLIATO SÌ
Umano e pieno di grazia, un film su lavoro e famiglia che porta Senez sulla scia dei migliori Dardenne.
Recensione di Ilaria Ravarino
giovedì 17 maggio 2018
Recensione di Ilaria Ravarino
giovedì 17 maggio 2018

Olivier lavora in fabbrica e sta considerando la possibilità di entrare nel sindacato. Ma il lavoro assorbe la maggior parte del suo tempo, e sulle spalle della moglie Laura ricade la responsabilità della vita familiare: portare a scuola i bambini, preparargli la cena, aiutarli con i compiti, metterli a dormire. Anche questo è un lavoro faticoso. Troppo faticoso forse per Laura, che lotta in segreto contro l’inizio di una depressione. La soluzione, per la donna, è una sola: scappare. Costretto a fare i conti con un quotidiano complicato dall’assenza di Laura, Olivier deve ristabilire priorità e necessità, lottando contro la rabbia nei confronti della madre dei suoi figli.

Per quali battaglie vale la pena impegnarsi? Ha senso vincere una sfida, se così facendo si perde la guerra? E ancora: abbiamo il diritto di ritirarci da quell’arena che è la vita, o dobbiamo combattere a oltranza?

Intorno a questi interrogativi gira, con un equilibrio che ricorda i migliori Dardenne, il secondo film da regista del franco-belga Guillaume Senez, alle prese con una storia di assenza, psicologica e fisica, e di lavoro che ingombra, travolge e paralizza il privato dei protagonisti.

Al centro della vicenda c’è Olivier, un magnifico Roman Duris nei panni di un operaio a capo di una squadra di lavoratori in un’azienda che ricorda da vicino Amazon. Grazie alla sua cocciutaggine, e all’impegno dei sindacalisti, il lavoro spersonalizzato della fabbrica conserva una qualità umana: l’alienazione, osserva Senez, non è più soltanto catena di montaggio, ma anche braccia meccaniche, lettori di codici, sensori. Il digitale che si impone sul materiale, l’incubo che l’efficienza semieterna della macchina sostituisca l’essere umano che si inceppa, invecchia, rallenta: si parte da qua, da un licenziamento che Olivier non riesce a impedire, per virare poi su un altra trincea, quella del privato. Perché tanto Olivier è attivo in fabbrica, e attento ai suoi colleghi, quanto il tempo che può dedicare alla famiglia diminuisce e perde di qualità.

Olivier non si accorge che la moglie sta male. Olivier non conosce veramente i suoi figli. Non sa nulla dei piccoli rituali quotidiani - la maglietta con i koala, qual è? Cosa mangiano i bambini a colazione? Quali favole raccontare? - e Senez è spietato nel raccontare con identica attenzione al dettaglio l’alienazione in fabbrica - le battaglie perse degli operai - e quella in casa - la battaglia persa di una donna contro la depressione e di un uomo contro il suo stesso orgoglio.

Eppure il film, e in questo c’è tutta la grazia dello sguardo di Senez, non affonda mai nelle paludi del patetico, nemmeno quando scava nel dolore dei bambini, né indugia nel retorico, attribuendo ai sindacalisti un ruolo fondamentale per la resistenza in fabbrica, senza negare il sacrificio che questa carriera comporta. Ciò che permette a Nos Batailles di rimanere in equilibrio, trattando con dolcezza una vicenda tanto amara, è la fiducia che la storia nutre, nonostante tutto, nel genere umano. Così come gli operai in fabbrica non sono soli, anche Olivier non è mai abbandonato a se stesso. In lotta contro il mondo del lavoro, in lotta contro i bambini che gli preferiscono la mamma, in lotta contro se stesso e i suoi errori, in lotta contro la moglie che lo ha abbandonato, Olivier sopravvive grazie all’aiuto della madre e della sorella (i dialoghi con Laetitia Dosch, figli del metodo di improvvisazione scelto dal regista, brillano per incredibile naturalezza), figure femminili accoglienti e positive che non mettono mai in questione, rifiutando persino di giudicarla, la scelta di Laura. Un tema intorno al quale, sottotesto, ruota l’interrogativo più inquietante del film: che succede a chi viene sconfitto?

L’ultima inquadratura, potentissima, è la risposta che chiunque abbia perso una battaglia desidererebbe sentirsi dire da chi ama.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 5 dicembre 2018
Laura Menesini

Film molto bello e tremendamente umano e attuale. Il protagonista lavora in un'azienda di spedizioni (tipo Amazon) dove le dimensioni e i ritmi sono allucinanti e perfino la telecamera in quei momenti accelera. Olivier  ha un buon rapporto con gli operai, ma, nonostante sia un caporeparto, non riesce ad evitare il licenziamento di chi è anziano e anche con tutti gli sforzi possibili [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 7 febbraio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

A volte, in un film dal tema e dall'impostazione apparentemente tradizionale, si vede al lavoro un regista che tratta la materia con tale eleganza e attenzione da trasformarlo in qualcosa di più. È il caso del nuovo film di Guillaume Senez, regista notevolissimo ma non abbastanza noto da noi (anche se aveva vinto il festival di Torino tre anni fa). La storia al centro di Le nostre battaglie è semplice: [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
giovedì 7 febbraio 2019
A cura della redazione

Olivier lavora in fabbrica e la responsabilità della vita familiare ricade sulla moglie Laura. Anche questo è un lavoro faticoso. Troppo faticoso forse per Laura, che un giorno decide di scappare. Costretto a fare i conti col quotidiano, Olivier dovrà [...]

TRAILER
lunedì 21 gennaio 2019
 

Olivier, un caporeparto di 39 anni, vive per lavorare ma trascura la sua famiglia. La moglie Laura decide così di allontanarsi da lui e dai suoi due figli. Olivier dovrà affrontare la sua nuova vita da padre single e non sarà per niente facile.

NEWS
martedì 15 gennaio 2019
 

Olivier, un caporeparto di 39 anni, vive per lavorare ma trascura la sua famiglia. La moglie Laura decide così di allontanarsi da lui e dai suoi due figli. Olivier dovrà affrontare la sua nuova vita da padre single e non sarà per niente facile.

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