| Titolo originale | L'apparition |
| Titolo internazionale | THE APPARITION |
| Anno | 2018 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 140 minuti |
| Regia di | Xavier Giannoli |
| Attori | Vincent Lindon, Galatéa Bellugi, Patrick d'Assumçao, Anatole Taubman, Elina Löwensohn Claude Lévèque, Gérard Dessalles, Bruno Georis, Alicia Hava, Candice Bouchet, Geoffroy De La Taille, Axelle Simon, Sandrine Ferraro, Marie-Hélène Aubert, Aurore Broutin, Cidney Khosta, Marc Raffray, Natalia Dontcheva, Gervais Dimwana, Bogdan Zamfir, Eric Paul, Joël Demarty, Père François-Xavier Ledoux, Augusto Zucchi, Marie Agnès Brigot, Pascal Martin-Granel, Isabelle Anciaux, Myriam Azencot, Bénédicte de Lacheisserie, Jeanne Cohendy, Farid Larbi, Modibo Soumaré, Mariam Bathily, Jean-Louis Allemand, Alain Beigel, Hervé Cousin, Didier Vinson. |
| Uscita | giovedì 11 ottobre 2018 |
| Tag | Da vedere 2018 |
| Distribuzione | Cinema |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,99 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 11 febbraio 2019
Un noto giornalista viene chiamato a testare la veridicità dell'apparizione della Vergine Maria, avvenuta in un piccolo villaggio francese. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office L'Apparizione ha incassato 45,6 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Jacques Mayano, reporter di guerra per un quotidiano francese, viene reclutato dal Vaticano per indagare su un'apparizione avvenuta in un villaggio del sud-est della Francia. Anna, orfana e novizia, afferma di aver visto la Vergine Maria. Lo straordinario evento, velocemente diffuso, ha condotto migliaia di pellegrini sul luogo della presunta epifania. Jacques, estraneo a questo mondo, accetta nondimeno di far parte della commissione d'inchiesta canonica, applicando la prassi empirica al trascendente.
Da À l'origine a Marguerite, passando per Superstar, Xavier Giannoli è ossessionato dall'impostura e dai personaggi mai al loro posto.
Se Paul è un imbroglione solitario che si finge capocantiere, Martin uno sconosciuto diventato improvvisamente famoso, Marguerite un soprano incosciente della propria nullità, non stupisce che Giannoli si interessi a un affaire religioso dove la questione dell'impostura è centrale. Anna, l'incredibile eroina di Galatéa Bellugi, afferma di vedere la Madonna da qualche parte sulle Alpi francesi. Anna afferma pure di non essere una bugiarda. Il suo confessore le crede, migliaia di pellegrini le credono ma le autorità ecclesiastiche sono riluttanti e indagano per accertare i fatti e verificare le sue parole.
A guidare lo spettatore lungo i percorsi ardui della montagna e della fede, è un reporter abituato a battere i conflitti del mondo e alieno alla sfera sovrannaturale. Incarnato con solidità terrena e spirito franco da Vincent Lindon, Jacques è scettico ma curioso. Incapace di accettare l'inspiegabile, interroga Anna e si convince presto che la ragazza sia vittima di una grande manipolazione. Ma la soluzione immaginata dal regista è destinata a sorprendere personaggio e spettatore, conciliando l'ipotesi della verità con quella della menzogna.
Dopo aver confrontato la mistica (e la mistificazione) con il tangibile alla ricerca di una verità impossibile da trovare, il film sospende la sua incredulità. Il risultato è una riflessione appassionante sulla fede, sulla maniera di vivere nel caos del mondo contemporaneo, sul dono di sé e la rinuncia che implica. La forma è quella di un polar coi suoi interrogatori, i suoi segreti, le sue rivelazioni e i capovolgimenti frequenti che alimentano la tensione fino all'epilogo.
Un epilogo disincarnato a forza di prorogarlo e poi disperderlo in un paesaggio più piatto di un mondo senza dio. Profondamente inquieto al debutto, il soggetto impone forse al regista una lentezza e una ridondanza che finiscono per fiaccare il film e la grazia prodotta dall'integrità energica di Jacques e la sincerità elegiaca di Anna. Al corpo celestiale di Galatéa Bellugi, rivelazione autentica che aderisce all'elevazione metafisica dell'opera, replica la natura viva di Vincent Lindon, abitato da un lutto. Agnostico come l'autore, il suo Jacques non è mai sprezzante davanti ai fedeli e al clamore che cresce intorno. Un bailamme che monta e in cui si fa largo il dubbio e la certezza di non potere avere tutte le risposte, in cui il reporter a caccia dell'impostore cede il passo all'uomo toccato dalla (buona) fede della fanciulla.
