M.I.A. - La cattiva ragazza della musica

Film 2018 | Documentario 95 min.

Titolo originaleMatangi / Maya / M.I.A.
Anno2018
GenereDocumentario
ProduzioneSri Lanka, Gran Bretagna, USA
Durata95 minuti
Al cinema28 sale cinematografiche
Regia diStephen Loveridge
AttoriMya .
Uscitadomenica 20 gennaio 2019
TagDa vedere 2018
DistribuzioneI Wonder Pictures
MYmonetro 3,10 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Stephen Loveridge. Un film Da vedere 2018 con Mya. Titolo originale: Matangi / Maya / M.I.A.. Genere Documentario - Sri Lanka, Gran Bretagna, USA, 2018, durata 95 minuti. Uscita cinema domenica 20 gennaio 2019 distribuito da I Wonder Pictures. Oggi tra i film al cinema in 28 sale cinematografiche - MYmonetro 3,10 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'avventura di Maya, dall'adolescente appena immigrata a Londra alla popstar internazionale di nome M.I.A. In Italia al Box Office M.I.A. - La cattiva ragazza della musica ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 3,6 mila euro e 1,1 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,10/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,20
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Ritratto molto controllato di una popstar politica e anticonvenzionale.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
lunedì 12 novembre 2018
Recensione di Raffaella Giancristofaro
lunedì 12 novembre 2018

Classe 1975, Mathangi Arulpragasam, internazionalmente nota come M.I.A., nel 1985 è fuggita dalla guerra civile nello Sri Lanka, paese originario dei genitori, da rifugiata. Voluta da Madonna (insieme a Nicky Minaj) per apparire insieme a lei nella performance del Super Bowl 2012, si è imposta a metà anni 2000 come la prima pop star di origine Tamil, distinguendosi come portavoce nel denunciare la situazione politica della sua terra, e attirandosi anche le critiche di "sfruttamento" delle proprie origini, come trapela da un ambiguo incontro con il "New York Times", qui documentato.

Per raccontare la propria parabola, M.I.A. - che nell'adolescenza aveva aspirazioni da documentarista, salvo poi scoprire che nella musica può esprimersi più facilmente - affida un monte di materiale video privato, che copre un arco di oltre due decadi, all'amico e compagno di scuola Steve Loveridge.

Non una scuola qualunque, ma il Central St. Martins, rinomato college di arts and design punto di riferimento dei creativi e sperimentatori di tutto il mondo.

Salita al successo mainstream per la colonna sonora di The Millionaire di Danny Boyle (2008), per il cui contributo riceve una nomination agli Oscar (nello stesso anno in cui ne ottiene un'altra per il Grammy per il singolo Paper Planes, dal secondo album Kala, 2007, prodotto dal compagno, il dj e produttore statunitense Diplo), M.I.A. si differenzia dalle sue colleghe per la capacità di applicarsi ecletticamente alle arti, dal disegno degli abiti all'ideazione delle cover dei dischi.

Figlia di Adular, leader delle Tigri Tamil, i resistenti armati che combattono l'esercito governativo nella giungla, ha fatto di quell'immaginario, anche visuale, la sua cifra, ben prima di incontrare il talento di Romain Gavras (nel 2012 premiato per fotografia e regia di "Bad Girls", dai MTV Music Video Awards. Il documentario, che procede non linearmente ma avanti e indietro nel tempo, sottolineando la difficoltà di mantenere un legame con le radici familiari, con un'operazione parzialmente analoga a Grace Jones: Bloodlight and Bami di Sophie Fiennes.

Non scorrono solo le immagini private, che rendono conto del regime repressivo srilankese, ma anche alcune terribili, di guerra, tra cui quelle, durissime, di bambini giustiziati. Il contrasto tra l'estetica povera, "rubata" di quei materiali autoprodotti in Sri Lanka e quella iper pop, smagliante di video come "Bad Girls" non è un problema, per i filmmaker. Tutto si tiene, nella filosofia do it yourself di M.I.A. e del suo regista. E chi conosce le leggi della comunicazione può evitare di diventarne vittima.

