| Titolo originale | Garde Alternée |
| Titolo internazionale | Joint Custody |
| Anno | 2017 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 104 minuti |
| Regia di | Alexandra Leclère |
| Attori | Didier Bourdon, Valérie Bonneton, Isabelle Carré, Hélène Vincent, Laurent Stocker Michel Vuillermoz, Jackie Berroyer, Billie Blain, Marty Berreby, Lise Lamétrie, Agnès Hurstel, Thomas Gérard, François Perache, Marion Miquel-Murray, Zimsky, Maya Krouk, Marie-Stéphane Cattaneo, Olivier Charasson, Gaelle Malandrone, Maxime Baulleret, Guillaume Christmann, Quentin Goitino, Margot Kappes, Walter Shnorkell, Emile Feltesse. |
| Uscita | giovedì 30 agosto 2018 |
| Distribuzione | Officine Ubu |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,86 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 5 settembre 2018
Una giovane moglie scopre che il marito la tradisce e decide di condividere l'uomo con l'amante a settimane alterne. In Italia al Box Office Un marito a metà ha incassato 80,9 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Dopo 15 anni di matrimonio e due figli, la violinista Sandrine scopre che il marito Jean la tradisce con Virginie, proprietaria single di una libreria. Inizialmente Sandrine invita Jean a lasciare Virginie, cosa che l'uomo fa immediatamente, terrorizzato di perdere la famiglia. Ma quando Sandrine si accorge che Jean è disperato per l'assenza di Virginie, decide di proporre alla rivale una sorta di affido congiunto che vede protagonista non i figli ma il marito fedifrago, che trascorrerà una settimana con la moglie e una con l'amante.
Affido congiunto era il titolo originale della commedia francese Un marito a metà, scritta e diretta da Alexandra Leclère, che aveva già firmato Benvenuti...ma non troppo.
Leclère si considera una provocatrice nata, e in effetti l'aspetto più interessante di Un marito a metà è proprio la sfida proposta al pubblico di immaginare una situazione tanto surreale. Una sfida coinvolgente, almeno per la prima parte del film: nonostante la disinvoltura con cui i tre protagonisti accettano un accordo tanto surreale si possa solo definire "francese", le reazioni individuali dei personaggi si rivelano non troppo lontane dall'esperienza personale degli spettatori. Ma dopo la scena dell'anniversario (la definiamo così per non fare spoiler) le cose cominciano a prendere una piega davvero lunare, ispirata ad una "guerra dei Roses" incomprensibile, anche perché vede come oggetto del contendere un uomo senza qualità come Jean, interpretato dall'ottimo Didier Bourdon, assai carente in attrattiva fisica e comportamentale.
Al contrario le due attrici che interpretano Sandrine e Virginie, rispettivamente Valérie Bonneton e Isabelle Carré, sono deliziose per aspetto e modi, e i loro ruoli di donne colte e indipendenti dovrebbero essere in grado di dimostrare maggiore dignità e buon senso. Se è vero che esistono donne disposte a contendersi anche il più improbabile degli uomini, è anche vero che raccontare oggi un triangolo in cui ci si umilia e degrada in nome di un maschio, per di più tutt'altro che alfa, risulta incredibile, ancorché un tantino misogino.
In realtà il problema sta tutto nel tono che la regista ha scelto per raccontare questa storia. Se infatti Leclère avesse scelto di emulare il suo modello, il caustico e dissacrante Bertrand Blier, o ancor meglio si fosse ispirata al registro grottesco e surreale di Marco Ferreri, Un marito a metà sarebbe una provocazione davvero interessante, in grado di farci riflettere sulla determinazione femminile e sulla debolezza di certi uomini destinati a rimanere bambini in balia delle loro mamme cattive. Purtroppo invece l'autrice sceglie il tono leggero e farsesco della commedia francese ispirata a Feydeau senza averne la profondità psicologica o la capacità di commentario sociale.
Ciò che salva Un marito a metà sono i dialoghi frizzanti, da sempre punto di forza di Leclère, e l'interpretazione di Valérie Bonneton, che riesce a rendere comprensibili le reazioni del personaggio di Sandrine anche quando le contorsioni della trama le rendono il compito quasi impossibile.
“Un Marito a Metà” è la divertente commedia della regista francese Alexandra Leclère in cui, come si evince dal titolo stesso, un marito viene diviso tra la moglie e l’amante. Scoperto il fatto che il proprio marito ha un’amante da un anno, la moglie protagonista del film decide di mettersi d’accordo con l’amante stessa, all’inizio [...] Vai alla recensione »
Che spasso. Il film, la storia, gli attori. Certo, più per lo spettatore che per i personaggi, se volessimo considerarli reali e davvero coinvolti nell'intrico sentimentale da macerazione continua. Perché Un marito a metà (in sala dal 30 agosto, durata 104'), quinta regìa di Alexandra Leclère, viaggia sul filo di un paradossale estremismo di contesto, per molti versi associabile al suo precedente Benvenuti. [...] Vai alla recensione »