Nell'apparition, senza dubbio il film più personale di Giannoli, il regista concentra tutte le sue ossessioni e loda (a sorpresa) le virtù dell'illusione. È il mistero della fede ad affascinarlo e il mistero per sua natura non cerca prove. Apparizione? Allucinazione? Menzogna per essere? Giannoli non sentenzia ma insegue col suo personaggio l'intuizione di una trascendenza, il senso di un mondo ipermedializzato dove il confine con l'impostura si fa sempre più labile.
Jacques "Vincent Lindon" è un giornalista di un grande giornale regionale in Francia. La sua reputazione di investigatore imparziale attira l'attenzione del Vaticano, che lo recluta per guidare un comitato per esplorare la legittimità di un'apparizione santa in un piccolo villaggio francese - una vera indagine canonica. Al suo arrivo incontra la giovane novizia Anna che afferma di aver assistito personalmente a un'apparizione della Vergine Maria. Lei ha raccolto un seguito impressionante nel villaggio ma è divisa tra la sua fede e le molte sollecitazioni che riceve. Di fronte a opinioni contrastanti da membri del clero e scettici, Jacques trova il suo sistema di credenze profondamente scosso mentre lavora per scoprire le motivazioni nascoste e gestire le pressioni sul lavoro.
Ho avuto l'occasione di vedere L'apparizione in anteprima a Parigi e ne sono rimasta piacevolmente stupita. Nonostante tratti un tema delicato, il viaggio introspettivo del protagonista, interpretato come sempre magistralmente da Lindon (ma qui non c'è da stupirsi) trascina lo spettatore fino in fondo, lasciando molti spunti su cui riflettere.
La storia del cinema ha spesso avuto a cuore la figura della mistica. Ancora oggi, la Giovanna d'Arco narrata nel 1928 da Carl Theodor Dreyer è caso di scuola per spiegare come il cinema abbia cercato la purezza attraverso il linguaggio filmico. In quel caso, la potenza del primo piano garantiva al tempo stesso l'assoluta trasparenza della pulzella e il mistero insondabile della fede. Il volto era contemporaneamente accesso e negazione dell'assoluto, tanto che molti anni dopo Jean-Luc Godard spinse la protagonista del suo Questa è la mia vita, Anna Karina, a riconoscersi e commuoversi proprio di fronte a La passione di Giovanna D'Arco.
La visionaria di L'apparizione non ha, opportunamente, le stesse fattezze di Renée Falconetti ma ne ribadisce il pallore e gli occhi febbrili.
Nel film, a un certo punto, uno dei religiosi che più insiste perché si dia pubblica rappresentazione alle convinzioni della ragazza, cita Bernadette, altra famosa mistica del culto mariano. In questo caso, la donna (canonizzata dalla Chiesa Cattolica), viene ricordata per una versione della sua vita assai spettacolarizzata, hollywoodiana. L'omonimo film con Jennifer Jones viene ricordato come uno strano unicum per gli anni Quaranta, con il suo mix di estasi e cattivo gusto.
Le visioni di Bernadette, nella realtà, originarono il culto di Lourdes, su cui un altro esempio di cinema d'autore contemporaneo - l'omonimo Lourdes di Jessica Hausner - ha riflettuto in termini al tempo stesso laici e affascinati. Da ultimo, anche una serie televisiva italiana - l'intrigante Il miracolo (guarda la video recensione) ideato da Niccolò Ammaniti - si è domandato che spazio ha o avrebbe il sacro nella cultura contemporanea se non vi fossero risposte chiare ad avvenimenti apparentemente miracolosi, come il sanguinamento di una statua della Madonna.
In un curioso mini-revival cinetelevisivo di apparizioni mariane, questo film arriva in sala qualche mese dopo la serie Il miracolo, e poco prima di Troppa grazia di Gianni Zanasi, passato alla Quinzaine di Cannes. Protagonista è Jacques (il sempre bravissimo Vincent Lindon), reporter di guerra convocato dal Vaticano per una questione insolita. Si tratta di affiancare una commissione d'inchiesta sulla [...] Vai alla recensione »