Non c'è controcampo in questo excursus provocatorio, meta, consapevole: pochi momenti musicali, rigorosamente live o home made, nessuna sfilata di teste parlanti che danno il loro parere futile o aneddotico sulla star. Qui è M.I.A. a parlare di sé, a reclamare la sua voce. Una consapevolezza che non scade mai nell'egocentrismo o nella vanità, in questo documentario estremamente controllato dalla sua protagonista. Vedere il rovesciamento della migrazione in un video come "Borders", per credere.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 20 gennaio 2019
Claudio Biazzetti
Rolling Stone

«Perché sei una popstar problematica?» chiede l'operatore a M.I.A. in un momento di pausa durante le riprese del video di Borders. «Perché non...» «Sto zitta?» interrompe lei con tono scherzoso ma con fierezza. «Perché non sto zitta e mi limito a scrivere canzoni? Se stessi zitta, finirei per diventare una tossica e forse andrei in overdose o comunque molto male.

sabato 19 gennaio 2019
Paula Frederick
Sentieri Selvaggi

M.I.A. Missing in Acton (gioco di parole tra action e Acton, un sobborgo londinense). La pop star, la bambina tamil cingalese venuta dallo Sri Lanka e cresciuta come outsider a Londra, la figlia dell'attivista tamil Arul Pragasam, la cantante hip hop che si presentò accanto a Madonna al Super Bowl, l'attivista censurata da Youtube e dal governo degli Stati Uniti.

giovedì 17 gennaio 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

Quello che doveva essere un semplice documentario su una popstar diventa nelle mani di Steve Loveridge un travolgente ritratto umano di un'artista in conflittuale rapporto con le sue origini. Tutti la conoscono come M.I.A, viene dallo Sri Lanka, e suo padre era un attivista durante la guerra civile del 1983, quando lei aveva 8 anni. Loveridge ha avuto accesso a filmini casalinghi e confessioni in cui [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 gennaio 2019
Giona A. Nazzaro
Il Manifesto

Il documentario «rock» è un terreno minato, bisogna sempre ricordarlo, perché solo così è possibile apprezzare le poche eccezioni che sfuggono occasionalmente alla regola. Il classico «rockumentary», perversamente, è una collezione di teste parlanti intervallate da materiali d'archivio e pezzi di musica dal vivo, i trionfi e ovviamente il peggior concerto dell'artista in questione.

giovedì 17 gennaio 2019
Alice Sforza
Il Giornale

È la biografia di Mathangi « Maya» Arulpragasam, nota, ai suoi fan, come M.I.A., la cantante, figlia di un leader delle Tigri Tamil, fuggita dallo Sri Lanka e arrivata a Londra con lo status di rifugiata, Nel 2012, è salita agli onori della cronaca quando, chiamata da Madonna per esibirsi, con lei, nell'intervallo del Super Bowl, ha alzato il dito medio a favore della telecamera.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
lunedì 14 gennaio 2019
A cura della redazione

Classe 1975, Mathangi Arulpragasam, internazionalmente nota come M.I.A., nell'85 è fuggita dalla guerra civile in Sri Lanka. E a metà anni 2000 si è imposta come la prima pop star di origine Tamil, diventando portavoce nella denuncia della situazione [...]

TRAILER
lunedì 7 gennaio 2019
 

Classe 1975, Mathangi Arulpragasam, internazionalmente nota come M.I.A., nel 1985 è fuggita dalla guerra civile nello Sri Lanka, paese originario dei genitori, da rifugiata. Voluta da Madonna (insieme a Nicky Minaj) per apparire insieme a lei nella performance [...]

POSTER
giovedì 27 dicembre 2018
 

Classe 1975, Mathangi Arulpragasam, internazionalmente nota come M.I.A., nel 1985 è fuggita dalla guerra civile nello Sri Lanka, paese originario dei genitori, da rifugiata. Voluta da Madonna (insieme a Nicky Minaj) per apparire insieme a lei nella performance [...]

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